Chievo-Juve 0-2, Allegri insoddisfatto: “Dobbiamo accelerare”

allegri chievo-juventus

Massimiliano Allegri prende e porta a casa il risultato al termine di Chievo-Juventus, ma la prestazione non è stata di certo delle migliori. Dopo il risultato striminzito maturato contro il Genoa, dai campioni d’Italia ci si aspettava una prova più convincente, invece il risultato è maturato solamente dopo che i clivensi sono rimasti in 9 uomini. “Era importante vincere – esordisce Allegri a Sky Sport – , non abbiamo subito gol. Questa è una vittoria che ci permette di muovere la classifica, allungare sulle squadre dietro e restare in scia del Napoli. Avevamo deciso di giocare così, un cambio in panchina per l’attacco dovevo portarmelo. Bernardeschi poi è stato decisivo per l’assist”.

Verso la fine del primo tempo la prima espulsione di Bastien, poi ad inizio ripresa il secondo rosso, quello a Cacciatore, che ha definitivamente messo la partita in discesa aprendo alle reti di Khedira prima e Higuain poi. “Nel secondo tempo loro sono rimasti in 9 ed è diventata più facile – continua mister Allegri – ma ci imbucavamo senza aprire il gioco ed avere la pazienza di farli stancare. Bisognava fare meglio nel primo tempo quando ci eravamo messi a 4 per giocare su Higuain e Mandzukic. Troppe volte ci siamo fatti anticipare. In quei momenti lì dobbiamo avere brillantezza. Abbiamo lavorato bene in queste settimane poi dipende dall’aspetto mentale di aggredire queste partite. In questo momento siamo meno brillanti ma bisogna accelerare, abbiamo preso un tran tran che non va bene. Noi diamo ritmo e gli altri fanno fatica a starci dietro. Su questo bisogna migliorare, ma anche sulla qualità del gioco, verticalizziamo poco”.

Allegri sul destino di Buffon

Infine, qualche battuta sul mercato: da Buffon che potrebbe giocare un altro anno ad un possibile regalo dell’ultim’ora per sostituire l’infortunato Cuadrado (si parla di Carrasco dell’Atletico Madrid). “Buffon? Gigi martedì tornerà titolare, quel posto è suo sta facendo riflessioni, ma questo dibattito non deve riguardare nessuno, lui non ha bisogno di consigli. Essendo un campione deve prendere una decisione da campione. Lui è importante dentro e fuori dal campo. Ma è normale che a 40 anni faccia delle riflessioni. Regalo? Sì – conclude – sono un allenatore fortunato ad aver allenato e ad allenare campioni come lui”.