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Deve esserci fiducia sulla riforma del gioco

Scritto da Redazione JM

Come a volte si dice “chi la vuole cotta, chi la vuole cruda... e chi la vuole cotta a metà”, sembra che anche per la riforma del gioco si possa ricorrere a questa similitudine, visto che ancora oggi non si riesce a trovare un'idea comune che possa portare alla fine di una trattativa concreta che metta in condizione di riordinare tutto il mondo del gioco d'azzardo pubblico ed i casino online migliori, accontentando proprio tutti. Ma quello che, invece, dovrebbe essere più importante è che bisognerebbe avere un'assoluta fiducia in questo “evento” perché sarebbe troppo rilevante arrivare a questo riordino dal quale dipende, senza ombra di dubbio, “la vita e la sopravvivenza” di tante persone.

Non è facile avere questi “sentimenti” perché la trattativa in Conferenza Unificata ha lasciato spazio a tanti “tira e molla” ed a tanti chiarimenti che, ancora oggi, non se ne vede la fine: però ciò che sembra, almeno apparentemente, è che la buona volontà risulta presente in tutte le parti coinvolte (anche se qualcuna di più e qualcuna meno) e l'obbiettivo comune si rivela sempre quello di ottenere un mondo del gioco meglio distribuito, meglio offerto e più trasparente, omogeneo e sicuro.

Quello a cui non bisognerebbe, invece, pensare è concludere la legislatura senza questa riforma sul gioco d'azzardo: vorrebbe significare avere perso tanto tempo e tanti sforzi senza riuscire a finalizzarli, mentre il settore ne ha proprio necessità e forse anche i cittadini non ne possono più di sentire parlare in continuazione di questa tematica: onestamente, le problematiche che attanagliano il nostro Paese sono molteplici e diverse, purtroppo.

Il dato di fatto è che i lavori della Conferenza sono andati a rilento ed il suo iter non è completo per tante motivazioni, tanti chiarimenti, tante richieste. A volte è sembrato, anche, che la sinergia tra i partecipanti... scivolasse via e che ognuno volesse mantenere le proprie posizioni. C'è da augurarsi che in tempi brevi tutto si risolva e che, come dichiara spesso il sottosegretario Baretta, ci siano le condizioni per chiudere positivamente questa trattativa, anche se le argomentazioni e le tematiche sono tante da affrontare e da chiarire.

Quello che ancora non si dovrebbe assolutamente pensare è “di non arrivare ad un accordo”: significherebbe trovarsi un settore come quello che esiste oggi con le mille sfaccettature, non omogeneo e pieno di mille interessi oltretutto contrastanti. Senza dimenticare la problematica del contrasto al gioco problematico ed ai casino online nuovi che è da tenere in massima considerazione perché tanto sta facendo discutere e può essere usata da alcune parti politiche persino per scopi elettorali. Si sprecano le trasmissioni che ne parlano, a volte anche senza cognizione di causa.

Questo non fa certamente bene a nessuno, allo Stato che continuerebbe a rendersi latitante e non lo può più fare, agli Enti Locali che si troverebbero con un territorio magari libero dal gioco d'azzardo pubblico ma fagocitato dal gioco illegale, ai cittadini-giocatori che non avrebbero riferimenti leciti e si “rivolgerebbero”, con molta probabilità, alla rete illecita. Un quadro da non immaginarsi neppure, se si ha un poco di coscienza sociale e se si rispettano i lavoratori che nel mondo del gioco pubblico sono operativi e ben felici di esserlo.

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