Caso Suarez, il Gip: “Nessuna intesa corrutiva tra università e Juventus”

E l’avvocato Turco aveva chiarito: “Da Torino non vogliono favoritismi”

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Sul caso Suarez ci sono ovviamente cose che hanno massima visibilità e altre che ne hanno meno. In queste ore si sta parlando tanto della volontà dei pm di Perugia di indagare su ipotesi di corruzione, ma al momento non c’è alcun indizio in questo senso, anzi… Il gip Piercarlo Frabotta, che ha respinto la richiesta di arresti disponendo la sospensione dal servizio per i dirigenti dell’università coinvolti, sottolinea “l’assenza di qualsivoglia spunto investigativo che lasci fondatamente accreditare la sussistenza di intese corruttive tra gli odierni indagati e soggetti appartenenti all’entourage della Juventus“.

Tradotto, al momento non c’è nulla che possa far pensare ad un tentativo di corruzione da parte del club bianconero per ottenere un favore. Del resto, le telefonate di Fabio Paraticiindagato solo per false informazioni al pm – alla ministra De Micheli prima e al capo di gabinetto del Viminale Frattasi, poi, sono meramente informative e le risposte sono state di cortesia istituzionale. Inoltre, le ipotesi di corruzione sarebbero difficili da sostenere anche perché ci sono telefonate, come quella dell’avvocato Turco con il direttore generale dell’università, Simone Olivieri, unon trovando sazi sui giornali, rappresentano pietre miliari.

L’avvocato: “La Juventus non vuole favoritismi”

“Io mi permetto – dice al telefono il legale che lavora esternamente alla Juventus – poi se in futuro ci sono altre situazioni, di appoggiarmi a voi! Su questo ci tengo a precisare che le cose vanno fatte bene. Come se fosse uno studente, ad esempio, Mohammed, non me ne frega niente, le cose vanno fatte bene. Da Torino questa è la linea, non vanno fatti favoritismi“. La Juventus, insomma, è pronta a servirsi dell’università di Perugia anche per altri esami futuri, ma ci tiene a precisare che tutto deve essere fatto come avviene per qualunque altro studente, senza favoritismi. Se poi qualcuno ha deciso di agire diersmente, non è avvenuto rispondendo ad un’espressa richiesta.