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Juventus – Ajax: mente fredda e cuore caldo

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“Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Questo celeberrimo detto, nell’immaginario collettivo calcistico di trapattoniana memoria, calza a pennello per il ritorno dei Quarti di Finale di Champions fra Juventus e Ajax, in programma martedì 16 alle 21:00. Sia ben chiaro, per dissipare ogni dubbio: il pareggio per 1-1 alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam favorisce nettamente i bianconeri, però sarebbe assai imprudente se i tifosi juventini cantassero vittoria prima del previsto. La Juve giungerà al cruciale return match dell’Allianz Stadium dopo aver rimediato un’ininfluente sconfitta per 2-1 a Ferrara con la Spal che, tuttavia, ha costretto la Vecchia Signora a procrastinare la conquista aritmetica dell’ottavo scudetto consecutivo. Una Juve più che sperimentale e zeppa di giovanissimi, nonostante una buona gara soprattutto nella parte centrale e finale della ripresa, è incappata in una battuta d’arresto contro un avversario molto più motivato. I Lancieri, invece, fra le mura amiche, hanno letteralmente asfaltato con un roboante 6-2 il povero Excelsior.

Perin, Cáceres, Chiellini e Mandzukić non saranno a disposizione di Max Allegri, che potrebbe disegnare un 4-3-3 formato da: Szczesny; Cancelo (De Sciglio), Rugani, Bonucci, Alex Sandro; Emre Can (Bentancur), Pjanić, Matuidi; Bernardeschi, Kean, Cristiano Ronaldo. Speranze anche per Dybala di partire dal primo minuto. In quel caso più plausibile un 4-3-2-1, con la Joya sul centrodestra e Bernardeschi sul centrosinistra dietro a CR7. Attenzione, inoltre, all’ipotesi  a sorpresa di un 3-5-1-1 con De SciglioBonucciRugani in difesa, CanceloEmre Can (Bentancur)-PjanićMatuidiAlex Sandro a centrocampo, e Federico Bernardeschi sottopunta alle spalle di Ronaldo.

L’Ajax si presenterà a Torino con l’organico sostanzialmente al completo, ad esclusione dello squalificato Tagliafico. ten Hag dovrebbe scegliere un 4-2-3-1 composto da: Onana; Mazraoui, de Ligt, Blind, Veltman; Schone, de Jong; Ziyech, van de Beek, Neres; Tadić. Osservato speciale Frenkie de Jong, non al top della condizione fisica a causa di un infortunio subìto in campionato. Ma salvo clamorosi imprevisti il nazionale orange sarà presente nell’undici titolare.

Juventus – Ajax: le trame tattiche

Specialmente dopo l’atteggiamento tattico in fase di non possesso assunto dall’Ajax alla Johan Cruijff Arena, la Juve dovrà essere in grado di eludere la prima pressione dei Lancieri muovendo il pallone in velocità al massimo a due tocchi, con pulizia e precisione tecnica, nonché attraverso continui movimenti e smarcamenti. Questo perché la squadra di Erik ten Hag, per filosofia, quasi fosse un dogma, alza moltissimo la terza linea, motivo per cui i bianconeri dovranno cercare di colpire la difesa olandese attaccandola alle spalle, cercando di giocare palla nello spazio tramite verticalizzazioni fulminee. Concetto che vale anche per le transizioni positive da parte della Vecchia Signora, scenario tattico per il quale la Juventus avrà l’obbligo di provare a far male mediante l’attacco diretto, proprio perché i Godenzonen, difendendo altissimi, concedono spesso 40-50 metri di campo alle spalle creando invitanti situazioni di campo aperto per Madama. Per ciò che concerne la fase di non possesso la Juve dovrà essere abile innanzitutto nella chiusura delle linee di passaggio, aspetto da migliorare rispetto alla sfida dell’andata, ma anche reattiva e aggressiva sulle seconde palle.

L’Ajax, presumibilmente, tenterà di bissare la prestazione di mercoledì scorso, proponendo un calcio incardinato su fraseggio corto e triangolazioni strette a ritmi elevati, in qualche circostanza (seppur più rara) alternato a lanci lunghi. Mentre in fase di non possesso, salvo eventuali modifiche, eserciterà un pressing offensivo, a tratti ultraoffensivo, ad altissima intensità agonistica. Per garantirsi il passaggio in semifinale con maggiore tranquillità, la Juve avrà il dovere di comandare il gioco con personalità e autorevolezza, prefiggendosi l’obiettivo di concludere il primo tempo almeno sull’1-0. Però, al contempo, sarà di vitale importanza tenere la testa sulle spalle, avere i piedi per terra e concentrarsi ai massimi livelli dal primo secondo di gara fino al triplice fischio. “Ci vuole calma e sangue freddo”, come recita il ritornello di una canzone autografata dal cantautore Luca Dirisio. Anzi, come sovente predica Massimiliano Allegri con un marcato e divertente accento livornese, «ci vuole (molta) halma». E sangue freddo.

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