Calciopoli & Co

Calciopoli, udienza del 24 maggio 2011: quanti autogol di Narducci. Le ore 14 vengono prima delle 11, lo sapevate?

Doveva essere la terza e ultima udien­za del processo Calcio­poli dedicata alla requi­sitoria dei pm, ma dopo il fiume in piena di Narducci sarà necessaria un’altra udienza ancora, affinché il PM Capuano possa concludere la sua di requisitoria. A livello contenutistico, non è emerso nulla di nuovo: Narducci ha continuato a fare finta che nulla sia più emerso dal 2006 ad oggi, è tornato sui suoi cavalli di battaglia già smentiti da diversi testimoni nelle udienze precedenti e ha riportato fatti ed eventi che al contempo potrebbero strappare un sorriso e far piangere, chi con i propri quattrini stipendia certi dipendenti pubblici pagati per fare tutto, tranne che ricercare la verità e far rispettare la legge. L’udienza si è chiusa con l’invito della Casoria al PM Capuano: “Parli il dottor Capuano e la invito di concludere in una udienza. E così tutte le udienze slitteranno di una settimana“. La conclusione era prevista per il 12 luglio, si slitta al 19 luglio. Attenzione: tra prevedibili repliche dei PM e controrepliche delle difese si potrebbe finire dopo l’estate.\r\n\r\nEcco i punti salienti dell’udienza di ieri evidenziati da Alvaro Moretti per ‘Tuttosport’\r\n\r\nRICHIESTA DI RINVIO DELLA MORESCANTI\r\nL’avvocato di Paolo Bergamo, Mariano Fabiani e Maria Grazia Fazi, Silvia Morescanti, chiede il rinvio del processo al 20 ottobre: è incinta e chiede i motivi di salute, avendo difficoltà di gestazione. La giudice Casoria: “L’avvocato Morescanti potrà discutere per ultima le sue difese, se il suo impedimento per motivi di salute provocherà uno stralcio delle posizioni degli imputati da lei difesa. La difesa si può sostenere anche ascoltando gli audio delle udienze in cui a parlare sono pm o avvocati degli altri e leggendo le trascrizioni“.\r\n\r\nNIENTE STOP PER I BALLOTTAGGI\r\n Niente sospensione delle udienze per il ballottaggio della prossima settimana: il 31 maggio ci sarà regolarmente udienza. “Quanto all’udienza del 14 giugno in riferimento ai referendum di quella settimana – dice la giudice Casoria – non abbiamo ancora informazioni e vedremo se si potrà tenere l’udienza”.\r\n\r\n \r\n\r\nSORTEGGI MAI TRUCCATI: LA SOLITA SOLFA\r\nParte di slancio sui sorteggi truccati, il pm Narducci: non ci spiega come si riuscisse riferendosi a testimonianze già confutate (il colpo di tosse di Manfredi Martino, giunto dopo l’estrazione della pallina di Collina per Milan-Juve), e allora punta tutto sulla testimonianza di Zamparini e sul sorteggio dell’anno precedente al caso Calciopoli resa in udienza dopo l’intervista a Radio Radio. Moggi si offrì per far avere Rizzoli per un Verona-Palermo del 23 aprile 2004… Zamparini conferma che Moggi si attivò in aula: bene, peccato che il sorteggio in questione non lo avesse effettuato giovedì 22 aprile a Roma non gli “associati a delinquere” di Moggi Pairetto e Bergamo, ma il “teste credibilissimo del’accusa” Manfredi Martino. E allora se quel sorteggio fu truccato, chi lo truccò? E perché non è chiamato a risponderne, vista l’enfasi che all’episodio Rizzoli dà Narducci? E ancora si va alla riconoscibilità delle sfere: peccato che nessun giornalista e notaio è stato interrogato ed eventulmente indagato come partecipe del trucco. Visto che le palline le estraevano proprio loro, e non i designatori Bergamo e Pairetto.\r\n\r\nSBALZI SPAZIO-TEMPORALI\r\nNarducci insiste ci riprova con la storiella di Moggi che conosce le designazione prima: Moggi comunica alla segretaria alle 11.57 di sapere che sarà Rodomonti l’arbitro di Inter-Juventus. Peccato che alle 9.50 Facchetti parla con Bergamo nella famosa telefonta del “metti Collina”. Non solo: alle 11.20 Manfredi Martino comunica con un sms a Meani il nome dell’arbitro. E’ la stessa griglia per la quale Facchetti il giorno prima chiede al vice di Bergamo, Mazzei di fare una griglia i cui si debba estrarre per forza Collina (“lì non devi fare sorteggio”, dice Facchetti)\r\n\r\nLE ORE 14 VENGONO PRIMA DELLE 11\r\nNarducci va avanti con i suoi teoremi già ampiamente smontati, evitando di fare riferimento alle telefonate di Facchetti e Moratti. Il racconto passa sulla designazione (visto che non c’era il sorteggio) di Coppa Italia di gennaio 2005. Ctazione di una telefonata in cui Moggi prende in giro la segretaria Juve, Alessia, che gli dice gli arbitri per i quarti e lui fa ‘l’indovino’. Aveva saputo le designazioni da Pieri alle 14.40 del 10 gennaio… Peccato che Bergamo chiami Facchetti alle 11.44 per chiedere se andava bene la designazione di Gabriele per un Bologna-Inter e alle 12.23 comunica a Moratti in persona, ottenendo dal presidente nerazzurro un via libera telefonico “sì, Gabriele è un buon arbitro e non ha mai avuto contestazioni” dice il patron nerazzurro. Ma tutto questo Narducci non lo dice: eppure le telefonate chieste dalle difese fanno ormai parte del fascicolo processuale.\r\n\r\nLE CENE SOLO DI ALCUNI…\r\nDopo una breve pausa, il pm Narducci riprende la trattazione spostandosi sul tema degli incontri conviviali tra gli imputati di associazione. Insomma, le cene tra Moggi, Giraudo, Bergamo, Pairetto, Mazzini e Lanese. “Non erano sempre presenti tutti, ma parliamo da ottobre a maggio di circa 13-14 incontri”, dice Narducci. “E non si dica che si parlasse di politica federale. Si parlava della sorte dei designatori o della Fazi (ma la Fazi era stata rimossa dalla Can dal settembre 2004, ndr)”. Nessuna menzione alle cene, ammesse dai dirigenti del Parma proprio nel corso del processo di Napoli, tra i designatori e Sacchi, Tanzi e compagnia bella. Di cosa si sarà parlato in quelle cene? Di astrofisica e di studi geologici del territorio emiliano? \r\n\r\nI GUADAGNI DEGLI ARBITRI\r\nSi prosegue parlando delle cene, poi il passaggio sul sistema di promozioni-bocciature che comportava guadagni maggiori per i più accondiscendenti… E anche qui Narducci dimentica di citare la classifica dei guadagni di quella stagione:eccola riproposta dopo che era stata svelata nelludienza dell’11 gennaio. I primi sei arbitri coi guadagni (e quindi i “premi” degli associati Bergamo e Pairetto) sono tutti fuori da questo processo. Tutti fuori dalla Cupola. E molti di loro vicinissimi al dirigente milanista addetto agli arbitri (ma anche ai designatori e agli assistenti), Leonardo Meani.\r\n\r\n1) Collina 145 mila euro\r\n2) Paparesta 137 mila\r\n3) Rosetti 130 mila\r\n4) Farina 127500\r\n5) Trefoloni 127500\r\n6) Rodomonti 125 mila\r\n7) Bertini 117500\r\n8) De Santis 115 mila\r\n\r\nMAMMA, PIERI!\r\nIl pm Narducci si avvia a concludere la sua maratona requisitoria (circa 20 ore in tre udienze, prima di cedere la parola al collega Capuano). A un certo punto per dimostrare l’amicizia di alcuni arbitri con Moggi cita la telefonata del 6 gennaio 2005 che riguarda un clamoroso errore di Tiziano Pieri: ne parlano la Fazi e Bergamo. L’ex segretaria Can dice all’ex designatore: «Ora gliela dai ‘na bella botta, visto che di mezzo non c’è la Juve (la partita era Reggina-Palermo, ndr)» e Bergamo annuisce: “Ah, ah, ah”. Tutto chiaro secondo il pm: un arbitro amico come Pieri che può essere punito solo quando non arbitra la Juve. Peccato che lo stesso Pieri, dopo il macroscopico errore di Bologna-Juve in cui favorisce i bianconeri (punizione inesistente assegnata per fallo su Ibra e gol su punizione di Nedved dai 18 metri), sia stato estromesso per tutto il campionato dalla prima griglia, quella che riguardava i big match, nonstante Pieri fosse fresco internazionale. E niente Juve per tutto l’anno…