La Juventus non vuole scudetti a tavolino: la risposta alla Lazio arriva da Gravina

Il presidente della Figc conferma che Agnelli non voglia il tricolore 2019-2020 d’ufficio

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La Juventus non vuole scudetti d’ufficio, o a tavolino che dir si voglia. Dopo il like dei giorni scorsi del presidente Andrea Agnelli al tweet di un tifoso, arriva anche la conferma da parte del presidente federale Gabriele Gravina, che smentisce così le parole del portavoce della Lazio Diaconale. Intervistato da TMW Radio, il numero uno della Figc ha sottolineato: “Annullare o assegnare il campionato? Annullare credo sia abbastanza complicato, con un campionato che ha visto la disputa di oltre due terzi delle gare. Ci sarebbe una grave ingiustizia che porterebbe ad un’emergenza legale durante un’emergenza epidemiologica. Lo scudetto bisogna decidere solo di assegnarlo o meno e la stessa Juventus credo abbia espresso un non gradimento di una soluzione di questo tipo. Poi c’è l’indicazione, di interesse internazionale, sulle società che devono andare in Europa. Non è il momento per questi ragionamenti, ma è chiaro che chi ha il diritto a partecipare ad un campionato diverso, parlo della Serie B, sarebbero le prime due, non certo la terza, che dovrebbe affrontare i playoff. Nessuno può rivendicare la promozione da terza in classifica. Farò di tutto per la definizione dei campionati in campo, una estate in tribunale non sarebbe un atto di grande responsabilità”.

Gravina: campionato a maggio, giugno, luglio o agosto?

Insomma, lo scudetto non sarebbe assegnato alla Juventus, che ha un solo punto di vantaggio sulla Lazio, mentre il Crotone, secondo in Serie B con soli 2 punti sul Frosinone, sarebbe promosso in Serie A. Quanto alla ripartenza eventuale dei campionati, Gravina oggi fa l’ipotesi del 20 maggio o al massimo dei primi di giugno, in modo da concludere a luglio i campionati giocando ogni tre giorni. Non è comunque escluso di andare anche oltre queste date, al costo di mettere a rischio la stagione successiva: “Stiamo procedendo in diverse direzioni e ci sono due fattori: il primo è rispettare le ordinanze del governo e il secondo è l’opportunità che ci stanno dando UEFA e FIFA di poter andare oltre il 30 giugno. Noi siamo attenti e rispettosi – aggiunge Gravina – oggi nessuno può fare previsioni, ma programmare è un dovere”.

“La priorità assoluta è chiudere i campionati nazionali – insiste richiamando le decisioni odierne dell’Uefa – Oggi è stata adottata una ulteriore decisione, spostare le finestre per le Nazionali liberando la finestra del 1-9 giugno. Abbiamo ulteriore disponibilità di tempo per completare le manifestazioni nazionali. La finestra di fine maggio, fino al 15-31 luglio sarebbe quella che io individuerei, in modo da avere tutto il tempo per iniziare a programmare la stagione 2020-21”.