Juve-Inter 0-1: Rabiot super, deludono Vlahovic e Morata

Le pagelle del derby d’Italia con il giudizio di Dio

juve inter pagelle

Juve-Inter 0-1, il giudizio di Dio: nella migliore partita dell’anno, l’attacco ha le polveri bagnate.

SZCZESNY 6.5 – Si accorge solo al quarantesimo del primo tempo che il Tex Willer “i guerriglieri di Juan Cortina”, è il primo episodio di una storia in 6 parti. Le risposte che lo assillano nella seconda frazione (si salveranno i due disertori? Jim Callahan scapperà alla trappola?), arriveranno solo alla fine dell’estate.

DANILO 5 – L’esibizione di Imagine lo distrae. Resta a cantare tutte le canzoni fricchettone dei Beatles: Yellow Submarine, Strawberry Fields Forever e guarda lo stadio pieno: portento.

DE LIGT 6 – Quasi mai impegnato si esibisce, nella sua tre quarti, nella lettura di Il paese dell’Alcol di Mo Yan (premio Nobel per la letteratura). Non lo capisce e prova a prestarlo sia a Dzeko che a Lautaro, nell’attesa che possano spiegarglielo, l’anno prossimo, ma entrambi rifiutano.

CHIELLINI 6 – Nei 10 minuti di delirio, connessi al rigore dell’Inter, resta tranquillo come il giudice Santi Lichieri di Forum, insegue l’arbitro ripetendo: ho visto tutto, sono pronto a urlarlo anche sotto giuramento.

ALEX SANDRO 5 – Sembra il supereroe Atomo che di tanto in tanto, a tempo perso, compare nella Justice League. Impersonato da 4 carneadi, il lettore si chiede sempre: e questo chi diavolo è? Fino a quando non commette l’errore decisivo e si svela la sua identità: il signor nessuno, l’uomo astratto.

DE SCIGLIO 5 – “Mi chiamo Sciglio, Mattia de Sciglio”. Pare che alle ragazze si presenti così, senza gel e senza la riga di Clark Gable, anni ’30. Chissà che giocatore è, senza la riga.

LOCATELLI 6 – Prende un calcione in faccia, ma non da Cantona né da Jean Claude Van Damme. Resta in campo come uno spartano a urlare: Leonida! Per un’altra quindicina di minuti. Poi esce, il corso per cucinare il semolino ieri sera è cominciato prima.

ZAKARIA 6.5 – Entra in campo come il cavallo di Paolo sulla via di Damasco. Quando rischia l’eurogol, sembra uno dei tessalonicesi che ne riceve la lettera. Poi sul finale si trasforma in un Filippese, ma il postino, non riesce a consegnare la posta.

RABIOT 6.5 – La sorpresa della serata. Sua madre, dopo aver detto che non deve dimostrare nulla, ha buttato le pile zinco carbone, e ha acquistato le Duracell, gliele ha infilate in gola e lo ha rimandato alla Juve. Addirittura esegue un recupero davanti alla propria area, con l’eleganza della regina quando beve un tè, insieme a Boris Johnson.

CUADRADO 6.5 – Senza cappello e senza sigaro, sembra il protagonista di 4 carogne a Malopasso (di Vito Colomba). Prima giocava strano, e io non lo capivo… Cantava De Gregori.

DYBALA 6.5 – Recita a voce alta alcune poesie di Giorgio Caproni a centrocampo: L’occasione, Maggio, Sassate, Congedo del calciatore cerimonioso, A Pavel. Brozvic non apprezza e spesso e volentieri lo azzoppa.

VLAHOVIC 5.5 – Dopo aver passato la serata a vedere il film Galileo, di Liliana Cavani, discute con Skriniar dei “due massimi sistemi”. Lo slovacco lo frega citando la fisica quantistica, esame in cui il serbo è stato rimandato ben due volte, da Arrivabene.

MORATA 5.5 – Dopo un inizio scoppiettante, in cui sembra un Pippo Franco qualsiasi, cala nella ripresa diventando la controfigura di Bombolo, nemmeno abile a prendere le “pizze” in faccia a tempo.

KEAN 5.5 – Gli amici della Bachata di Collegno lo piangono per l’assenza: ieri sera c’era la finale comunale di Rumba Congolese e si ritrovano senza la punta di diamante. Senza di lui sono arrivati noni, su nove squadre partecipanti: fuoriclasse, ma altrove.

ALLEGRI 6.5 – Recita, nei dintorni della panchina “Aspettando un Gol” di Bekett. Si toglie la giacca, se la mette, la lancia a terra. Ordina al cinese, poi disdice l’ordine, beve un whisky, poi lo sputa, si confessa e poi pecca di nuovo, prenota da Cannavacciuolo, ma poi decide che mangia la pizza surgelata a casa e manda Landucci a toglierla dal freezer mentre lui va in sala stampa.

TENET IN THE DARK – “Ti muovi sulla destra, poi sulla sinistra, resti immobile sul centro, provi a fare un giro su te stesso
… Fingi di riandare avanti con un salto poi a sinistra con la finta che stai andando a destra… Poi si aggiungono i pensieri con un movimento indipendente dalla testa, dalle gambe, con un movimento dissociato dalla testa, dalle gambe…” L’audio della sala Var.