Juventus, non rischia solo Sarri: Paratici e Nedved si giocano tanto

CFO e vicepresidente della Juve dovranno dare conto della scelta dell’allenatore e della rosa

juventus sarri paratici nedved

I prossimi due mesi saranno decisivi per la Juventus e a rischiare non è solo Maurizio Sarri. Lo avevamo scritto quando il club ha deciso di mandare via Massimiliano Allegri, facendo eco alle parole di Andrea Agnelli. Il presidente, durante la conferenza stampa di addio del mister livornese, aveva detto chiaramente che la gestione sportiva era nelle mani del CFO Fabio Paratici e del vicepresidente Pavel Nedved. Insomma, il cambio di guida tecnica, ma soprattutto la voglia di dare una nuova mentalità alla Juve ha due padri, che saranno giudicati dal presidente, come sempre avviene alla Juventus, sulla base dei risultati.

Come la Juventus di Montezemolo-Maifredi?

La voglia di calcio champagne da parte di Luca Cordero di Montezemolo, che portò a Torino Gigi Maifredi, durò solo un anno. Dopo le sconfitte in Supercoppa e in finale di Coppa Italia a Maurizio Sarri mancano ora altri due obiettivi e in caso di fallimento c’è il rischio appunto che lui faccia la fine di Maifredi e che il duo Paratici-Nedved (forse più il primo del secondo) quella di Montezemolo. Il CFO e il vicepresidente dovranno dare conto alla proprietà al termine della stagione sportiva e ovviamente tutti i tifosi si augurano che sia un resoconto positivo con la conquista quantomeno dello scudetto.

La Juventus degli allenatori da tastiera

La voglia di dare un nuovo appeal alla Vecchia Signora tramite il gioco si è sgretolata settimana dopo settimana, anche sotto gli stessi colpi dei mister Sarri, che ha ribadito di non poter mai riprodurre il gioco del Napoli, di non poter supportare tre attaccanti, di avere una rosa di individualità etc. etc. Insomma, se Paratici e Nedved erano convinti che fosse solo un problema di manico e che cambiando allenatore improvvisamente i calciatori della Juventus avrebbero cominciato a rifilare 4-0 a tutti, si sono sbagliati di grosso, così come i tanti allenatori da tastiera che lo sostengono da anni.

Allegri aveva chiesto un profondo rinnovamento della rosa, sia per questioni di logorio atletico sia mentale. Diversi elementi sono a fine ciclo, non hanno più “fame”, altri non si sono rivelati propriamente all’altezza? Benissimo, allora bisogna dare atto al precedente allenatore di aver fatto il massimo con quello che gli è stato messo a disposizione. Pensare che questa Juve per giocare bene con Sarri debba per forza comprare mezzo Napoli, non sembra la soluzione ideale. Paratici e Nedved dovranno dunque rispondere della scelta dell’allenatore, ma anche di un monte ingaggi che attualmente supera il 70% dei ricavi. La rosa della Juventus è una delle più costose d’Europa, ma è anche una delle più forti e delle meglio assortite?