Juve, vincere per continuare a crescere

Pirlo deve trovare un punto di equilibrio e imparare a vincere anche le partite sporche

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Con il Parma è arrivata una bella vittoria. Forse la più bella vittoria dell’era Pirlo. Bella per due motivi, uno perché è avvenuta secondo i dettami di Pirlo per cui squadra alta e in costante pressione, due perché la squadra è stata sempre sul pezzo anche sul 3-0 ed ha continuato ad attaccare proprio come piace al nostro Mister. Non sono io particolarmente amante di questo spreco di energie un poco fine a se stesso, visto che non si gioca nemmeno davanti a un pubblico e visto che la Juve a 20 minuti dalla fine sul 3-0 per continuare a cercare il 4, ha rischiato un paio di volte di prendere l’1. Mi piace quando finiamo con la porta inviolata. Tuttavia questo è il gioco che ha in mente Pirlo, lo ha dichiarato più volte e lo ha attuato in quasi tutte le partite, forse eccetto con il Barcellona in Spagna e con la Lazio. Quando poi tutto questo però lo si spiegava agli amanti del gioco aggressivo non lo capivano, perché di fatto molti parlano ma poi, più o meno inconsapevolmente, giudicano dai risultati che arrivano e quando la Juve non vince non sono contenti a prescindere anche se si è stati aggressivi (vedi Verona, Crotone, Benevento).

La Juve non può sempre andare a mille

Sul gioco aggressivo e sul continuare a girare sempre a mille, anche quando non è propriamente necessario, ci sono varie correnti di pensiero. Io propendo per l’amministrare risultati acquisiti senza rischiare infortuni o di riaprire partite morte per il gusto di stravincere, però è altresì vero che questo atteggiamento a volte porti la squadra ad amministrare anche quando non è il caso e lo scarto è minimo, questo per un eccesso di sicurezza sulla propria solidità, come è anche vero che se la squadra si abitua a giocare sempre aggressiva ne fa un proprio marchio di fabbrica e una volta che è abituata a questo, non rischia ad esempio di non esser a mille contro squadre che usano gli stessi ritmi alti. Attenzione, però, che anche in questo caso ci sono le controindicazioni. Una squadra che va a mille per 90 minuti, ad esempio, deve essere sempre in piena forma e se qualcuno non lo è tutto l’insieme ne risente, idem se ci dovesse esser un calo generale della forma di tutti a causa di carichi di preparazione o richiami di questa, per esser pronti a lungo termine. In soldoni, una squadra costantemente aggressiva sarà molto difficile che vinca partite quando non è informa atletica smagliante.

Vincere aiuta a vincere

L’altra controindicazione e si è vista contro l’Atalanta, ed è che questo tipo di squadra difficilmente vincerà le partite per 1-0 o con un gol di scarto e che cercando di chiuderla potrà accadere di subire invece il gol del pari, come è accaduto appunto contro i bergamaschi. Il punto di equilibrio non è così facile da raggiungere come tutti pensano e anche il percorso per raggiungerlo potrà esser più o meno lungo e nessuno lo sa. Va detto che quando la cosa riesce, come a Parma, lo spettacolo è molto godibile. La ricetta è solo una ed è quella di vincere. Perché vincere aiuta a vincere e perché solo con le vittorie hai la certezza che il tuo modo di interpretare la partita sia corretto. Non esiste giocare bene e non vincere e questo lo si sa molto bene alla Juve dove il pari è visto come una mezza sconfitta, cosi come non esiste neppure vincere non giocando bene ed esserne scontenti perché questo dovrà necessariamente a volte accadere se si vorrà portare a casa qualche trofeo. Le cosiddette ”partite sporche”, che piaccia o no, quelle che ti fanno vincere i campioni con il loro colpo di genio. E quelli li si compra apposta per questo motivo.