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Da Capello a Sarri, passando per Donnarumma: la Juve logora chi non ce l’ha

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Sono passati quasi venti giorni dall’approdo ufficiale di Maurizio Sarri sulla panchina della Juventus, ma le polemiche legate alla scelta della dirigenza bianconera non si sono ancora placate. Il motivo? Molto semplice: in molti non riescono in alcun modo a digerire le sue parole un po’ populiste e un po’ da capo popolo riferite nel periodo campano.

Dallo Scudetto perso in albergo, ai poteri forti del palazzo, passando per gli orari dei match: una serie di dichiarazioni forti, talvolta fastidiose e pungenti, ma legate a un mondo in cui l’antijuventinità è considerata un valore da perseguire ad ogni costo, pena “l’esclusione dal gruppo”.

Già, perché sempre più spesso, quando un tesserato di un’altra società italiana approda alla Juventus, lancia un messaggio chiaro, fin da subito: altrove ti “impongono” certe dichiarazioni, certi atteggiamenti, ti fanno vivere una sorta di realtà parallela, nella quale la Juventus è considerata il nemico (talvolta non solo sportivo) da battere ad ogni costo. “Tutte le mattine mi svegliavo e pensavo a come poter battere la Juventus”, ha riferito Maurizio Sarri nel corso della conferenza stampa di presentazione. Insomma, ottenere bottino pieno contro la Vecchia Signora diventa l’obiettivo primario di tutti, e poco importa se poi perdi per strada punti decisamente più importanti, quelli passano in secondo piano.

Sì ok, ma se poi quei punti contro la Juventus non li fai? Semplice, ci sono gli arbitri e i soliti poteri forti a cui dare la colpa, o perché no, addirittura agli alberghi malandrini sparpagliati nella bellissima Firenze.

No, il mio non è un editoriale contro la scelta di Maurizio Sarri, ormai quella fase è passata, superata da una forte curiosità su come sarà questa nuova Juve, sicuramente diversa da quella precedente. In queste poche righe, piuttosto, voglio spiegare quello che ormai sembra essere un vero e proprio stile di vita, un motto che deve far riflettere tutti coloro che gettano fango sulla società bianconera: la Juve logora chi non ce l’ha.

Già, perché ancora prima di Maurizio Sarri, toccò a Fabio Capello sedersi sulla panchina più prestigiosa d’Italia, dopo aver rivolto parole non proprio al miele nei confronti della Juventus. L’ex tecnico della Roma, infatti, non solo disse che non avrebbe mai allenato la Vecchia Signora, ma parlò anche di quel famoso “vento del Nord”, gettando ombre sui successi bianconeri di quel periodo.

Perché Capello alla Juve non creò così tanto scalpore? Molto semplice, perché non esistevano ancora i social, mezzi potentissimi (e utilissimi, sia ben chiaro) che hanno però permesso la proliferazione dei tuttologi, gente che parla di tutto, spesso senza sapere nulla.

Ecco che, nelle ultime ore, un altro strano nome è stato accostato alla Juventus, quello di Gianluigi Donnarumma. No, non si tratta di un colpo di calore o di una insolazione da mare, avete letto bene. Premesso che non credo che una simile operazione possa andare in porto (perché mai dovremmo far partire Szczesny?), se mai tutto ciò dovesse concretizzarsi, quel motto troverebbe ancora più forma.

Ve lo ricordate il “sempre loro” dopo il successo dell’Allianz Stadium di due anni fa, arrivato su un calcio di rigore concesso a pochi secondi dal termine? Avete ben impresse nella mente le scritte successive e il disastro lasciato negli spogliatoi? Dovreste dimenticarvi tutto in fretta e furia, perché tanto, con una perfetta conferenza stampa, Donnarumma ci confermerebbe quanto ormai sappiamo da sempre: la Juve logora chi non ce l’ha.

Esatto, logora così tanto da permettere a un calciatore che nella sua vita non ha ancora vinto nulla di ironizzare sul difficile rapporto tra la Juventus e la Champions League. Logora così tanto da consentire a un altro giocatore, famoso più per la sua vita notturna che per quella in campo, di utilizzare il termine “odio” in riferimento alla Vecchia Signora. Logora a tal punto da non rendersi conto che, in quanto professionisti, le strade della vita possono essere infinite.

Ma se poi la Juventus ti chiama, ecco il passo indietro. Tanto ormai, in questo calcio, vale davvero tutto.