ESCLUSIVA – Angelo Alessio: “Bonucci e Chiellini rappresentano l’Italia. Locatelli pronto per la Juve”

L’ex calciatore nonché vice allenatore della Juventus del ciclo Conte ha parlato a JMania di Europei, ma non solo

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Buongiorno mister Alessio, partirei con la strettissima attualità. Italia Campione d’Europa per la seconda volta nella sua storia: si aspettava questo successo e ha visto delle analogie con la Nazionale del 2016?

“C’è stata una crescita esponenziale di questo gruppo da quando è arrivato Mancini, la squadra è cresciuta tantissimo in consapevolezza dei propri mezzi. Poi le capacità e le qualità di diversi giocatori hanno fatto la differenza: non voglio nominarne solo qualcuno, perché credo che tutto il gruppo abbia dato dimostrazione in questo torneo della propria forza e delle proprie qualità, messe sempre al servizio della squadra. Con umiltà questa Nazionale è cresciuta, guidata in modo esemplare da Mancini, che dall’inizio ha indicato la strada per il successo, che alla fine è arrivato. Io come sai sono a Jakarta, ho visto la partita che qui erano le due di notte, nella piena notte indonesiana. Qui, tra l’altro, siamo in lockdown totale. Sono orgoglioso di aver vissuto questi momenti belli, perché poi ho ricevuto tantissimi messaggi da amici, anche quelli che sono all’estero, che si congratulavano per la vittoria dell’Italia degli Europei. Questo mi riempie di orgoglio. È un successo meritato, in pochi all’inizio ci credevano. Ecco, però la forza di questo gruppo ci ha insegnato che a volte si va oltre qualsiasi ipotesi iniziale, e questa squadra è stata in grado, pian piano, di costruire un percorso che l’ha poi portata a vincere questo Europeo. Analogie con il 2016? Sì, nella Nazionale di Mancini ho rivisto lo spirito di quella squadra. Ma non solo, anche tanta umiltà e un grande senso di appartenenza. La voglia di vincere e di fare risultato è stata la stessa”. 

Restando sulla finale, Southgate fa entrare Sancho e Rashford solo per battere il rigore ed entrambi lo sbagliano. Era successa la stessa cosa nel 2016 con Simone Zaza. Semplice coincidenza o crede che un giocatore debba essere mentalmente “dentro la partita” per affrontare con maggiore serenità un momento così decisivo?

“In certi momenti le emozioni sono a mille, ma sappiamo bene che i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di calciarli. Sono momenti decisivi: è chiaro che due ragazzi molto giovani come Sancho e Rashford che entrano nei momenti finali, in un Europeo dove non hanno giocato molto, possano patire l’emozione del momento. Detto ciò, non farei paragoni con il rigore calciato da Zaza, perché penso che le situazioni siano diverse. Certo, sbagliare un rigore decisivo, non solo in finale, verrà sempre ricordato nella storia, ma ovviamente non va condannato l’errore”. 

In questi giorni ha avuto modo di sentire Chiellini e Bonucci? E cosa ne pensa, inoltre, della “proposta rivoluzionaria” lanciata da Marca di assegnare a loro il Pallone d’Oro di quest’anno? 

“Ho scritto a entrambi per i complimenti, perché rappresentano l’Italia, non soltanto come calciatori. Da parte mia, grandi complimenti e congratulazioni per aver raggiunto un risultato di questa portata. Assegnare a entrambi il Pallone d’Oro? Hanno fatto entrambi un grande Europeo, però al momento credo siano solo supposizioni. Sappiamo tutti alla fine come vanno poi le cose: verrà premiato sempre quel giocatore più rappresentativo o che ha fatto più gol nell’anno solare. Ovviamente questo non scalfisce ciò che Bonucci e Chiellini hanno fatto in questo Europeo né tantomeno quello che hanno rappresentato e rappresentano per l’Italia”. 

Sono giorni decisivi per il trasferimento di Locatelli alla Juventus. Può bastare il suo acquisto per risollevare le sorti di un reparto così tanto criticato negli ultimi anni?

“Io credo che Allegri abbia ben chiaro quello che dovrà fare con la squadra attuale. Sarà un mercato in cui si muoveranno pochissimi giocatori, anche a causa del covid e delle tante restrizioni a livello economico-finanziario. Credo quindi che Locatelli rappresenti un giocatore funzionale al gioco che vorrà fare Allegri: è il giocatore giusto per far girare al meglio questa squadra. Probabilmente quest’anno la Juventus non farà grandi cambiamenti. Sicuramente Locatelli ha fatto una crescita esponenziale in questo anno con il Sassuolo: è chiaro che arriverà in una squadra importante, nella quale dovrà mettersi in gioco anche a livello europeo. Il tasso di difficoltà cresce e l’asticella si alza, e vedremo cosa succederà. Io credo comunque che Locatelli possa stare benissimo in questa Juventus, ma poi lo dovrà dimostrare sul campo”. 

Tuffo nel passato: le chiedo il suo ricordo più bello del triennio 2011-2014 e che cosa rappresenta per lei la Juventus

“Sicuramente il primo Scudetto è stato quello più inaspettato. Nessuno se lo aspettava, e ci fu una crescita enorme della squadra, fu un percorso incredibile. Aver vinto il primo anno ci ha poi dato quello slancio per le annate successive. Poi sono arrivati giocatori anche importanti. I 102 punti dell’ultimo anno hanno poi chiuso un cerchio e hanno simboleggiato quella voglia e quella costanza nel fare sempre risultato. Vincere non è facile, ma rivincere è molto più difficile, lo sappiamo tutti. Quella Juventus ci è riuscita: poi sappiamo tutti come è andata, con Allegri ha continuato a vincere. Un percorso straordinario, che è iniziato con noi e che e proseguito con Allegri, con le tante vittorie e le due finali di Champions. Chi vive la Juventus sa bene che cosa rappresenti: arrivare secondi è come aver perso. Vincere e continuare a vincere è nel DNA del club, si respira nell’aria. Non esiste immaginare un secondo posto. Quindi, tornando a Locatelli, quando e se arriverà sarà subito proiettato verso la vittoria”. 

Nuova avventura in Indonesia per lei, al Persija Jakarta. Cosa l’ha spinta ad accettare questa proposta e cosa si aspetta dal presente e dal futuro?

“Ho avuto poco tempo per decidere il mio futuro, perché qui il campionato sarebbe dovuto iniziare il 10 luglio. Ho aspettato e ho provato a trovare una squadra in Italia, ma non ci sono riuscito, non ho avuto tanta fortuna. Poi è arrivata questa occasione di allenare il Persija Jakarta, la squadra più prestigiosa qui in Indonesia. Soltanto che ora siamo incappati in questo lockdown totale: il campionato è stato posticipato e non possiamo riprendere gli allenamenti fino al 20 luglio. Al momento non sappiamo nemmeno se questo lockdown sarà ulteriormente prolungato. Cosa mi aspetto? La squadra è buona, anche se manca ancora qualcosa. La società mi ha garantito che mi metterà a disposizione ciò che manca. Partiremo per vincere il campionato. Ecco, mi aspetto questo, di riuscire a vincere il campionato e di affermarmi in un Paese lontano”. 

Si ringrazia mister Angelo Alessio per la gentilezza e la disponibilità.