Di Livio: “Campionato da annullare, alla Lazio sono fuori di testa”

L’ex ala della Juventus non le manda a dire a Lotito e Diaconale

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Angelo Di Livio, ex ala che ha vinto praticamente tutto con la Juventus, ha rilasciato un’intervista a Ilbianconero.com. Tanti i temi trattati dal “soldatino”, questo il soprannome dei tempi in cui calcava i campi di calcio, ma non si poteva non partire dall’attualità e dallo stop dei campionati. “Hanno detto di tutto, ne abbiamo sentite di cotte e di crude. Forse – ammette – all’inizio tutti quanti abbiamo sottovalutato questo virus e quindi anche lo stop al campionato è arrivato in ritardo, ma era comunque una situazione non facile da gestire. Adesso anche i giocatori devono essere tutelati, ma non so in questo momento chi possa dare loro la sicurezza sulla salute”.

Insomma, Di Livio appare sin da subito preoccupato soprattutto per la salute delle persone e visto che l’emergenza è tutt’altro che terminata, a suo dire difficilmente i campionati potranno riprendere. “Secondo me sarà complicato, perché una squadra è composta da 50 persone tra giocatori, staff e addetti ai lavori, ci sono trasferte da gestire, alberghi dove alloggiare… Penso che la soluzione migliore – aggiunge – sia chiudere questo campionato e salvaguardare il prossimo, altrimenti si rischia di alterare anche la prossima stagione alla fine della quale c’è anche l’Europeo”.

Di Livio: “Campionato da annullare, niente scudetto”

Anche l’Uefa ha intimato alle leghe che non dovessero riuscire a stabilire un calendario entro il 27 maggio prossimo di chiudere i campionati con la classifica attuale, ma a chi andrebbe il titolo di campione d’Italia? “A nessuno – replica Di Livio – Annullerei questo campionato lasciando la classifica così com’è con le prime quattro in Champions. Visto che il Benevento ha addirittura 20 punti in più sulla seconda, farei retrocedere solo l’ultima per promuovere i giallorossi. Ma per il resto questo campionato è da annullare senza scudetto, credo sia una stagione che tutti vogliono dimenticare”.

Insomma, Lotito (“Ci hanno fermato nel momento migliore”) e Diaconale (presidente e portavoce della Lazio), coloro i quali nelle settimane in cui in Italia morivano oltre 26mila persone hanno spinto di più per ricominciare a giocare al più presto. “Volevano fare allenamenti e tornare in campo già da diverso tempo, per me sono fuori di testa – dice il soldatino senza mezzi termini – Io capisco che si stanno giocando lo scudetto, ma non si può ricominciare a giocare per forza perché sei secondo in classifica”.