Chiellini: “Tifavo Milan, poi è arrivata la Juve ed è stato subito amore” (VIDEO)

L’intervista concessa dal capitano della Juventus ai junior reporter

chiellini intervista junior reporter

Giorgio Chiellini ha concesso oggi un pomeriggio ai junior reporter della Juventus. Tante le domande dei baby intervistatori al capitano bianconero, che si è prestato all’iniziativa senza risparmiarsi visto che è attualmente fermo ai box per infortunio. “La certezza di arrivare in Serie A purtroppo non ce l’hai – spiega subito il numero 3 della Vecchia Signora – . Piano piano cominci a giocare poi non sai dove puoi arrivare. Capisci di essere bravino, poi devi migliorare, lavorare giorno dopo giorno sempre. Un sacrificio che ho patito un po’ era da adolescente, quando i miei amici uscivano e io invece ero già in ritiro a dormire in albergo con la prima squadra del Livorno. Quello un po’ mi dispiaceva. E la cosa più brutta è stato il viaggio post maturità. I miei amici erano andati in viaggio tutti insieme e io invece ero ad allenarmi”.

I tifosi vedono solo i 90 minuti in campo, ma le partite regalano emozioni anche nella preparazione… “Sono tutte emozioni diverse – racconta ancora Chiellini – . Quando sei in camera d’albergo e cominci a concentrati, l’arrivo in pullman, la preparazione nello spogliatoio… il momento più bello è quando fischia l’inizio della partita. Quelli prima sono preparazione, concentrazione, pensi a tutto. Nel mio caso agli attaccanti che devo marcare. Poi – prosegue – quando fischia l’arbitro parti, non senti più niente e sei concentrato e pensi solo a giocare. Il fischio d’inizio è la parte più bella”.

Se dovesse scegliere una partita della Juventus che non dimenticherà mai, capitan Chiellini avrebbe grosse difficoltà…  “Ce ne sono un po’. La prima perché è la prima. Anche se ho giocato 10 minuto in Juventus-Messina e vincevamo 3-0 (durante la gestione Capello, ndr). Però è la prima e me la ricorderò sempre. Poi quella dello scudetto di Trieste, il primo di questo ciclo. Un’emozione fortissima che mi rimarrà tanto dentro. Poi c’è stata l’invasione del pubblico, mi hanno tirato su, spinto, spogliato. Un culmine di emozioni quella sera che anche tra tanti anni mi ricorderò sempre”.

Spesso Chiellini si è scagliato contro il “guardiolismo”, perché avrebbe snaturato il ruolo del difensore. Ecco i consigli per chi vuole interpretare questo ruolo in futuro: “Da difensore devi cercare di anticipare quello che pensa l’attaccante. Devi cercare di anticipare quello che vorrebbe far lui. Poi -insiste – devi provare piacere a fermare l’azione, a respingere un tiro, a fermare l’attaccante. L’emozione che provano gli altri nel fare gol, tu devi provarla nel non far fare gol. Se proverai quella emozione, diventerai sempre più bravo”.

Tra gli attaccanti più difficili da affrontare, Chiellini non cambia mai idea, il più tosto è stato l’ex compagno Ibrahimovic. “Tolti Ronaldo e Messi, che sono due extraterrestri, io dico sempre Ibrahimovic perché aveva forza fisica, velocità, tecnica, personalità… Ho avuto la fortuna di giocarci anche insieme – ricorda – ed è sempre stata tosta giocarci contro”.

Chiellini: “Capitano della Juve e della nazionale, un sogno”

Sembrava dovesse essere l’ultima stagione di Chiellini da calciatore, invece presto arriverà un rinnovo annuale con opzione per un’altra stagione. “Penso che potermi allenare tutti i giorni e giocare sia la cosa più bella, perché quello che amo fare è diventato il mio lavoro e la mia vita. Mi ritengo fortunatissimo e mi diverto ogni giorno che vado ad allenarmi – sottolinea – , anche quando devo alzarmi presto, anche quando fa freddo e nevica. Vado sempre con un sorrisone ad allenarmi, ma quando dovrò smettere sono sicuro che ci sono tante altre cose che la vita saprà darmi. Fare quello che uno ama, però, credo sia davvero una cosa speciale. Cosa vuol dire essere il capitano della Juventus? È un grande onore e un grande onere. È bellissimo, ma è anche un grande responsabilità. Se guardi le foto e i nomi dei capitani prima di me c’è da spaventarsi un pochino. È bello, ci sono arrivato che ero già da anni alla Juventus e ho avuto la fortuna di giocare con quei capitani, rubato qualche segreto, capito come si comportavano in certe circostanze, ma poi penso che ognuno deve essere sé stesso. Li prendo ad esempio perché sono persone speciali che mi hanno aiutato tanto nella mia crescita, poi ci metto del mio. Però essere capitano della Juve e della Nazionale va oltre ogni sogno più grande che potessi avere alla vostra età”.

Dal tifo per il Milan all’amore per la Juve

Infine, una rivelazione che ha quasi del clamoroso: da bambino Chiellini faceva il tifo per il Milan e il suo idolo era Maldini. “Ero tifoso del Milan, purtroppo, poi sono migliorato, crescendo sono diventato più intelligente. Ed era Maldini il mio preferito. Io ho un fratello gemello, lui era juventino e non potevo tifare la sua stessa squadra. Lui era della Juve e io del Milan, potete immaginare quando a 20 anni mi ha comprato la Juve la felicità di mio fratello. E da quando sono qui – conclude – è stato subito amore e ora penso sia difficile trovare uno più juventino di me sulla terra”.