Juventus, ufficiale: Marotta rinnova fino al 2018 (Video)

Marotta, dg Juventus

Beppe Marotta rinnova il suo contratto con la Juventus fino al 2018 e con lui tutto il suo staff. Squadra che vince non si cambia, dunque, così ancora per tre anni il club bianconeri avrà il seguente organigramma sportivo: Fabio Paratici, Direttore Sportivo; Maurizio Lombardo, Segretario Generale; Matteo Fabris, Team Manager Prima Squadra; Federico Cherubini, Vice Direttore Sportivo; Stefano Braghin e Gianluca Pessotto dirigenti del Settore Giovanile.\r\n\r\nLa notizia era nell’aria già da giorni ma ora c’è anche l’annuncio ufficiale dato dal club bianconero tramite una nota apparsa sul proprio sito. La Juventus celebra il lavoro dell’ad e dg sottolineando:\r\n

È questa l’“altra squadra” costruita da Giuseppe Marotta: un gruppo di lavoro che l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Sport ha plasmato nel corso degli anni, portando alla Juventus i migliori talenti che il panorama italiano offriva nei rispettivi ruoli e affiancandoli a quelli che già aveva trovato in società. Ha così creato un’Area Sportiva di eccellenza, che stagione dopo stagione è cresciuta di pari passo con la competitività della squadra e oggi rappresenta un punto di forza del progetto bianconero. Un progetto che potrà contare sulla guida di Giuseppe Marotta e sulla competenza dei suoi collaboratori per altre tre stagioni: tutto il management sportivo – conclude la nota – è stato infatti confermato in blocco sino al 2018.

\r\nLa Vecchia Signora non si ferma a bearsi delle vittorie, ma guarda già al futuro: la vittoria più bella è sempre quella che arriverà domani.\r\n\r\n[jwplayer player=”1″ mediaid=”81390″]\r\n

Le parole di Marotta dopo il rinnovo

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Bisogna capire che il mondo del calcio è atipico, ci vogliono risultati dentro e fuori dal campo. Ringrazio Agnelli anche a nome dei miei collaboratori. Il concetto fondamentale del successo è la delega che ci concede. Paratici è un amico al quale voglio bene e che è diventato realtà. Da dieci anni Fabio è con me, una figura competente e stimata all’interno della società. La Juve ha una storia davanti, una storia importante, e quando prendi un giocatore lo carichi di responsabilità. Non a caso si dice che la maglia pesa. Il giocatore è uno degli interpreti per riportare successi alla Juve. Il momento più negativo? Pozdan l’eliminazione. Il primo scudetto è stato il più bello perché quasi inaspettato. Ha dato a tutti grande soddisfazione e ripagato per il lavoro. La Juve per me è tutto, habitat perfetto, per lavorare e come persona.

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Le parole di Paratici dopo il rinnovo

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Non parlo mai perché i protagonisti sono altri, dal presidente ai giocatori. Ognuno interpreta il suo lavoro come da carattere. Io sono riservato e va bene così. Si lavora sulla squadra e sulla crescita della società. Ringrazio l’uomo prima e poi il dirigente che mi ha scelto dopo l’esperienza da giocatore: è Beppe Marotta. Mi ha formato, ho cercato di rubargli quanto possibile dal punto di vista lavorativo. Se sono riuscito a crearmi questa figura dirigenziale è grazie a lui. Si raccolgono dati con lo scouting, io sono un iceberg. Poi la parte più difficile è prendere informazioni sul ragazzo sulla famiglia, sull’entourage. Poi arriva il confronto finale con Marotta, Nedved e Allegri. Momenti no? Istanbul e alcuni momenti della nostra prima stagione a Torino. Ma sono serviti per questo percorso. A Trieste il primo scudetto è stato il momento più bello. La Juve è storia, è la famiglia Agnelli, il club che ha più tifosi. Sono orgoglioso di scrivere una piccola parte di questa storia.