Juventus-Spal: tre punti obbligatori per rimanere in scia

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Con un’Inter che sta viaggiando a vele spiegate, la Juventus dovrà battere ad ogni costo la Spal sabato 28 alle 15:00 all’Allianz Stadium di Torino, ovviamente per non perdere il treno dell’altissima classifica. La Juve, nell’ultimo turno di campionato, ha espugnato il Rigamonti di Brescia superando 2-1 le Rondinelle in rimonta. Dopo un primo tempo con molte più ombre che luci, la Vecchia Signora è cresciuta in modo esponenziale nella ripresa, creando svariate occasioni da gol figlie di una grande produzione offensiva, oltre ad architettare delle trame di ottima fattura. Il neo, di contro, la mancanza di equilibrio fra le due fasi, che purtroppo ha procurato (e che sovente procura) qualche grattacapo alla difesa bianconera. La Spal, invece, è reduce dal pesante 1-3 con il Lecce, in uno scontro diretto per la salvezza. Una sconfitta, questa, che ha inchiodato ulteriormente la squadra di Semplici nei bassi fondi della classifica, per l’esattezza al penultimo posto con soli 3 miseri punti.

Madama, certa delle assenze di Perin, De Sciglio, Chiellini, Danilo, Douglas Costa, Pjaca e Alex Sandro, potrebbe presentarsi sul manto erboso con un 4-3-1-2 formato da: Buffon (Szczęsny); Cuadrado, Bonucci, de Ligt, Matuidi; Khedira, Pjanić, Rabiot; Ramsey (Bernardeschi); Higuaín (Dybala), Ronaldo. Mister Leonardo Semplici, orfano degli indisponibili D’Alessandro, Fares, Di Francesco e Kurtić, dovrebbe schierare i suoi con il consueto 3-5-2 composto da: Berisha; Cionek, Vicari, Tomović (Felipe); Strefezza (Reca), Murgia, Missiroli, Valoti (Valdifiori), Sala; Petagna, Floccari.

Juventus-Spal: la disamina tattica

Contro un avversario come la Spal la Juventus dovrà provare spesso a sfruttare il cambio di gioco su entrambi i lati, per costringere la linea difensiva spallina a spostarsi con una certa frequenza, ma senza forzare questa giocata in maniera spasmodica. Sarà necessario inoltre palleggiare in velocità e a due tocchi, scambiando stretto e cercando il dialogo con costanza, usufruendo dell’elevatissimo tasso tecnico a disposizione, soprattutto dalla cintola in su. Altra situazione tattica da considerare in fase di possesso potrebbe essere l’attacco diretto nel caso in cui si presentasse l’occasione giusta. In fase di non possesso, invece, i bianconeri dovranno prestare massima attenzione nella riaggressione sulle transizioni negative, tipico dettame del credo calcistico sarriano, poiché più volte (come già successo) i ragazzi di Sarri si lasciano sorprendere a causa di un’errata scelta di tempo e di una non corretta distanza fra i reparti.

La Spal è una squadra che sovente ricorre alle verticalizzazioni improvvise per accendere la rapidità delle punte, mentre in fase di non possesso la tendenza è quella di fare densità con 10 uomini dietro la linea della palla, disposti con un 5-4-1 o 5-3-1-1. Un’altra peculiarità è la chiusura degli appoggi, per evitare che l’avversario peschi il compagno libero con facilità, giocando in particolare sul corto. Poi, nelle transizioni negative, l’obiettivo è quello di alzarsi velocemente per accorciare sull’uomo in possesso del pallone, proprio per riconquistare la sfera nel minor tempo possibile. Sulla carta il match con la Spal pare tutt’altro che probante, uno sorta di Davide vs Golia, specie se si tiene conto dell’abissale differenza di qualità tecnica fra le due formazioni. Però i ferraresi sono disperatamente a caccia di punti, per cui verranno a Torino con il coltello tra i denti, a disputare la partita della vita. Dunque, onde evitare figure da peracottaio, servirà una prestazione seria da parte della Juventus, che avrà il dovere di vincere (e possibilmente convincere) al fine di restare aggrappata all’Inter targata Antonio Conte, magari con un pizzico di lucidità e killer instinct in più negli ultimi 15-20 metri per capitalizzare le numerose occasioni da rete prodotte.