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Lazio – Juventus: all’Olimpico per proseguire nel consolidamento del primato

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Buona la prima (di ritorno) per la Juve, che ha battuto senza mai soffrire oltre il previsto un Chievo volitivo e ben messo in campo. Il 2019, per i bianconeri, è iniziato così come si è concluso il 2018: nel segno della vittoria. La Vecchia Signora, a tratti, ha espresso un buonissimo calcio nel match contro i clivensi, ma soprattutto ha gestito brillantemente l’intero incontro sotto l’aspetto del possesso palla e della concentrazione, producendo, inoltre, più di qualche occasione da gol assai interessante. Il 3-0, addirittura, starebbe stretto alla Juventus, perché oltre al penalty fallito da Cristiano Ronaldo, Madama avrebbe potuto (e dovuto) capitalizzare le occasioni da rete create attraverso una maggiore precisione e lucidità negli ultimi 16 metri, anche se bisogna sottolineare i diversi interventi decisivi dell’ottimo e sempreverde Sorrentino che ha effettuato alcune parate degne di nota.

Domenica 27, alle 20:30, la squadra di Massimiliano Allegri sarà impegnata nella sfida tosta con la Lazio di Simone Inzaghi, desiderosa di invertire un trend piuttosto negativo frutto di soli 4 punti nelle ultime tre partite, francamente un bottino abbastanza magro per una compagine che anela alla conquista di un piazzamento europeo. Inzaghi dovrà rinunciare a Marusic, Acerbi e Luiz Felipe, e sembrerebbe orientato a varare un 3-4-2-1 composto da: Strakosha; Bastos, Wallace, Radu; Parolo, Lucas Leiva, Milinkovic-Savic, Lulic; Luis Alberto, Correa; Immobile. L’allenatore labronico sarà depauperato dagli infortuni di Barzagli, Cuadrado, Mandzukic, Khedira e Pjanic. Dunque, probabile un 4-3-2-1 formato da: Szczesny; De Sciglio, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Emre Can, Bentancur, Matuidi; Dybala, Bernardeschi (Douglas Costa); Cristiano Ronaldo. Da non escludere la soluzione di un centrocampo con due uomini.

Lazio-Juventus: l’analisi tattica

La Lazio, in fase di possesso, spesso e volentieri alterna la costruzione della manovra. In alcune circostanze predilige il palleggio e il fraseggio stretto, in altre, invece, ricorre all’attacco diretto tramite il lancio lungo indirizzato verso gli esterni o sulla prima punta, che spizza di testa per la seconda punta o per il trequartista, pronti ad aggredire la seconda palla. Una costante della fase offensiva biancoceleste è il continuo inserimento delle mezz’ali che attaccano gli spazi per riempire l’area di rigore. In fase di non possesso, invece, talvolta la prima linea si alza in pressione sul primo portatore di palla avversario, oltre a schermare gli appoggi soprattutto sulle corsie laterali. In altre situazioni gli uomini di Inzaghi si raccolgono in 25-30 metri di campo con il baricentro piuttosto basso, per aumentare la densità nella terra di mezzo e tentare di ostruire tutte le linee di passaggio.

La Juventus, senza farsi prendere da un’inutile e perniciosa frenesia, dovrà cercare di comandare il gioco consolidando il possesso, ma provando a muovere la sfera da un lato all’altro per sfruttare l’ampiezza del campo, possibilmente in scioltezza e con rapidità. Importante, inoltre, sarà ricorrere, appena possibile, alla verticalità improvvisa, per tentare di sorprendere la difesa a 3 della Lazio costituita da centrali molto fisici, ma tutt’altro che fulmini di guerra. Quanto alla fase difensiva, massima attenzione agli inserimenti dei centrocampisti, sempre prontissimi sulle eventuali respinte ed estremamente efficaci nello sfruttare i corridoi centrali. La Lazio necessiterà di una vittoria per non perdere il treno diretto verso l’Europa, la Juventus avrà l’obbligo di espugnare l’Olimpico per continuare a tenere a debita distanza il Napoli di Carlo Ancelotti. Pertanto, da entrambe le parti, le motivazioni non mancheranno assolutamente. Al netto delle defezioni, la Vecchia Signora ha tutte le carte in regola per violare il fortino degli Aquilotti. E ciò significherebbe inviare un ulteriore segnale ai partenopei del presidente “cinepanettoniere”.