Interviste Juventus news

ESCLUSIVA JUVEMANIA Beccantini: “Conte ha bisogno di una rosa all’altezza. Calciopoli? Non finirà in prescrizione. Perché radiare Moggi se non è stato radiato Preziosi?”

Roberto Beccantini, una delle storiche firme de ‘La Stampa’ e da sempre tifoso della Juventus, ha rilasciato una lunga intervista in esclusiva a Juvemania.it. Deluso e un po’ disilluso viste le ultime vicende bianconere, Beccantini, pungolato dal sottoscritto, ha toccato temi strettamente calcistici per passare poi ad aspetti ‘gestionali’, nonché ‘meta-giuridici’. Su Calciopoli, il noto giornalista non si è mosso di una virgola: Moggi continua a non considerarlo un santo, ma che gli altri facciano le verginelle è una barzelletta. Anche l’Inter, dunque, va punita pesantemente secondo Beccantini, che si lascia andare ad una previsione: la Casoria non verrà ricusata e Calciopoli arriverà di sicuro a sentenza a Napoli.\r\n\r\nCominciamo da dove ci ha lasciato il campionato appena concluso. Annata storta e Juve fuori dall’Europa. Inutile cercare capri espiatori, le colpe vanno divise in egual misura tra dirigenza, staff tecnico e calciatori. Ma è davvero tutto da buttare?\r\n“No, non è tutto da buttare: a patto che si faccia, finalmente, un mercato di qualità. In caso contrario, a fine maggio 2012 tornerà a chiedermi: ma è davvero tutto da buttare?”.\r\n\r\nIl campionato è andato al Milan. Capello sostiene che sia stato il miglior campionato post-Calciopoli, altri hanno evidenziato un livello tecnico-tattico basso per la stagione appena conclusa. Alla fine chi vince ha sempre ragione, ma ha vinto il più forte o il meno debole?\r\n“Ha vinto la squadra meno imperfetta. Ha vinto la squadra che, come ai tempi di Fabio Capello juventino, schierava Zlatan Ibrahimovic. Ciò premesso, il livello tecnico non è stato superbo. Ha deciso il giocatore, non il gioco. La mia favorita era l’Inter. Moratti ha commesso due errori: licenziare Benitez e fare a gennaio, pro Leonardo, il mercato che avrebbe dovuto fare ad agosto. Più in generale, ci sarà pure un motivo se i nostri posti in Champions scenderanno da quattro a tre. Un anno fa si festeggiava l’Inter-nazionale di nome e di fatto. L’eccezione, non la regola. L’Europa League ha accentuato il disagio del modello Italia, come ben documentato dalle zero vittorie della Juventus. Sempre una stagione fa, l’Atletico Madrid, che viaggia a distanze siderali da Barcellona e Real Madrid, si aggiudicò l’Europa League e soffiò la Supercoppa d’Europa niente meno che all’Inter. Il Werder Brema, sfuggito in extremis alla retrocessione, eliminò la Sampdoria nei preliminari di Champions. E vogliamo parlare del Fulham? Club inglese di metà classifica, non solo rimontò e cacciò la Juve ma arrivò addirittura a contendere l’Europa League all’Atletico. E, fresco fresco, il derby portoghese nell’ultima finale dell’ex coppa Uefa”.\r\n\r\nPer la guida tecnica della Juventus si è passati da Del Neri a Conte: una rivoluzione tattica (forse). Ma a livello di spogliatoio, cambierà davvero così tanto? Riuscirà il carisma di Conte a compattare un ambiente che ha fagocitato Deschamps, Ranieri, Ferrara, Zaccheroni e Del Neri? Potrà realmente essere l’uomo della rinascita?\r\n“Personalmente, Del Neri lo avrei tenuto. Che senso ha cambiare timoniere ogni anno? Da Deschamps a Ranieri, poi Ferrara, poi Zaccheroni, ieri Del Neri, domani Conte. Antonio è, di sicuro, più allenatore di Ciro Ferrara, il cui curriculum – non certo per colpa sua – si riduceva a un posticino nello staff azzurro di Lippi. Quanto allo spogliatoio, sì, con Ranieri si spaccò e contribuì all’esonero del mister, ma il problema principale, per Conte, non sarà questo: sarà la stoffa della rosa. La qualità dell’organico, più ancora che l’impalcatura tattica”.\r\n\r\nL’anno scorso è stata messa in piedi una rivoluzione con ben 15 nuovi innesti. Il cambio di modulo potrebbe esporre Marotta e Paratici al cambiamento di buona parte dell’attuale rosa?\r\n“Torno alla dicotomia quantità-qualità. La quantità è come la gonna della mamma, sotto si sta bene, ci si sente protetti. Rifugio eccellente, per una provinciale di lusso, ma non per la Juventus, non importa quale. Marotta, che vivamente caldeggiai (sic), farà tesoro degli errori commessi, Martinez su tutti. La Juventus non è nata per vincere sempre: è nata per concorrere sempre alla vittoria. Cosa che non succede dal 2006. E Calciopoli non può costituire un alibi per l’eternità”.\r\n\r\nL’Exor si è dichiarata disponibile ad «aiutare» economicamente la società per supportare un progetto sportivo ambizioso. Si parla di circa 100 milioni, decina più decina meno. Eppure si parla sempre di una Juventus che deve divenire autosufficiente…\r\n“Ignoro cosa posso portare lo stadio di proprietà: quanti milioni di euro, intendo. Mi auguro che John Elkann e Andrea Agnelli si siano parlati, e il programma risulti oggettivamente ambizioso, in linea con la storia della Juventus, il cui albo d’oro somma più trofei (51) di Milan (46) e Inter (39). Anch’io ho letto di “circa cento milioni”. L’importante è spenderli bene, bersaglio finora (quasi) sempre mancato”.\r\n\r\nMercato sprint, intanto, con gli innesti a parametro zero di Pirlo, Ziegler e Pazienza. Per attitudini e precedenti sembrano (almeno 2 su 3) acquisti più consoni agli schemi di Del Neri. Pianificati quindi tempo fa, questi innesti potrebbero costituire un problema per Conte che dovrà adattarli al suo credo?\r\n“Se partiamo da questi presupposti, povero Conte e povera Juventus. Mi lasci pensare che Pirlo, non così logoro come si mormora a Milano, possa illuminare uno dei centrocampi più muscolari e rozzi di sempre. Viceversa, con Pazienza e Ziegler torniamo al concetto di quantità”.\r\n\r\nBenzema, Aguero, Tevez, Higuain, Dzeko, Sanchez: si fanno una pletora di nomi per i prossimi colpi bianconeri. Quali potrebbero far fare realmente il salto di qualità?\r\n“L’attacco è l’unico reparto che non toccherei, o toccherei per ultimo. Fra i nomi proposti, Benzema e Sanchez non mi farebbero certo schifo. Profitto della domanda per lanciare un piccolo appello: occhio a non vellicare la pancia del popolo juventino”.\r\n\r\nAndrea Agnelli si è rivolto nei giorni scorsi al Web e ai nuovi giornalisti dei portali bianconeri, invitando alla coesione. Eppure, proprio negli ultimi tempi mai così tanti siti e magazinebianconeri si sono uniti per iniziative di vario genere (sala della memoria dell’Heysel, rispetto dell’esposto in Figc per lo «scudetto di cartone»). Che idea si è fatto delle community Web, sempre più numerose, che ruotano attorno al mondo bianconero?\r\n“Il web ha cambiato il mondo dell’informazione e della comunicazione. Barbara Spinelli ha scritto su la Repubblica del 1° dicembre scorso: “Alla rivoluzione mediatica ci si prepara combinando quel che è flusso (Internet) e quel che argina il flusso dandogli ordine (i giornali scritti). L’unica cosa che non si può fare è ignorare la sfida, negare la rivoluzione, opporle sante alleanze conservatrici del vecchio”. Tornando ad Andrea Agnelli, anche a me dà fastidio il cespuglio dell’anonimato, la vigliaccheria del nickname, però qui è Rodi e qui bisogna saltare. Senza il web, Calciopoli 2 sarebbe stata ridotta a notiziari nemmeno giornalieri. La qual cosa non significa che il web sia l’unico depositario del verbo. Le community che ruotano attorno al mondo bianconero sono geneticamente e ideologicamente identiche a quelle che ruotano attorno al mondo interista, milanista, romanista, eccetera. Sono autostrade a senso unico. Alcune scorrevoli (traduzione: autorevoli), altre meno. Al consenso preferisco il confronto. E agli indulti preferisco gli insulti”.\r\n\r\nAgnelli ed Elkann, parenti serpenti? Andrea pare più battagliero (in Lega e Figc) e nostalgico del passato recente, mentre John più «allineato» e orientato al futuro nel quale ruoteranno attorno ad Exor altri sport (cricket, formula 1). Questione di equilibri amicali e aziendali, poco importa. Riassumo: potrebbe esserci un riassetto futuro della Juventus, magari con un’uscita da Exor e l’ingresso di nuovi soci, o addirittura la vendita della società?\r\n“Sono nato con la Juventus degli Agnelli e, per questo, mi piacerebbe morire con la Juventus a un Agnelli. Un’eventuale vendita non mi spaventa: mi confonde. Di John non capisco questo suo improvviso furore “alternativo”, dal cricket all’automobilismo. A proposito: se uno che possiede la Ferrari tira a diventare padrone del “circus” di Formula 1, non cade in conflitto di interessi? Di Andrea non capii il silenzio dell’estate di Calciopoli. Me lo hanno spiegato con il fatto che, per una questione di giochi di potere, più di fare quello che (non) fece non avrebbe potuto fare. Sarà. Mi auguro che non sia un presidente di facciata. Voglio sperare che con il cugino abbia chiarito onori e oneri. Ma l’idea che abbia deciso di fare il presidente della Juventus con Elkann proprietario allontana da me lo scenario di quel complotto cosmico che, secondo alcuni siti, sarebbe stato dietro lo scandalo del 2006. Oh Dio, siamo in Italia, e noi italiani siamo capaci di molto, se non proprio di tutto, ma cosa dovrei pensare di un Agnelli che scambia per champagne la cicuta offertagli da Elkann e quattro anni dopo, non pago, accetta di salvarlo dalla ghigliottina mediatica e dall’autogol, questo sì clamorosissimo, dei troppi poteri concessi a Jean-Claude Blanc?”.\r\n\r\nCalciopoli potrebbe finire in prescrizione. Tre ricusazioni del giudice da parte dei PM che di recente sono apparsi in difficoltà anche a testate giornalistiche che hanno sempre creduto nell’integrità dell’impianto accusatorio; e, infine, un «mini-processo» in corso per decidere dopo cinque anni delle eventuali radiazioni… Tutto normale?\r\n“Non credo proprio che Calciopoli finirà in prescrizione. Dalle notizie in mio possesso, Teresa Casoria verrà confermata e potrà arrivare a sentenza. “Normale” è parola grossa. Calciopoli 2 ha allargato il campo delle responsabilità senza annacquare le colpe dei protagonisti di Calciopoli 1. L’Inter pizzicata non significa Triade o Meani assolti. Significa, dovrebbe significare, Inter punita in proporzione (e scudetto a tavolino revocato). Il mio pronostico: era una guerra per bande e, dunque, l’associazione per delinquere cadrà, non altrettanto la frode sportiva di Moggi e c. Lei alludeva alla “normalità”. Ecco: in un Paese normale, Narducci e Auricchio avrebbero già spiegato alla Casoria di turno le ragioni che li spinsero a trascurare le bobine di Facchetti e Moratti. Ribadisco: in un Paese normale. Non questo, palestra della giustizia sportiva a doppia velocità. L’esempio delle radiazioni cade a fagiolo. Cinque anni, non sono bastati cinque anni. Ancora: che senso ha radiare, oggi, Giraudo e Moggi dopo non aver radiato Preziosi (o avergli concesso una via di fuga)? Dov’è il senso, ripeto, e dov’è il coraggio? Moggi andava fermato prima che arrivasse alla Juventus. Alla Juventus, non ha che perfezionato la sua rete. Ma considerarlo l’unico lupo cattivo in un concerto di Cappuccetti Rossi, fa sbellicare dal ridere”.\r\n\r\nIntervista esclusiva realizzata da Mirko Nicolino. E’ possibile riportare l’intervista in forma parziale o anche nella sua interezza purché venga citata la fonte e sia riportato il link a Juvemania.it. Grazie.

Questo sito utilizza cookies di terze parti. Per saperne di più o bloccare tutti o alcuni cookie leggi l'Informativa. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Leggi l'informativa

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi