Lazio-Juventus, l’analisi tattica: come si affronteranno Inzaghi e Sarri

È tempo di inseguire per ritornare primi

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Il pareggio (2-2) della Juventus con il Sassuolo ha fatto scattare un piccolo campanello d’allarme. Contro la Lazio, quindi, i bianconeri saranno obbligati a ottenere i tre punti nel match di sabato 7 alle 20:45. Questo soprattutto dopo aver perso la testa della classifica per effetto della vittoria dell’Inter (2-1) sulla Spal, che ha consentito ai nerazzurri di guadagnarsi la vetta. I biancocelesti vengono dal perentorio 3-0 interno inflitto all’Udinese, successo che sta confermando l’ottimo stato attuale di forma degli uomini di Simone Inzaghi. La Vecchia Signora, invece, è stata stoppata dai neroverdi in una gara dove è mancata la concretezza in zona gol unitamente alle troppe imprecisioni tecniche specie a metà campo, oltre a una scarsa brillantezza sotto l’aspetto atletico. In definitiva, dunque, una prestazione davvero sottotono quella di Madama, che ora avrà il dovere di correggere il tiro per cercare di detronizzare la squadra di Antonio Conte.

Inzaghi non potrà contare su Berisha, Lukaku, Marušić e Patric, per cui il tecnico delle Aquile parrebbe deciso a schierare un 3-5-2 composto da: Strakosha; Bastos (Luiz Felipe), Acerbi, Radu; Lazzari, Milinković-Savić, Lucas Leiva, Luis Alberto, Lulić; Immobile, Correa. Senza Perin, Pjaca, Douglas Costa, Khedira e Ramsey, mister Sarri (qui la conferenza stampa della vigilia) dovrebbe far scendere in campo i suoi con un 4-3-1-2 formato da: Szczęsny; Cuadrado (Danilo), Bonucci, de Ligt, Alex Sandro; Bentancur (Emre Can), Pjanić, Matuidi; Bernardeschi; Ronaldo, Dybala (Higuaín). Occhio anche all’idea Bentancur in posizione di trequarti (al posto di Bernardeschi) alle spalle di Cristiano Ronaldo e Dybala (o Higuaín), con Emre Can sul centrodestra nel trio di centrocampo.

Lazio-Juventus: il taccuino tattico

La Lazio, in fase di possesso, cambia sovente la costruzione della manovra. In determinate circostanze preferisce palleggiare e fraseggiare corto, mentre a volte utilizza l’attacco diretto attraverso lanci lunghi per i quinti o sulla prima punta, che spizza di testa per la seconda punta pronta ad attaccare la seconda palla. Una caratteristica ben definita della fase di possesso biancoceleste è il frequente inserimento delle mezze ali che, a rimorchio, si buttano negli spazi per riempire l’area. Per ciò che concerne invece la fase di non possesso, in alcuni casi gli attaccanti si alzano in pressione sul primo portatore di palla avversario, in altri l’undici di Inzaghi si sistema in 30-35 metri mantenendo il baricentro piuttosto basso per fare densità a centrocampo e per chiudere tutte le linee di passaggio.

La Juve dovrà far viaggiare il pallone con la maggiore fluidità possibile, cercando di alzare il ritmo del palleggio. Altra soluzione da tenere in considerazione sarà il frequente utilizzo dei cambi di gioco immediati per costringere la linea difensiva laziale a muoversi. Anche la ricerca dell’ampiezza potrebbe essere un’opzione valida, soprattutto se la Lazio dovesse intasare il cono centrale, magari sfruttando le sovrapposizioni esterne e i tagli. In fase di non possesso, l’imperativo per la Juventus sarà non concedere mai situazioni di palla scoperta in particolar modo ai calciatori più talentuosi della Lazio, abilissimi a imbucare il pallone alle spalle tramite rapidi filtranti, così come limitare le verticalizzazioni improvvise medianti le quali, spesso e volentieri, gli avanti biancocelesti vengono serviti in profondità.

Alcuni tifosi bianconeri hanno accolto il pareggio dell’Allianz Stadium con il Sassuolo come una vera e propria sciagura sportiva, per la serie “moriremo tutti”, specialmente dopo il 2-1 dell’Inter sulla Spal e il conseguente cambio al vertice della classifica. Però, in realtà, non è successo nulla di irreparabile, perché una parte degli juventini dimentica che Bonucci e compagni sono gli unici imbattuti nei cinque principali campionati europei, mai sconfitti in Champions e distanti a un solo punto dai nerazzurri a ben cinque mesi dalla fine del campionato. Al netto di tutto, comunque, i ragazzi di Sarri dovranno assolutamente dimostrare che il mezzo passo falso interno di domenica scorsa è ormai acqua passata, un piccolissimo incidente di percorso da preventivare nell’arco di una stagione. Pertanto, sarà indispensabile fare bottino pieno all’Olimpico, augurandosi che la Roma, a Milano contro l’Inter, faccia un piccolo regalo natalizio alla Vecchia Signora con diciannove giorni d’anticipo.