Editoriali

Il cerchio si chiude, la Juve può avvantaggiarsene

Quello che sta per volgere al termine è, a mia memoria, il campionato di livello più scadente degli ultimi 20 anni circa. Ho avuto occasione di vedere dal vivo diverse partite, non solo della Juventus, e di assistere a qualche allenamento e credo di avere sufficienti elementi per dire che difficilmente si è vista tanta pochezza tecnico-tattica nella serie A. Il calcio che ci ha restituito la farsa di Calciopoli è andato via via scemando di interesse e soprattutto di livello. Basti pensare che quando il calcio era ‘sporco’ vincevano diverse squadre, ora che il calcio è ‘pulito’ se lo spartiscono Inter e, per uno spicchio e solo per caso, Milan\r\nSarà un caso che il cerchio (e il ciclo) si stia chiudendo proprio ora che la farsa è disvelata e che qualcuno dovrà dare più di una spiegazione. Sta di fatto che tra i tanti motivi per i quali abbiamo modo di essere depressi, qualche barlume di speranza c’è. E credo che Sconcerti, nel suo pezzo di oggi per il ‘Corsera’, abbia colto nel segno. Buona lettura.\r\n

Sta finendo un campionato che credo chiuda un’epoca. Nel calcio il tempo non è mai lungo. Questo si era aperto con la dismissione della Juventus dopo Calciopoli. La squadra che aveva vinto gli ultimi due scudetti fu messa praticamente in vendita, giocatori importanti andarono agli avversari, gran parte delle gerarchie cambiarono in un respiro. Mi sembra che quel tempo adesso stia finendo. Le due squadre che hanno dominato il dopo Calciopoli, cioè l’Inter e la Roma, sono entrambe esauste e destinate a cambiare. Stanno cioè entrando in una fase molto simile a quella toccata in questi anni alla Juve. Il Napoli non è ancora una certezza, ha bisogno di molte conferme. Con questo tipo di monte-stipendi, troppo basso per la qualità dei giocatori, quindi destinato a grossi cambiamenti, va accreditato almeno della stessa instabilità che si può dare alla Juve attuale. Il Milan è un progetto completo, ma non ancora un grande progetto. È la migliore delle imperfette. La Champions lo ha confermato chiaramente.\r\n\r\nQuesta mescolanza di limiti diversi ma pur sempre limiti, porta il vantaggio dalla parte di chi ha già ricominciato a costruire. Per la prima volta dal fatale 2006, la Juventus ha forse azzerato la differenza con le altre grandi e può vantare in prospettiva dei vantaggi come l’aver già cambiato una parte importante della squadra. Nelle ultime settimane almeno 7 giocatori sugli 11 in campo sono arrivati dall’ultima campagna acquisti. La metà nuova della  Juve costa inoltre la metà della Juve dei vecchi e s’infortuna altrettanto meno. I due terzi dei lungodegenti juventinì viene dal passato. Questo non fa della Juve una squadra vincente, ma ne fa una squadra pronta a provarci presto seriamente. Ripeto, sta finendo la zavorra di Calciopoli. Più che salire la Juve, sono stati i suoi avversari a esaurirsi, ma tra dare e avere ormai siamo vicini alla parità. Tutto questo a una condizione, che compia un ottimo mercato. Non faccio nomi, non sono qui interessanti. Qui conta la prospettiva tecnica e aziendale. Se la Juve non sbaglia mercato, torna finalmente e davvero competitiva. Direi quasi indipendentemente dal mercato degli altri. Torna nel piccolo gruppo di chi ha diritto a vincere perché è stata l’unica ad aver smontato prima la macchina.\r\n\r\nÈ stata del resto una stagione che ha rimescolato completamente le carte. I giocatori migliori non sono stati nelle squadre migliori. Nelle classifiche di rendimento dominano Sanchez, Cavani, Di Natale, Lavezzi, Inler, Mauri, Hernanes, mentre il migliore del Milan è un difensore, Thiago Silva. Milito è scomparso, Vucinic anche, Menez è distratto, Cassano non pesa. De Rossi è depresso. Matri e Pazzini hanno preso dovunque il posto di Giiardino e Toni, per non parlare di Amauri. Fra caratteriali e anziani il calcio ha scelto questa stagione per cambiare nomi. Si è messa in movimento una nuova piccola  epoca, molto difficilmente continueranno gli equilibri degli ultimi 5 anni. È trascorsa anche una lunga generazione di allenatori, cioè un modo di fare calcio. A vario titolo Lippi, Prandelli, Capello, Ancelotti, Spalletti, Mazzone, Ulivieri, Mancini hanno altri impegni. Dei 20 tecnici che cominciarono il campionato di Calciopoli oggi ne sono rimasti appena 4: Delneri, Delio Rossi, De Canio e Mazzarri. Anche Mourinho è stato subito spazzato via. Forse tutti lo hanno considerato non studiabile perché non imitabile; di sicuro del suo gioco, dei suoi modi, da noi non è rimasto niente.\r\n\r\nL’impressione è che in questa specie di azzeramento astrale, la Juve sia\r\nquella che si avvantaggia di più. Era quella che aveva più da recuperare. È\r\ncomunque la Juve, ha comunque un Agnelli alla presidenza e 226 milioni di\r\nricavi a stagione, l’80 per cento più della Roma e più del doppio del Napoli.\r\nHa tutte le basi per poter fare l’ultimo passo avanti.