Ceferin (presidente Uefa): “No al Var in Champions, fa troppa confusione”

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Aleksander Ceferin, presidente dell’Uefa, dice no, senza mezzi termini all’utilizzo del Var in Champions League. A conferma che la sperimentazione fin qui attuata in Italia e in altri Paesi non abbia dato risultati soddisfacenti, il numero uno del governo del calcio spiega così il suo veto alla moviola in campo: “Nessuno ancora sa esattamente come funziona. C’è ancora molta confusione”, ha dichiarato Ceferin al termine del Congresso UEFA di Bratislava. Checché ne dica qualcuno, infatti, il Var ha sì corretto qualche errore, ma ne ha al contempo generato di altri.

In Germania, addirittura, ne è nato uno scandalo che ha portato all’annullamento della sperimentazione a metà campionato, mentre in Italia le polemiche sono all’ordine del giorno. Anche nell’ultimo weekend ci sono stati episodi clamorosi che nemmeno alla moviola gli arbitri sono riusciti a valutare (il mancato rigore di Ranocchia su Cataldi, ad esempio, o il rigore dato alla Lazio a Sassuolo). A destare perplessità è la disparità di utilizzo, poiché in alcune partite il Var viene utilizzato tanto, mentre in altre non sembra entrare in azione nemmeno nel caso di azioni eclatanti.

Ceferin: “Var? Vedremo al Mondiale…”

È per questo motivo, che il presidente Uefa Ceferin puntualizza: “Potrebbe essere un buon progetto per il calcio, ma non dobbiamo affrettarci nel prendere questo tipo di decisioni. Io non sono affatto contrario – ammette – , ma c’è necessità di capire meglio quando usarla. Vedremo nella Coppa del Mondo”. Insomma, in Russia ci sarà la prova del nove e se non convincerà nemmeno ai Mondiali, c’è il rischio che la moviola in campo sia bocciata definitivamente e si torni ad un calcio più “normale”.