Can che abbaia poi morde: ma secondo alcuni sarebbe stato semplice

emre can editoriale

“Il mister non è stato sincero con me. La settimana scorsa mi aveva detto altro e io ho rifiutato il trasferimento al PSG. Se l’avessi saputo prima, non avrei più giocato nella Juve. Ora trarrò le mie conclusioni e parlerò con la società e il mio agente”.

Un Emre Can furioso quello che ha commentato, dal ritiro della Nazionale tedesca, la clamorosa decisione di Maurizio Sarri di escluderlo dalla lista Champions, almeno per tutta la fase a gironi.

A differenza di quanto affermato da coloro che sposano la tesi del “alla Juve è tutto sempre pianificato”, questa volta la situazione sembra essere diametralmente opposta. Già, perché quanto dichiarato dal centrocampista bianconero dipinge un quadro a tratti inquietante. La sensazione è che, quest’anno, troppe cose siano un po’ lasciate al caso.

Ciò che preoccupa ancora di più è che situazioni simili accadano proprio alla Juve, da sempre regina della programmazione e della gestione degli uomini. Come è possibile, dunque, che la vicenda Emre Can sia stata gestita in questo modo?

Se tutti, da un lato, si aspettavano l’esclusione di Mario Mandzukic (anche lo stesso giocatore, offerto da mesi a qualsiasi squadra), c’erano molti dubbi attorno alla seconda esclusione illustre. E pensare che, per molti esperti del mondo pallonaro, fino a poche settimane fa, trovare una soluzione adeguata sarebbe stato semplicissimo.

Esatto, sarebbe bastato lasciare fuori Matuidi e Khedira, due giocatori che, a detta di molti, potevano essere apprezzati solo da un “gestore attendista” come Massimiliano Allegri, poco incline al bel gioco e concentrato esclusivamente sul risultato finale.

“Sarri farà pulizia dei beniamini di Allegri”, “Solo qualità in questa nuova Juve del comandante”, “Quei pachidermi di Khedira e Matuidi si trovassero un posto in cui andare a svernare”. Queste erano solo alcune delle frasi che si leggevano sui social e si sentivano in tv subito dopo l’annuncio del nuovo allenatore.

Attenzione, però. Non sto accusando Maurizio Sarri, ma solo coloro che avevano giudicato le scelte del precedente mister come scellerate e prive di logica. Già, perché in un Paese in cui vige la sensazione che tutti possano fare qualsiasi mestiere, quello dell’allenatore è certamente tra i preferiti dal popolo.

Per non parlare di Mattia De Sciglio, da molti addirittura etichettato come “raccomandato” da Allegri, e poi inserito negli undici titolari da Maurizio Sarri nelle prime due giornate di campionato. Ma come è possibile?

Eh sì, sarebbe stato facile compilare la lista Champions, se l’avesse fatta chi si occupa di calcio solo sui social.