Ex preparatore Ronaldo: “Dopo coronavirus sarà come ripartire da un infortunio”

Tuttosport ha intervistato Giovanni Mauri, che ha lavorato con CR7 nel biennio 2013-2015

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Mentre tanti dirigenti del calcio italiano pensano di poter far ripartire i campionati a breve, gli esperti li stroncano immediatamente. A parte il fatto che nessuno ad oggi può ipotizzare quando l’emergenza coronavirus avrà fine, una tornati alla vita normale, non è che il giorno dopo il calcio riprenderà a pieno ritmo. Lo ribadisce anche Giovanni Mauri, ex preparatore di Carlo Ancelotti e Cristiano Ronaldo. Il numero 7 della Juventus si è trovato molto bene con lui nel biennio 2013-2015: «Per riattaccare la spina – dichiara a Tuttosport – non basta un clic. Dopo un periodo di quarantena, serviranno almeno 10- 15 giorni di allenamento ai giocatori per ritrovare una forma accettabile. Sarà molto peggio rispetto a un rientro dalle vacanze».

Mentre Lotito e De Laurentiis richiedono la ripresa degli allenamenti in modo da stilare già un calendario per il completamento della stagione, Mauri sottolinea che non siamo di fronte ad un videogioco in cui basta premere un tasto e i calciatori ricominciano a correre. «Sicuramente – prosegue – al rientro, i giocatori verranno valutati attraverso test e analisi per avere un quadro sulla condizione individuale e di squadra. A seconda della personalità del giocatore – c’è l’atleta che è più ansiogeno e quello che tende a rilassarsi -, ci sarà chi si presenterà meglio e chi sarà un po’ più indietro. Alla ripresa degli allenamenti, penso che individualizzare ancora di più il lavoro sia l’unica strada possibile per guadagnare tempo, evitare di esagerare i carichi di lavoro e portare il gruppo a un livello di condizione medio-alta globale. Serviranno almeno 10-15 giorni. Il problema non sarà tanto la prima partita, che puoi anche disputare con una forma non al top, quanto le successive».

Mauri: “Sarà come tornare da un infortunio”

Nella migliore delle ipotesi, l’emergenza dichiarata dal governo terminerà il 3 aprile, ma la situazione è davvero seria in Italia e in tutto il mondo, poiché la pandemia si sta espandendo rapidamente anche in zone fino a pochi giorni fa ancora non contagiate. Anche se tutto dovesse andare bene a breve, anche i calciatori avranno bisogno di tempo per tornare al centro dello show. «Come quando si torna da un infortunio con una condizione approssimativa, e in questo caso siamo di fronte a una situazione simile, il rischio non è la prima gara, bensì quelle seguenti – insiste il preparatore Mauri – in cui si pagano eventuali disquilibri e acciacchi legati al rientro in campo post inattività. Stavolta sarà così per tutti i giocatori e un po’ di più per quelli che hanno avuto una situazione virale. Se i giocatori della Juventus riprenderanno ad allenarsi il 26 marzo, potrebbero avere un buon livello per Pasqua. Ovviamente dipenderà tutto dal decadimento fisico di queste due settimane».