Domenico Berardi: la scheda e il video

La Juventus pensa di riportare a casa Domenico Berardi, 19enne attaccante esterno prelevato lo scorso anno in comproprietà dal Sassuolo. Berardi, dopo aver fatto molto bene in Serie B, ha messo a segno ben 16 reti in 28 presenze alla sua prima stagione in Serie A e ora Antonio Conte lo ritiene pronto per fare parte della rosa bianconera.\r\n\r\nBIOGRAFIA\r\nDomenico Berardi nasce a Cariati (Cosenza) l’1 agosto del 1994 e il suo sbarco nel calcio che conta è quantomeno singolare, poiché è stato scoperto dal Sassuolo mentre giocava una partita di calcetto organizzata dal fratello, studente universitario a Modena. Sono bastati 20 minuti di provino per essere tesserato con i neroverdi. Lo scorso anno, nel campionato di Serie B 2012-2013, Berardi ha collezionato 37 partite in campionato e 2 in Coppa Italia, andando a segno in ben 11 occasioni. Quest’anno, invece, all’esordio in A, ha siglato 16 reti in 28 presenze, molte delle quali spezzoni di gara: nella storia ormai, il poker siglato contro il Milan. Con l’Under 19 azzurra ha collezionato 2 presenze e un gol.\r\n\r\nCARATTERISTICHE E PROSPETTIVE\r\nDa molti Berardi è considerato un ‘piccolo Robben’, poiché gli piace partire da sinistra nel fronte offensivo. La sua posizione ideale è quella di attaccante sinistro in un tridente, ma anche partendo da destra sa essere letale per la grande capacità di rientrare e calciare a rete. Le sue caratteristiche principali sono la grande corsa e il mancino velenoso, anche se ha fin qui dimostrato di essere anche molto generoso e di saper rientrare per dare una mano in fase difensiva. Insomma, proprio il giocatore che piace ad Antonio Conte. Inoltre, è molto bravo a calciare le punizioni, un’arma in più che nessun allenatore disdegna.\r\n\r\nRaccontando a ‘Tuttosport’ come lo ha scoperto, Luciano Carlino, attuale vice allenatore degli Allievi regionali del Sassuolo, spiega:\r\n

“Non è una leggenda come tante, è andata proprio così. Il fratello Francesco è un mio amico. Allora studiava a Modena, in quei giorni aveva ricevuto la visita di Domenico e se lo portò dietro alla nostra classica partitella del mercoledì. In quell’occasione Domenico lasciò tutti a bocca aperta: un fenomeno. Non aspettai neppure un giorno – racconta ancora Carlino – andai subito a chiedere al mio direttore sportivo di potergli fare un provino al campo. Al mio ds bastarono venti minuti. Mi prese da parte e mi disse: hai ragione, è davvero il più buono di tutti. Giocatore d’altri tempi, con una fame incredibile. Di ragazzi, anche bravi, ne vedo tutti i giorni: Domenico però era più determinato e meno viziato rispetto alla media. E a livello tecnico bastava guardarlo calciare: dieci tiri su dieci finiti all’incrocio dei pali, segnava sempre: impressionante. Ha un sinistro che fa male da qualsiasi posizione. Per il passo arioso e l’andatura con cui taglia il campo ricorda Robben”.

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