Juventus: la reazione c’è stata

La Juve ha rischiato di gettare un’altra partita al macero, poi la prova di forza per la rimonta

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Ho perso 10 anni di vita e 10 chili contro lo Spezia. Male molto male. Stavamo buttando al macero anche questa. Siamo una squadra mentalmente fragile, l’ho scritto molte volte. E’ un peccato perché fra punti buttati qua e là davvero si poteva esser, non dico fra i primi, ma almeno li vicino. D’altronde abbiamo subito diverse rimonte: Udinese, Napoli, Milan e anche Spezia, e abbiamo perso in casa con l’Empoli. E’ evidente che non siamo una squadra che sta bene. Al netto di questo sul 2-1 davvero pensavo non ci fosse più speranza. Invece il calcio è bello per questo, perché riserva sempre sorprese.

La Juventus la riprende e la vince. Ed era tutt’altro che scontato. C’è voluta una reazione. Certamente più di pancia. Certamente non massimamente organizzata. Finanche la reazione di alcuni e non di tutti. Ma c’è stata. Prima Chiesa e poi De Ligt l’han ribaltata. I cambi han dato una scossa non indifferente con Alex Sandro, Locatelli e Bernardeschi sicuramente bene. Chiesa migliore in campo che di fatto si inventa letteralmente il gol del pareggio di forza, con Szczesny migliore anche lui, che salva il 3-3 nel finale.

Ora con questa prova abbiamo dimostrato a noi stessi che siamo ancora una squadra in grado di reagire, una squadra viva. Ora chiaramente non basta lo Spezia per dire che si è guariti. Adesso viene il bello. Si fa per dire. Ora è il caso di attaccare un filotto di vittorie che ci dicano che siamo ancora squadra di vertice e non di bassa classifica. Ora ci vogliono le conferme. D’altronde la Sampdoria che andiamo ad affrontare in casa nostra è stata strapazzata da quel Napoli che contro di noi aveva concluso poco e niente nonostante le nostre gravissime assenze. Probabilmente senza la papera di Szczesny sul gol di Politano anche quella partita non si sarebbe per lo meno persa. E allora bene questa piccola ma salutare boccata d’ossigeno. Bene la reazione seppure di sangue e non di testa, seppure d’orgoglio e non studiata. Le vittorie aiutano a vincere. Ora almeno si lavora sereni. Sperando che davvero ora i ragazzi abbiano trovato un poco più di autostima.