Juventus-Milan, l’analisi tattica: le mosse di Sarri e Pioli

Juventus con un piede e mezzo in finale di Coppa Italia, ma guai a distrarsi

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Finalmente, vivaddio, il calcio italiano riaprirà i battenti. Venerdì 12, alle 21:00, si ritornerà a giocare con JuventusMilan, match valido per la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Dopo il dramma Covid-19, che ha paralizzato l’intero pianeta per tre lunghissimi mesi, la sfida fra i bianconeri e i rossoneri riaccenderà l’entusiasmo di tutti quei calciofili che hanno pesantemente patito a causa dell’astinenza da pallone rotolante.

Nella gara d’andata, terminata 1-1, la Juve fornì una prestazione a dir poco deludente, per usare un eufemismo, soprattutto sotto l’aspetto della qualità del gioco. Ma il pari di San Siro, in realtà, favorisce di gran lunga la Vecchia Signora, che accederebbe alla finale della coppa nazionale anche se la partita si concludesse a reti inviolate. Senza Demiral e il Pipita Higuaín, Maurizio Sarri dovrebbe varare un 4-3-3 formato da: Buffon (Szczęsny); Cuadrado (Danilo), de Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Khedira, Bentancur, Matuidi; Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo. Mister Pioli, che sarà alle prese con le assenze importanti di Duarte, Hernández, Castillejo e Ibrahimović, sembrerebbe orientato a schierare un 4-2-3-1 composto da: G. Donnarumma; Conti, Kjaer, Romagnoli, Calabria (Laxalt); Kessié, Bennacer; Çalhanoğlu, Paquetá, Bonaventura; Rebić (Leão).

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Juventus-Milan: gli spunti tattici

Nonostante il pareggio del Meazza sorrida a trentadue denti a Madama, i ragazzi di Sarri non dovranno commettere il madornale errore di scendere sul manto erboso dell’Allianz Stadium (a porte chiuse per ovvie ragioni) pensando di aver già archiviato la pratica. Dunque, la Juventus dovrà provare a palleggiare con intelligenza, cercando di aprire il gioco anche sugli esterni, così come puntare forte sull’attacco alla profondità potrebbe essere un’altra arma letale a disposizione dei bianconeri. Invece, in fase di non possesso, sarà fondamentale limitare le scorribande offensive soprattutto dei due laterali bassi del Milan, tendando di accorciare prontamente su di loro appena entrati in possesso del pallone. Inoltre, sarà importantissimo impedire facili uno-due agli uomini offensivi del Diavolo. I rossoneri amano avviare l’azione dal basso che, sovente, si sviluppa coinvolgendo moltissimo i due esterni bassi, sempre larghi e abili ad aggredire spazio in avanti, oltre ad essere bravi nelle sovrapposizioni e nello sviluppo del gioco in ampiezza. Gli interpreti offensivi di Pioli, spesso, cercano il dialogo nello stretto con rapide triangolazioni o effettuano movimenti senza palla per provare a sorprendere alle spalle la difesa avversaria. In fase di non possesso, in molti casi, l’atteggiamento è aggressivo, volto a portare un numero elevato di uomini in zona palla per obbligare l’avversario a disfarsi subito del pallone, oltre ad andare a chiudere gli appoggi per sporcare la manovra. Nelle transizioni positive l’obiettivo è quello di organizzare ripartenze veloci tramite fulminee verticalizzazioni, mentre nelle negative l’undici di Stefano Pioli punta sulla riaggressione per recuperare palla il prima possibile.

Al netto di tutto, la condizione fisica farà davvero la differenza, perché dopo tre mesi di stop forzato i muscoli (giustamente) grideranno vendetta. In caso di 1-1 al triplice fischio, si andrebbe direttamente ai calci di rigore, senza passare dai supplementari, proprio per evitare ai protagonisti in campo un ulteriore sforzo fisico che potrebbe mettere seriamente a repentaglio la loro tenuta muscolare. Pertanto, in virtù di una (molto) probabile situazione di estrema difficoltà a livello atletico, la Juventus dovrà far valere il suo maggior tasso tecnico in tutti i reparti. Di contro, però, il Diavolo scenderà sul rettangolo verde senza nulla da perdere. Certo, questo non è il Milan più forte di tutti i tempi, ma non è nemmeno la Longobarda di Oronzo Canà, quella di Sella, Cavallo, Aristoteles, Speroni e Crisantemi. Per cui, la Juve dovrà cercare di mettere subito in chiaro le cose provando a segnare almeno un gol nella prima ora di gioco. Anche perché è vero che “Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”, ma è altrettanto vero che “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. Specialmente, appunto, del Diavolo.