Fiorentina-Juventus: al Franchi per inanellare la terza vittoria consecutiva

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Terminata la sosta per le Nazionali, la Juventus andrà a far visita alla Fiorentina, sabato 14 alle 15:00, con l’intento di espugnare il Franchi di Firenze per centrare il terzo successo di fila. La Juve è reduce dal pirotecnico 4-3 casalingo contro il Napoli, un match in cui i bianconeri hanno dominato in lungo e in largo nei primi 45 minuti, offrendo un calcio brillante che ha consentito a Madama di creare svariate occasioni da gol. Nella ripresa, invece, complice un evidente calo fisico e in parte anche mentale, i campioni d’Italia hanno disputato una gara tutt’altro che esaltante, soprattutto per ciò che concerne la fase difensiva, subendo non poco le sortite offensive per vie esterne dei partenopei.

La Viola, ferma a 0 punti in due partite, giungerà a questa sfida dopo una sconfitta per 2-1 rimediata in trasferta con il Genoa, match che ha denotato parecchi problemi difensivi per i gigliati. La squadra di Montella, priva dei soli Benassi e Rasmussen, potrebbe scendere in un campo con un 4-3-3 composto da: Drągowski; Lirola, Milenković, Pezzella, Dalbert; Pulgar, Badelj, Castrovilli; Chiesa, Boateng (Vlahović), Ribéry (Sottil). La Vecchia Signora, stavolta con Maurizio Sarri in panchina (qui la sua prima conferenza stampa della stagione), ma senza gli indisponibili Perin, De Sciglio, Chiellini e Pjaca, dovrebbe opporre un modulo speculare (4-3-3) formato da: Szczęsny; Danilo, Bonucci, de Ligt, Alex Sandro; Khedira, Pjanić, Rabiot (Matuidi); Douglas Costa (Bernardeschi), Higuaín, Cristiano Ronaldo.

Fiorentina-Juventus: il commento tattico

La Fiorentina, sotto la guida di Vincenzo Montella, è una squadra che predilige la costruzione dal basso, cercando di non buttare mai il pallone, bensì di farlo girare con un fraseggio  orizzontale per consolidare il possesso palla, ma spesso e volentieri utilizza anche rapide verticalizzazioni per innescare la velocità dei suoi esterni alti. In fase di non possesso, la Viola adotta un pressing alto e intenso volto a inibire l’uscita pulita palla a terra dell’avversario, mentre in momenti del match nei quali subentra la stanchezza, preferisce rimanere stretta e compatta, formando una linea di 5 uomini pronti a fare densità e a chiudere le linee di passaggio.

La Juventus, per eludere la probabile prima pressione molto aggressiva dei toscani, dovrà muovere la sfera al massimo a due tocchi, provando a farla circolare con fluidità. Inoltre, se Montella decidesse di schierare una difesa piuttosto alta (come accade spessissimo), l’undici di Sarri potrebbe tentare di far male al pacchetto arretrato gigliato tramite il classico attacco alle spalle. In fase di non possesso, massima concentrazione e attenzione sulle zone laterali del rettangolo verde, visto e considerato che la Viola è abilissima a sfruttare la fasce per trovare l’ampiezza e quindi allargare il gioco. Occhio anche alla marcatura a zona sui calci piazzati, che è costata cara contro il Napoli.

La Juve avrà il dovere di tenere il controllo del match, ma anche di gestire le varie situazioni che si creeranno all’interno della stessa partita, con estrema intelligenza e pazienza. Sarà necessario non abbassare mai la guardia, anche in caso di doppio vantaggio, magari pensando di amministrare il possesso senza forzare giocate inutili. Il quarto d’ora da incubo del secondo tempo con gli azzurri di Ancelotti, che ha causato le tre reti incassate, serva da campanello d’allarme, pure per evitare di arrecare seri danni alle coronarie dei tifosi bianconeri. Le partite dopo le soste rappresentano sempre un’insidia, per una miriade di fattori. Ma la Vecchia Signora avrà l’obbligo di rispondere presente, facendo valere la legge del più forte.