De Laurentiis chiama Agnelli: “Rinviamo Juve-Napoli”, e il regolamento?

Il nuovo protocollo non consente il rinvio se non ci sono almeno 10 contagiati

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Secondo il Corriere dello Sport, il Napoli sta mettendo pressione alla Juventus per rinviare la partita in programma domenica sera al San Paolo. Stando alle indiscrezioni pubblicate dal quotidiano sportivo, in attesa del terzo giro di tamponi, che chiarirà quanti contagiati ci siano davvero in casa Napoli (al momento solo Zielinski e un collaboratore del ds Giuntoli), il presidente Aurelio De Laurentiis avrebbe chiamato l’omologo Andrea Agnelli. “Rinviamo la partita in ogni caso ed evitiamo rischi”, la posizione del patron azzurro, in merito alla possibilità che altri positivi vengano fuori dopo la partita, come avvenuto per i calciatori del Genoa.

Perché De Laurentiis spinge per rinviare la partita?

Una preoccupazione legittima, ma perché stranamente la questione si pone solo ora? Quando Ibrahimovic e un altro tesserato del Milan sono risultati positivi alla vigilia di una gara, non c’era anche in quel caso la possibilità che altri contagiati dei rossoneri si scoprissero dopo la partita? Sì. E perché nessuno si è posto il problema allora oppure nel caso dei contagiati di Torino, Fiorentina e altri club? Posta così la questione, sembra che il Napoli spinga per non giocare una partita nella quale dovrebbe rinunciare ad alcuni pezzi pregiati della rosa come Insigne, Zielinski e Manolas, oltre ad eventuali altri positivi.

Juventus-Napoli: nessuno può chiedere il rinvio, ad oggi

Il protocollo ufficializzato ieri, però, prevede che se non ci sono almeno 10 positivi, nessun club può chiedere il rinvio di una partita (la richiesta può essere fatta una sola volta in stagione). Bastano 12 giocatori di movimento ed un portiere per scendere in campo e chi si rifiuta di farlo viene penalizzato con il 3-0 a tavolino. Il rischio era calcolato sin da quando si è deciso di tornare in campo, non si può scoprire ora l’acqua calda. Se ci sarà un’eccezione al protocollo, la Lega Calcio di Serie A potrebbe esporsi a ricorsi milionari e alla richiesta di rigiocare le partite da parte delle squadre che nelle prime due giornate hanno dovuto rinunciare ai calciatori positivi.