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Inchiesta Fuorigioco: Juventus deferita con Blanc e Secco

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Inchiesta Fuorigioco: deferiti 14 club tra cui la Juventus e gli ex dirigenti bianconeri Jean Claude Blanc e Alessio Secco. La notizia viene data dalla Figc con una nota ufficiale apparsa sul sito della federazione. Le accuse nei confronti dei deferiti sono quelle di aver violato il Codice di giustizia sportiva e il regolamento agenti di calciatori. Tutto nasce dall’inchiesta ‘Fuorigioco’ avviata dalla Procura di Napoli a gennaio del 2016 e che ha visto indagati in tutto 64 soggetti, tra calciatori, procuratori e dirigenti per reati tributari, evasione e false fatturazioni.

Come riporta ‘Tuttosport’, i club coinvolti sono: Inter, Juventus, Napoli, Palermo, Chievo, Genoa, Pescara, Catania, Cesena, Ternana, Vicenza, Livorno, Grosseto e Reggina. Oltre 60 i tesserati citati nelle decine di pagine della Procura Federale, tra di loro ci sono: Aldo Spinelli (ex presidente del Livorno), Jean Claude Blanc e Alessio Secco (ex Juventus), Aurelio de Laurentiis e Pierpaolo Marino (Napoli), Giorgio Perinetti (Siena), Giovanni Sartori (Chievo), Igor Campedelli (Cesena), Piero Leonardi (Parma), Mario Cognigni (Fiorentina).

Inchiesta Fuorigioco: perché la Juve?

Tra i calciatori deferiti anche Ciro Immobile (all’epoca dei fatti alla Juventus e al Genoa), Guglielmo Stendardo (all’epoca dei fatti all’Atalanta), Francesco Tavano (Livorno), Massimo Oddo (Milan e Lecce), Emanuele Calaiò (Napoli e Siena), Salvatore Aronica (Palermo), Erion Bogdani (Verona, Cesena e Siena), Giuseppe Sculli (Genoa e Lazio), Pasquale Foggia (Lazio e Sampdoria), Adrian Mutu (Fiorentina), Hernan Crespo, Diego Milito, Thiago Motta e Hugo Campagnaro (Inter), German Denis (Atalanta). Per gli agenti di calciatori, deferiti anche Alessandro Moggi e Riccardo Calleri. Archiviate le posizioni di Lazio e Portogruaro.

Quando fu avviata l’indagine, si parlò del coinvolgimento della Juventus, di Blanc e di Secco per il trasferimento di Legrottaglie al Milan, avvenuto a gennaio del 2011. Se Blanc era ancora amministratore delegato, sorprende il deferimento di Sesso, che aveva lasciato la Juventus a maggio del 2010, sette mesi prima del trasferimento “incriminato”.