Juventus Lione, l’analisi tattica: Maurizio Sarri sfida Rudi García

Per la Juventus, contro il Lione, difficile banco di prova europeo di fondamentale importanza

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Archiviata la pratica scudetto, il nono consecutivo, JuventusLione in programma venerdì 7 alle 21:00, match valido per il ritorno degli Ottavi di Champions League, rappresenta (al momento) la gara dell’anno per l’intero popolo bianconero. La Vecchia Signora arriverà a questo importantissimo appuntamento internazionale dopo aver perso 3-1 a Torino contro la Roma, nell’ultimo turno di campionato, in una partita che valeva meno della bigiotteria. Ma soprattutto, giungerà a questa sfida in seguito alla sconfitta per 1-0 rimediata in terra transalpina all’andata, in cui la Juve, per oltre un’ora, fornì una pessima prestazione sotto tutti i punti di vista. Dunque, sarà obbligatorio cambiare atteggiamento per accedere alle Final Eight di Lisbona, obiettivo senza dubbio alla portata di Madama, ma comunque un traguardo che i campioni d’Italia in carica dovranno guadagnarsi sul campo.

Il Lione, invece, successivamente al lockdown, ha nelle gambe (120 minuti per via dei supplementari) solo un incontro ufficiale: quello di finale di Coupe de la Ligue perso soltanto ai rigori con il Paris Saint-Germain, dopo aver disputato una buonissima partita anche sotto l’aspetto atletico. Tornando all’attualità, con le assenze certe di De Sciglio, Khedira (fuori dalla lista Champions in favore di Demiral), Douglas Costa e con il dubbio legato alla presenza di Dybala, Maurizio Sarri sembrerebbe intenzionato a schierare un 4-3-3 formato da: Szczęsny; Danilo, de Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Bentancur, Pjanić, Rabiot; Cuadrado, Higuaín, Ronaldo. Nel caso in cui giocasse Bernardeschi dal primo minuto, Cuadrado verrebbe impiegato nella posizione di quarto basso a destra. Con tutti gli effettivi disponibili, García dovrebbe varare un 3-5-2 composto da: Lopes; Denayer, Marcelo, Marçal; Dubois, Aouar, Guimarães, Caqueret, Cornet; Dembélé, Depay.

Juventus – Lione: le mosse tattiche

La Juventus, fin dal primissime battute, dovrà provare anzitutto ad alzare i ritmi di gioco, specie nel palleggio, fraseggiando al massimo a due tocchi. Alternare la manovra offensiva, sfruttando le vie centrali, alla ricerca dell’ampiezza, sarà un’altra chiave tattica importantissima per i Bianconeri, così come tentare di innescare gli attaccanti attraverso il gioco tra le linee e ricercare l’attacco della profondità. In fase di non possesso, invece, bisognerà prestare massima attenzione in particolar modo alle corsie laterali, alle verticalizzazioni dei transalpini e all’inserimento a fari spenti delle mezze ali francesi, sempre pronte ad arrivare a rimorchio per alimentare le scorribande offensive.

Il Lione, in fase di possesso, è una squadra che punta parecchio sulla verticalità, sull’ampiezza e sulla profondità. Anche i frequenti cambi di fronte per sfruttare il lato debole dell’avversario sono una peculiarità dell’undici guidato da Rudi García, mentre per ciò che concerne la fase di non possesso, la tendenza è quella di disporsi con un 5-3-2 molto compatto. Inoltre, in alcune circostanze, l’Olympique Lione effettua un pressing ultraoffensivo sul primo portatore di palla per impedire l’uscita da dietro facile, ma spesso e volentieri preferisce creare densità a centrocampo per chiudere le linee di passaggio. Per superare il turno la Juve sarà obbligata a battere la formazione dell’ex allenatore della Roma 2-0, o almeno vincere con due gol di scarto. Ma ad oggi, purtroppo, mantenere la porta inviolata sembra un’utopia per la Vecchia Signora, che ha subìto ben 43 reti in 38 gare di Serie A. Ciò, oltre indubbiamente alla pesantissima (e praticamente perenne) assenza di Giorgio Chiellini, che ha reso la difesa bianconera più fragile del vetro di Murano, è dovuto a una fase difensiva a tratti davvero imbarazzante.

Al netto di tutto, oltre ovviamente a una certa solidità difensiva che sarà vitale come l’ossigeno per eliminare il Lione, serviranno come il pane concentrazione, applicazione, spirito d’abnegazione, buona condizione fisica e tantissimo cinismo in zona gol. Superare questo scoglio non sarà affatto semplice, ma è pur vero che Madama, in tutto e per tutto, è tre volte più forte dei francesi. Dunque, i valori che sulla carta danno pienamente ragione ai campioni d’Italia, dovranno essere confermati sul manto erboso dell’Allianz Stadium, con la necessità di ottenere un risultato utile per l’accesso alle Final Eight in Portogallo.