Juve-Torino 1-1: non basta De Ligt, naufraga anche Vlahovic

Il giudizio di Dio sul derby mal giocato dalla Juventus

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Juve-Torino 1-0: il meglio e il peggio del derby di ieri sera, il solo De Ligt non può bastare, il centrocampo naufraga, l’attacco scompare.

SZCZESNY 6.5 – Fra 1 mese sulle pagine di Tex torna Mefisto. La casa editrice ha lanciato.una campagna promozionale in grande stile: pubblicità vintage, come negli anni 70, rulli di tamburi e balli di gruppo in piazza. Ma perché nel sito pubblicano una serie di articoli in cui pubblicizzano film imbarazzanti come cowgirls contro pterodattili?

CUADRADO 5.5 – È in uno di quei giorni che nonostante abbia le tubature rotte, comincia a riparare l’impianto elettrico. A mani nude, mentre la casa è allagata.

DE LIGT 6.5 – Deciso e sicuro come l’autore del libro Congo: di Van Reybrouck. Un libro solido che spiega bene i problemi del paese. E nelle parti che l’autore non conosce bene, immagina realisticamente, come quando discute con Alex Sandro

ALEX SANDRO 4.5 – Non era al massimo sulla fascia e la sua ultima esperienza da centrale, in super coppa, aveva ricordato l’incredibile Hulk che si commuove con i video dei gattini su youtube, dopo averli sventrati. Finisce con le mani dell’allenatore sulla pelata: l’orrore, come direbbe Marlon Brando.

PELLEGRINI 5.5 – È colpa del campo. No è la preparazione. No è lui che ha i muscoli fragili, no è lo staff che non riesce a prevenire i suoi infortuni. È un uccello, no è un aereo. Di certo non è Superman.

DE SCIGLIO 5 – Entra con la flemma del ballerino che sarebbe voluto rimanere a casa a seguire don Matteo. Poi continua ricordando i successi di Commesse. E sogna pensando a 100 vetrine. Però se stava a casa era meglio.

ARTHUR 5 – Il suo passaggio è prevedibile come le comiche di Wile E. Coyote. Sento ancora l’odioso beep beep nelle orecchie.

LOCATELLI 6 – Frange e fluta eppure sembra sempre sul punto di esultare. Ieri sera non è stato Achille, neppure Ulisse e per fianco un Paride qualsiasi.

ZAKARIA 5.5 – Il terzo mistero doloroso. Non era il messia (come pallosamente in tutti i film di fantascienza moderni) e nemmeno un profeta, ma nessuno immaginava la Madonna dolorosa dei carmelitani scalzi.

RABIOT 5.5 – Galoppa come Spirit, ma invece di essere un franchising, è indispensabile. Il tifoso si chiede perché visto che ha il carattere del personaggio che muore nei primi 5 minuti del film senza aver nemmeno pronunciato una battuta.

MCKENNIE 5.5 – The missing con Tommy lee Jones è un bel Western che si spegne negli ultimi 20 minuti. Quando la ragazza rapita comincia a urlare mentre vogliono liberarla e lo spettatore fa il tifo per i cattivi. Poi che lei si trasformi in terminator sembra solo un di meno.

VLAHOVIC 5 – Rimane sottobraccio a Bremer a rimirar le stelle. Primo tempo, secondo tempo, doccia, trattoria, cineforum, ludoteca. Il difensore non lo ha lasciato andare nemmeno in pizzeria da solo.

DYBALA 6.5 – Fino a che c’è lui è addirittura una squadra. Quando esce sembra che don Max abbia organizzato la gita fuori porta allo stadio Grande Torino e prima di tornare a casa si sia giocata una partita, atei contro agnostici.

KEAN 5 – Bravo nella danza, nella gara di poesia musicata che fanno nella parrocchia di Vinovo. Inoltre tra i compagni è il più apprezzato nella ginnastica ritmica.

MORATA 5.5 – Mario Carotenuto, grande caratterista della commedia all’italiana credo non abbia girato nemmeno un capolavoro, eppure ci ha donato tante piccole chicche. Anche se la sua media era quella di Pierino medico della Saub.

ALLEGRI 5 – Alcune scelte cervellotiche da giocatore di scacchi non si capiscono. Perché non c’è il traghetto torino-isola d’Elba? E il treno Ururi- Zapponeta? E il panino frutti di mare e salsiccia? Poi ne perde tre ed è come essere arrivato al bar mentre chiude.

TENET IN THE DARK – Ricordare il passato, per comprendere il presente e immaginare il futuro. Il buon Allegri invece ricorda il presente, comprende il futuro e immagina il passato.
Questa partita a settembre l’avremmo persa. Bravo. Peccato che siamo a febbraio e c’è il carnevale di Viareggio, quello di Venezia e tra poco è san Giuseppe.
Quindi se non riusciamo a vincere, cosa ci interessa di quello che avremmo fatto in passato; ma quindi il futuro?
Ci qualificheremo per la Champions?