Ceferin avvisa la Juve: “Chi resta in SuperLeague fuori dalla Champions”

Il presidente Uefa ha perdonato le altre 8 società che hanno fatto pubblica ammenda

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Aleksander Ceferin, presidente dell’Uefa, ribadisce che la partita con i club che hanno creato la SuperLega non sia ancora conclusa. Intervistato dai tedeschi di Der Spiegel, il dirigente sloveno spiega: “È chiaro che i club dovranno decidere se sono SuperLeague o se sono un club europeo. Se dicono che sono una SuperLeague, allora non giocano in Champions League, ovviamente … e se sono pronti a farlo, possono giocare nella loro competizione”.

Stamattina il Comitato Esecutivo convocato d’urgenza non ha sanzionato nessuno, ma si è riservato ulteriori analisi. Gli avvocati dell’Uefa sono al lavoro, ma Ceferin ci tiene a precisare che la posizione dei club che hanno fatto pubblica ammenda sia tranquilla, mentre chi come Juve, Real, Barcellona e Milan non hanno chiesto scusa, potrebbero incappare in conseguenze.

Ceferin: “Alcuni club hanno ammesso il loro errore, altri…”

“Stiamo ancora aspettando perizia legale e poi vedremo – continua – ma tutti devono affrontare le conseguenze per le loro decisioni e lo sanno. Per me, è una situazione molto diversa tra i club che hanno ammesso il loro errore e hanno detto: ‘Lasceremo il progetto’. Gli altri principalmente sanno che direi che questo progetto è morto, ma non vogliono crederci, probabilmente. Abbiamo concordato durante il comitato esecutivo di metterci in contatto con le federazioni calcistiche, le federazioni nazionali e le leghe interessate. Lo faremo la prossima settimana e vedremo. Sarebbe bello poter vedere cosa possono fare campionati specifici, cosa possono fare le federazioni e cosa può fare la UEFA. Le nostre competizioni saranno fantastiche anche senza queste quattro squadre. Adesso possiamo dire che se qualcuno vuole essere egoista, può provare a fare di nuovo la Superlega. Ma ci hanno già provato una volta e hanno fallito”.

La Juventus continua a non commentare le parole di Ceferin, ma oggi ci ha pensato il difensore brasiliano Danilo a far notare che l’Uefa non sia proprio un convento francescano.