Emre Can: “Allegri il miglior allenatore che la Juventus possa avere”

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Emre Can fa un bilancio dei suoi primi mesi alla Juventus in un’intervista concessa oggi al quotidiano sportivo torinese Tuttosport. Il tedesco, dopo un inizio un po’ in salita e alcuni problemi di salute, si è perfettamente calato nella parte e sta evidentemente crescendo con il passare delle gare. Merito anche dell’intelligenza di Massimiliano Allegri, che si sta confermando un tecnico top classe: “Emotivo come Klopp nelle reazioni in campo, parecchio diverso da Klopp in altri aspetti. Mi piace il suo modo di ragionare partita per partita – dice Emre Can dell’allenatore toscano – , lavora sulla tattica e cura i dettagli. È un bravissimo allenatore, il migliore che la Juventus possa avere come testimoniano i risultati”.

Il passaggio dal Liverpool alla Juve è stato più semplice per via dell’ambiente bianconero, dove tutto funziona come un orologio svizzero per mettere i giocatori in condizione di rendere al meglio. “La Juve è una famiglia, è un club famiglia davvero. E in questo ho trovato molte similitudini con il Liverpool, dove lo spirito dello spogliatoio è simile. Mi piace molto la Juve – insiste Emre can – , perché non è un insieme di campioni, ma si sente in modo chiaro il senso di squadra. Le individualità contano molto meno del gruppo, in nazionale parlo spesso con i compagni delle situazioni che si vivono in altri grandi club e mi raccontano cose molto diverse: giocatori che arrivano all’allenamento, si cambiano e ciao”.

Emre Can e i leader: da CR7 a Mandzukic

Ovviamente, la presenza di campionissimi nello spogliatoio rende tutto più semplice: l’arrivo in estate di Cristiano Ronaldo ha innestato ulteriore esperienza internazionale in un club che è già un’istituzione. “Qui c’è Cristiano Ronaldo, il più grande del mondo, ma nello spogliatoio lui è uguale agli altri e si comporta in modo naturale. Me lo chiedono tutti e non solo nelle interviste. Anche a casa, i miei famigliari e gli amici mi chiedono sempre di Cristiano, è un calciatore pazzesco. Te ne accorgi quando gioca, per quello che prova sul campo, per i gol che segna, per il modo in cui pensa le azioni: credo che nessuno potrà raggiungerlo. E poi c’è il suo atteggiamento fuori dal campo: bravo ragazzo, per nulla presuntuoso, ma anzi estremamente umile. Cristiano alza il livello. Ti fa vivere un piano sopra – prosegue Emre Can – , perché lo vedi allenarsi e pensi che puoi solo imparare da lui e quindi ti impegni di più. Chiellini mi spiegava che si sono moltiplicati i tifosi che ci aspettano davanti agli alberghi in trasferta, lui è un’icona, non solo un calciatore”.

E poi ci sono quelli come Mandzukic, i leader silenziosi che contano molto anche a livello mentale quando si scende in campo. “Siamo tutti amici, spesso usciamo insieme e abbiamo già fatto diverse cene. Naturalmente io sono legato a chi parla tedesco come Khedira, Mandzukic e Pjanic, oltre a Matuidi, che non parla tedesco ma finisce per unirsi a noi. Mario ha il suo carattere ed è molto particolare, ma il suo apporto è fondamentale: sa richiamare all’ordine con uno sguardo dei suoi, però è anche uno dei più spiritosi e simpatici. Vi prendo in giro? No! È vero, mi rendo conto che è difficile immaginarselo in versione scherzosa, ma ha un grande senso dell’umorismo”.

Emre Can: “Consapevolezza Champions”

Mercoledì sera la Juventus torna di scena in Champions League, la competizione per la quale è stata allestita l’attuale rosa bianconera. Nello spogliatoio, ammette Emre Can, c’è la consapevolezza di essere al livello giusto per vincerla: “Attualmente c’è grande consapevolezza. Tutti sappiamo di avere di fronte partite determinanti per vincere il campionato e la fase a eliminazione diretta della Champions. Vogliamo vincerle tutte, anche se ovviamente sarà difficile. Cerchiamo di vincere quelle che contano, partita dopo partita. Se c’è fiducia? Certo, siamo anche molto concentrati. Preoccupazione? Queste sono le partite che qualsiasi calciatore vuole giocare – rivela – , siamo esaltati semmai. Non ci manca nulla, ma la Champions è una competizione complessa e difficile da programmare. Pensiamo all’Atletico, intanto, una delle avversarie più dure che potessero capitarci, credo la peggiore dell’urna due. Ti rendono la vita difficile, ora proviamo a vincere a Madrid e poi vediamo, c’è ottimismo. La favorita? Barcellona e Real Madrid sono fortissime e stanno arrivando al top proprio ora, al momento giusto. Il Liverpool è la finalista dello scorso anno e occhio al Bayern. Poi c’è il City, il Psg e noi. È la Champions più interessante degli ultimi anni”.

Infine, una battuta su Aaron Ramsey, calciatore che la Juventus ha prenotato per la prossima stagione e contro il quale Emre Can ha giocato in Premier League: “Chi gioca per così tanto tempo all’Arsenal e segna tutti quei gol è un campione, punto. L’ho affrontato un paio di volte e mi ha sempre impressionato, il suo arrivo sarà un bene per noi”.