Juve-Malmo: De Winter incoraggiante, il “solito” Bentancur

Il “giudizio divino” sulla gara di Champions che è valsa il primo posto nel girone alla Juventus

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Juve-Malmo: Allegri arriva primo e bisogna dargliene atto, le prestazioni dei singoli

PERIN 6 – Cambia portiere, ma non le letture. Mister No: Sfida al Pantanal. 5 albi, 478 pagine. Che quando la lessi rimasi a chiedermi chi cazzo fosse lo “Zagaiero” e dopo il “Cangaceiro” dei Litfiba, mi aspettavo una canzone di Ligabue, o dei Negrita che lo celebrasse; e invece ancora attendo. Ogni tanto lascia gli albi, sull’erba, dopo averli imbustati perché non si rovinino, e compie qualche uscita.

DE WINTER 6.5 – Dopo i primi 5 minuti in cui sembra l’americano ciccione che deve salire sul campanile, nel film In Bruges, si acclimata e gioca con sicurezza. E nemmeno sbaglia un passaggio, mentre dalla tribuna parte il coro: Plu-sva-len-za.

DE SCIGLIO 6 – Entra per mettere minuti. Si confronta con Bonucci riguardo all’esame che ha nei prossimi giorni: ludoterapia e fissione nucleare e nel momento di massima pressione corre fino all’area avversaria, senza alcuna ragione

BONUCCI 6 – Guida sicuro, come se si trovasse al volante di una Duna; macchina orribile, ma dalle sicure pessime prestazioni. Legge Proust, e di tanto in tanto mette il dito tra le pagine per tenere il segno e corre in attacco ad abbracciare i suoi amici.

RUGANI 6 – Si ferma sul settore sinistro; è dispiaciuto per non aver segnato sul calcio d’angolo al quinto minuto (sa che di occasioni sino a Natale non ve ne saranno più) e invita i colleghi di reparto a bere un cocktail natalizio nella sua zona di competenza. Come prepara Rugani il Manhattan Dry e il Vodka Zen, non ce n’è per nessuno.

ALEX SANDRO 6 – Il Punitore è il supereroe senza qualità; psicopatico come Batman ma che ammazza i nemici. Peccato che abbia sempre incontrato registi che non solo non sono riusciti a rappresentare il personaggio, ma nemmeno a capirlo. Eppure basterebbe spiegargli che è Batman con i mitragliatori. Chissà.

BERNARDESCHI 6.5 – Solo per il cross di esterno merita il voto positivo. E il rinnovo. Al club amici della ventresca che si trova vicino alla sua casa in Toscana, hanno già preparato la nuova tessera per gennaio. Come primo segno di buona volontà, la Juve potrebbe pagare la sua iscrizione e poi vedere come rientra dopo la pausa natalizia.

CUADRADO SV – In 10 minuti non sa nemmeno lui cosa fare. Tocca due palle.

BENTANCUR 5.5 – Già di suo non è un fulmine di guerra, Allegri lo sposta e lui nemmeno riesce a capire dove si trova. I calciatori sono gente semplice. Vi ricordate quando avevano due scarpe di colore diverso e non capivano come fosse possibile? Bentancur ancora chiede la spiegazione di Inception: ma che cosa è successo?

MIRETTI SV –

RABIOT 6 – Epitome del calciatore professionista; sia quando prende i fischi che quando prende la pallonata in faccia. In quel momento, come nei migliori film che parlano di amnesia, (Bourne Identity, Memento) i ricordi si riappostano nella scatola cranica e lui rimembra di essere un giocatore.

ARTHUR 6 – È arrivata la fine del mondo, me l’aspettavo un po’ più biondo, cantava Gigi Sabani qualche decennio fa. Ha fatto un passaggio in avanti. Il mio telefono si è impallato, dozzine di amici a dirmi: hai visto che lo può fare?

KULUSEVSKI 7.5 – Resta a casa. La Juve ha pronta l’iscrizione a Mister Universo, e a Mister Galassia (lui conosce la risposta 42), dopo i denti e il naso, la plastica facciale, ad ogni partita. Il tifoso non potrà riconoscerlo e insulterà Ramsey e Rabiot.

KEAN 6.5 – Chow-Yun-Fat è stato l’attore feticcio dei film d’azione made in Hong Kong degli anni 90 (The Killer, A better Tomorrow), ha avuto anche un briciolo di carriera negli Stati Uniti, poi, tornato in Cina ha interpretato Confucio in un kolossal ambizioso e noioso e si è ritirato a vita privata. In proporzione ha sbagliato più gol che film dell’attore.

DA GRACA SV –

MORATA 6 – Andrea Pennacchi ha scritto un bellissimo libro: “Canale Mussolini”, ambientato a Latina. Poi memore dei premi ha scritto altro, ma senza riuscire a bissare quel successo. Quindi è tornato con Canale Mussolini 2 (utile per accendere il BBQ) e La via del mare, ma anche questo di dubbia fattura. Morata quest’anno non ha nemmeno scritto il primo.

DYBALA 7 – Allegri è quell’allenatore che, anche 10 anni dopo la partita (persa), viene e ti dice: avevo ragione io; aveva vinto Piripicchio. Sembra il titolo di una canzone: sempre più lontano. Più è lontano dalla porta, più Allegri è contento: non abbiamo rischiato niente e non ha sbagliato un pallone. Eppure non ha nemmeno tirato in porta. Ma mica si può avere tutto dalla vita.

ALLEGRI 6 – Leggere Alamo di Paco Ignacio Taibo II, sembra un manuale di contro informazione. La storia non è come ce la racconta Hollywood, e David Crockett era un vigliaccone. Eppure non è che bisogna per forza fare il contro calcio per passare alla storia. Avere una scuderia, se si è appassionati di cavalli è costoso; Elkann potrebbe comprargliene una, se questo è il suo sogno. Però se arrivi primo hai ragione tu e io salgo sul carro del vincitore; ma sperimentare è vivere e si è vinto. Che cosa posso mai dire?

TENET IN THE DARK – (Riavvolgiamo il tempo e cambiamo il passato, consapevoli di ciò che è accaduto nel futuro).
Gioca uno sconosciuto terzino sinistro. Debutta in Champions e convince. Gli articoli macinano righe in cui dichiarano che l’Ajax potrebbe essere interessata. Carne da plusvalenza, sott’olio e spedita a intristirsi su panchine gelide.
Capro sacrificale per il tanto celebrato bilancio.
E se per una volta si sacrificasse il vecchio caprone da bollito, per raccattare silicio e costruire semi-conduttori, invece di carne da cannone, che potrebbe essere utile alla causa per i prossimi 10 anni?