Juventus – Bologna: ora l’obiettivo sarà consolidare la leadership

L’analisi tattica della sfida valida per l’8a giornata di Serie A 2019-2020

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Il blitz di San Siro, grazie al quale la Juventus ha sconfitto l’Inter 2-1 detronizzandola dal primato in classifica, ha consentito ai bianconeri di issarsi appunto in vetta con una lunghezza in più rispetto ai nerazzurri. Sabato 19, alle 20:45, la Vecchia Signora ospiterà il Bologna con l’unico intento di vincere per confermarsi al comando. La Juve di scena al Meazza di Milano contro l’Inter di Conte ha vinto e convinto con autorevolezza, personalità e forza caratteriale, avendo sempre in mano il pallino del gioco e senza mai soffrire più del necessario, oltre a regalare momenti di calcio spettacolare come in occasione del gol decisivo firmato da Gonzalo Higuaín, scaturito da un’azione sontuosa costruita tramite 24 passaggi consecutivi, nel segno di un’eccellente qualità tecnica. Il Bologna, invece, viene dal 2-2 interno con la Lazio, un buon pareggio che tiene i felsinei a metà classifica.

In vista del match di sabato, Sarri (qui la conferenza stampa della vigilia) dovrà fare sicuramente a meno di Perin, De Sciglio, Chiellini, Pjaca e Douglas Costa, ma saranno di nuovo arruolabili Danilo e probabilmente anche Ramsey. Dunque, ipotizzabile un 4-3-1-2 formato da: Buffon (Szczęsny); Cuadrado, Bonucci, de Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanić, Matuidi (Rabiot); Bernardeschi; Higuaín (Dybala), Ronaldo. I rossoblù di Siniša Mihajlović saranno leggermente rimaneggiati a causa delle assenze di Tomiyasu, Medel e Destro. Per cui il tecnico serbo parrebbe intenzionato a varare un 4-2-3-1 composto da: Skorupski; Mbaye, Danilo Larangeira, Denswil, Dijks (Krejčí); Poli, Schouten (Svanberg); Orsolini, Soriano, Sansone; Palacio (Santander).

Juventus – Bologna: le indicazioni tattiche

La Juventus dovrà ripartire dall’ottima prestazione con l’Inter se vorrà avere la meglio sul Bologna. La ricerca immediata delle verticalizzazioni improvvise potrebbe essere una chiave tattica molto importante per Madama, abile nel giocare in velocità e nello stretto grazie a un tasso tecnico a dir poco elevato. Provare a scambiare corto e con grande rapidità, soprattutto negli ultimi 25-30 metri, sarebbe una soluzione da adottare spesso e volentieri per scardinare la difesa felsinea, così come sfruttare l’ampiezza del campo per allargare il gioco e magari dar vita a situazioni di uno contro uno sugli esterni per tentare di creare la superiorità numerica. In fase di non possesso bisognerà cercare di limitare gli inserimenti senza palla dei centrocampisti rossoblù che tendono sempre ad alimentare le azioni offensive, oltre a impedire le giocate in verticale e lo sviluppo sulle fasce, motivo per cui la corretta copertura delle zone laterali sarà fondamentale.

Il Bologna è una squadra che punta forte in particolar modo sull’attacco diretto (anche nelle transizioni positive) e sulle sovrapposizioni esterne, affidandosi poco a un palleggio continuo ed estenuante, poiché piuttosto preferisce far male all’avversario tentando di arrivare in zona gol con pochi passaggi. Quanto alla fase di non possesso, invece, l’undici di Mihajlović sovente si abbassa con 10 uomini dietro la linea del pallone, formando un 4-5-1 volto a fare densità e a intasare le linee di passaggio. Ma in alcune circostanze il Bologna attua anche un pressing ultraoffensivo per soffocare la costruzione dal basso avversaria. Mentre nelle transizioni negative gli emiliani effettuano subito la riaggressione sul possessore di palla alzandosi velocemente per accorciare, in modo da recuperare il pallone in fretta e distendersi in contropiede. La differenza di valori fra le due squadre è abissale, ma ciò non deve ingannare, soprattutto dopo la sosta per le Nazionali. Ora la Juve è capolista, pertanto avrà l’obbligo di accelerare per conservare lo scettro. E l’occasione di continuare a tenere a distanza l’Inter, già da sabato con i bolognesi, è troppo ghiotta per non essere colta al volo.