Il decreto del governo salva Juve-Lione: si può giocare a Torino

Sono vietate le manifestazioni sportive organizzate da organismi italiani, ma non le coppe europee

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La versione del decreto governativo che allarga la zona rossa a tutta Italia e presente sulla Gazzetta Ufficiale conferma un’indiscrezione circolata già dopo il discorso del premier Conte: Juventus-Lione si può giocare a Torino. L’articolo 1 del nuovo decreto, infatti, prevede “misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”. Tutte le manifestazioni sportive, tra cui Serie A, B e tutti gli altri sport sono costretti a fermarsi, ma solo perché organizzati da organismi italiani. Il decreto, invece, consente la disputa di gare e manifestazioni organizzate organismi stranieri, come le coppe Champions ed Europa League, che si giocano sotto l’egida dell’Uefa.

Governo: no alla Serie A, sì alle coppe

Un controsenso pazzesco, considerato che, esattamente come una partita di Serie A, una di coppa coinvolge ugualmente circa 500 persone tra calciatori, giornalisti, addetti agli impianti etc. Inoltre, i contatti fisici tra giocatori sono esattamente i medesimi. Insomma, non se ne capisce il perché, ma Juve-Lione il prossimo 17 marzo si potrà giocare regolarmente all’Allianz Stadium purché a porte chiuse. “Resta consentito – si legge nel decreto – esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza presenza di pubblico”.

Juve-Lione il 17 marzo a Torino

La prima partita che si giocherà sotto l’egida del nuovo decreto sarà Inter-Getafe, in programma giovedì sera a San Siro. Il 17 marzo poi toccherà alla Juventus con il Lione e il 19 marzo alla Roma contro il Siviglia all’Olimpico.