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Buffon: “Resto… per altre due partite”

Le voci di una sua partenza, di un suo sacrificio, per la ricostruzione della Juventus sono sempre più insistenti. E a quanto pare lostesso Gigi Buffon non ne fa un dramma, convinto com’è di poter strappare l’ultimo contratto “top” della sua carriera”. Difficile però capire dove andrà, visto che il Manchester City non è tra le destinazioni gradite, pur essendo per la Juventus la proposta più remunerativa. Eppure in un’intervista a ‘La Stampa’ nell’immediato post-partita, il numero uno della nazionale lascia accesa una flebilissima candelina per la Vecchia Signora. Eccone uno stralcio.\r\n\r\nGigi Buffon, com’è andata?\r\n«E’ andata che alla fine qui a Catania abbiamo preso un punticino».\r\n\r\nAnche l’aritmetica vi ha ormai escluso dalla Champions League.\r\n«E’ stata una stagione altalenante, con troppi picchi negativi».\r\n\r\nNon è bastato ingaggiare Alberto Zaccheroni, per salvarla.\r\n«Io sono convinto che Zaccheroni è un allenatore veramente molto preparato e con il quale, se prende una squadra a luglio, ti puoi divertire e fare del bel calcio».\r\n\r\nInvece…\r\n«Ci ha preso troppo tardi».\r\n\r\nLa situazione era già compromessa?\r\n«Lui s’è trovato a gennaio e ha cercato di dare alla squadra quelle piccole sicurezze che non avevamo. Ma, appunto, ci ha preso troppo tardi».\r\n\r\nIl vostro peccato capitale?\r\n«Forse a un certo punto ci siamo illusi e il risveglio è stato troppo brusco».\r\n\r\nLì s’è rotto tutto.\r\n«Il fatto è che quando le cose iniziano ad andare male, poi finisce che finiscono peggio».\r\n\r\nMagari tutte le voci, sulla società, sul mercato, sull’allenatore vi hanno distratto. Troppe chiacchiere?\r\n«Non penso. Fosse stato quello a condizionare la squadra, saremmo dovuti andare in confusione già a novembre. Ma non è successo».\r\n\r\nNella prossima stagione ci sarà ancora lei?\r\n«Spero di essere il portiere della Juventus anche in futuro, di certo lo sarò per le prossime due partite. Nel caso di una mia decisione o di una decisione della società, lo saprete. Ma ora, ripeto, non c’è nulla».

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