Danilo: “Pirlo? Stesse idee di Guardiola, ha grande leadership”

Dal ritiro della nazionale brasiliana, Danilo Luiz da Silva fa il punto sulla sua esperienza alla Juve

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Danilo Luiz da Silva, 29enne terzino brasiliano, sta letteralmente vivendo una seconda vita alla Juventus. Considerato da molti un giocatore modesto, il difensore vince trofei ininterrottamente ormai da molti anni, dal Porto al Real Madrid, dal Manchester City proprio alla Juve. Ora, con l’arrivo di Andrea Pirlo sulla panchina bianconera, il nazionale verdeoro ha trovato nuova linfa grazie al ruolo cucitogli addosso dal “maestro”, che ormai non può più rinunciare alla sua presenza in campo.

“Sono un difensore – racconta a GloboEsporte – Non è un problema la posizione. Sono felice di giocare in un ruolo diverso in questa stagione alla Juve. La cosa più importante nel calcio è l’occupazione dello spazio, fare il movimento giusto al momento giusto. Questo non dipende dalla posizione. Ogni posizione ha ovviamente una sua caratteristica particolare, ma in una linea difensiva che vuole costruire con palla al piede, cambia poco il lato in cui si gioca, è più una questione di spazio occupato. Al Real non ho giocato tanto e a volte ho fatto anche il terzino sinistro, mentre al City ho giocato in tutte le posizioni della difesa e anche a centrocampo, ma mi definisco un difensore. Per prepararci nei cambi di ruolo sono stati fondamentali i video, soprattutto con un calendario pieno di partite e con poco tempo di preparazione. Un atleta di alto livello deve fare affidamento su questo, sui video e su questo tipo di informazioni per prepararsi al gioco offensivo e difensivo”.

Insomma, in questa nuova Juventus, Danilo è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista e il merito è principalmente del mister, sottolinea ancora il calciatore, la cui nuova posizione non gli è del tutto sconosciuta. “Pirlo ha avuto l’idea simile a quello che ho fatto al Manchester City (con Pep Guardiola, ndr), nei due anni in cui sono stato lì. È una posizione a cui ero abituato e conoscevo già. Questo ha aiutato l’inserimento di nuove idee nella squadra. Con la comprensione che ho del gioco in generale e le caratteristiche che ho, posso aiutare la squadra nella costruzione dal basso. Mi sento soddisfatto del momento della mia carriera – insiste – della mia vita e della maturità alla Juventus. Tutto questo mi spinge, mi dà la possibilità di avere un posto in nazionale, di avere continuità. Mi sento di essere in un momento importante della mia carriera e della mia vita. Sono pronto ad accettare questo ruolo”.

Danilo: “Pirlo ancora un po’ calciatore, ma che leadership”

Dopo aver sottolineato di non voler giocare a calcio ancora per tanti anni, Danilo guarda ai prossimi obiettivi con il club e la nazionale: “Non mi pongo obiettivi a lungo termine, i Mondiali del 2022 sono ancora troppo lontani, preferisco gli obiettivi a breve termine, rende tutto più facile e leggero. Certo, il Mondiale è un obiettivo come lo sono i due anni di contratto con la Juventus, che voglio rispettare a pieno”, aggiunge, prima di raccontare come preceda la sua esperienza a Torino e nell’ambiente bianconero. “Nella Juve passo tanto tempo con Nedved, un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Ogni tanto ci sediamo, prendiamo un caffè e penso: “Sto parlando con Nedved”. Parliamo molto di calcio ed è importante avere accanto questo tipo di persone. Con Pirlo è stato molto bello, ha ancora un po’ di caratteristiche da calciatore, ma ha già una grande leadership. È importante per un allenatore conquistare il gruppo, non solo in termini di rispetto, ma anche che il gruppo segua le sue idee di calcio. Abbiamo avuto un inizio di lavoro molto promettente. L’altro giorno si è fermato a tirare qualche punizione, io sono stato il primo a sedermi a guardare. Per quello che ha fatto da calciatore bisogna ascoltarlo e guardare – conclude – è stato uno dei migliori.”