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Contratto collettivo dei calciatori: AIC respinge la proposta di Abete

Scritto da Enrico Fracassi

La Lega di Serie A ha respinto la proposta di mediazione del presidente della Figc, Giancarlo Abete, nella vertenza con l’Aic per il rinnovo del contratto collettivo dei calciatori. Lo ha annunciato il numero uno della Lega di A, Maurizio Beretta, che ha comunicato la decisione dell’assemblea che ha considerato “non accettabile il tipo di proposta”. La proposta era quella di eliminare dalla trattativa i due punti che l’Aic non vuole discutere: l’allenamento a parte dei fuori rosa e il trasferimento obbligatorio a un’altra società a parità di condizioni. L’AIC replica: “Stiamo valutando la forma di protesta più adeguata”. Fortissimo a questo punto il rischio di sciopero: in pericolo una tra la 13ma e la 14ma giornata di campionato.\r\n\r\nBERETTA: “DISCUSSIONE NECESSARIA, MA SENZA PREGIUDIZIALI” – “La posizione assunta all’unanimità dall’Assemblea è di ritenere non accettabile la proposta avanzata da Abete poichè il momento impone uno sforzo comune di ridefinizione delle regole del gioco senza veti” dice Beretta, che poi aggiunge: “Dobbiamo fare un confronto a tutto campo per costruire un accordo innovativo ed equilibrato che renda sostenibile nel tempo il mondo del calcio professionistico. Noi riteniamo che ci siano ancora i tempi e gli spazi per definire un accordo e che non sussistano al momento le condizioni per la nomina del commissario ad acta. I punti quindi erano e restano otto. Noi non facciamo le trattative col pallottoliere. Non riteniamo\r\n\r\nperò accettabile un meccanismo di veto che precluda la discussione di merito di questioni importanti. Certo che l’accordo sarà frutto di un compromesso, ma dopo una discussione senza pregiudiziali”. E la minaccia di sciopero? “Quello è un problema che si pone dopo il 30 novembre, siamo al 9, c’è tempo per un accordo. E se prevale uno spirito collaborativo tra le parti possiamo farlo in tempo”.\r\n\r\nAIC: “STIAMO VALUTANDO AZIONI DI PROTESTA” – Non si fa attendere la replica dell’AIC: “Stiamo valutando i modi di protesta dopo questa ennesima chiusura “Sentiamo cosa ci dicono i calciatori, che sentiremo di nuovo tra stasera e domani mattina. Comunque abbiamo già il mandato di 20 squadre su 20 di serie A. Valuteremo azioni di protesta e l’eventuale sospensione del campionato per una giornata”, spiega Gianni Grazioli, segretario generale dell’Assocalciatori. “Pensavamo che la Lega avrebbe accettato la proposta di Abete, evidentemente non è così. Dopo la mossa di ieri del presidente federale ci aspettavamo di trovare una maggiore apertura, visto che noi abbiamo dato ampia disponibilità sui sei punti e, in particolare, sulla flessibilità”, aggiunge. La Serie A potrebbe a questo punto fermarsi il 20-21 novembre (13° turno di campionato) o il 27-28 novembre (14° turno).\r\n\r\nBERETTA: “PARTITA A ORA DI PRANZO STA DANDO BUONI RISCONTRI” – A margine dell’assemblea Beretta ha commentato la lettera ricevuta dal vicesindaco di Firenze Dario Nardella che aveva definito “una sciagura” la partita in tv all’ora di pranzo. A Fiorentina-Chievo di domenica scorsa – ha reso noto la Lega calcio di A – ha assistito un numero di spettatori allo stadio “in linea con le altre gare interne della Fiorentina disputate alle 15 e un totale di telespettatori di 900mila unità, un successo importante”.\r\n\r\n”Le critiche appassionano i critici – ha commentato Beretta – ma i numeri dicono il contrario. E questo vale per tutte quelle finora disputate alle 12.30 della domenica (una novità di questo campionato ndr). In alcuni casi si sono perfino superati gli spettatori allo stadio rispetto alle gare delle 15 e il numero dei telespettatori. Per Cagliari-Inter, ad esempio si sono superati i 2 milioni”. “In ogni caso – ha concluso Beretta – al vicesindaco di Firenze risponderò in maniera formale”.\r\n\r\nCredits: La Repubblica\r\nFracassi Enrico

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