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Buffon: “Ci giochiamo tanto in queste partite”

Scritto da Redazione JM

Gianluigi Buffon, capitano della Juventus, ha parlato a Sky e Mediaset al rientro a Vinovo dalla parentesi con la nazionale italiana

Gianluigi Buffon è rientrato a Vinovo. Chiusa la parentesi con la nazionale italiana, il capitano della Juventus si rituffa nel campionato, in un momento assai felice per la sua carriera, nella quale si sono aggiunti ulteriori record. “Sicuramente devo ringraziare “Madre natura” per le doti fisiche che mi ha dato, ma il vero ingrediente che non è mai mancato è stata una grande lucidità e forza mentale - ha detto oggi a Sky e Mediaset - Nella mia carriera è stata molto importante anche la famiglia in cui sono cresciuto, i valori che mi hanno trasmesso, e il modo di saper gestire il successo. Avere avuto una famiglia di sportivi di alto livello mi ha senza dubbio facilitato il compito, aiutandomi a non esaltarmi nei momenti di grande euforia ed a reagire nei momenti di difficoltà. Il secondo elemento di longevità è stato il volermi migliorare sempre, come uomo e come sportivo, e questa è una regola di vita che vale nello sport così come nella vita di tutti i giorni. Un terzo elemento è stato lo stare bene in un gruppo di lavoro, dare rispetto e stima ai miei compagni, tanto da far diventare naturale il riceverlo. Solo sulle basi della stima e del rispetto, un gruppo può veramente crescere e diventare vincente”.

Ora la Juventus è attesa da un ciclo terribile: si giocheranno praticamente 4 partite in poco più di 10 giorni, due contro il Napoli (campionato e coppa Italia), poi il Chievo (ancora campionato) e il Barcellona.

“Ci giochiamo tanto, ma è proprio per questo che lavoriamo. Alle nostre spalle ci sono nove mesi di lavoro - prosegue Buffon - per arrivare a questo punto della stagione, in questa condizione e con questa classifica. Credo che sia la parte bella, la parte per la quale ogni giocatore fa questo lavoro, e la vogliamo vivere da protagonisti. Ora abbiamo la possibilità di raccogliere qualche frutto importante, seminato in tutti questi mesi. Quando siamo partiti a luglio, credo che tutti quanti avremmo firmato per essere in queste condizioni in questa fase della stagione: in Champions, in campionato e in Coppa Italia. Ad oggi non abbiamo tradito le attese, siamo stati bravi e dobbiamo essere orgogliosi di quanto abbiamo fatto, però questo è il momento nel quale si concretizza veramente l'obiettivo e dobbiamo essere più cinici che mai e fare ancora più sacrifici”.

A Napoli la Juventus sarà attesa da un clima infuocato, reso ancora più caldo da polemiche alimentate da qualcuno che probabilmente ha interessi affinché si parli meno possibile di calcio giocato. Per i bianconeri sarà difficile, ma se superassero brillantemente questa doppia prova, la ricompensa sarebbe altissima.

“Arriviamo a Napoli sicuramente bene - sottolinea ancora il capitano - , reduci da ottimi risultati, e con molta autostima. Sappiamo, però, che incontreremo una squadra con valori importanti, che gioca un bel calcio e che ci ha sempre messo in difficoltà. Grandi meriti vanno all'allenatore, perché è innegabile che abbiano una filosofia di gioco e un'identità ben riconoscibile, e tantissimi meriti vanno anche ai giocatori. Rispettiamo molto i nostri avversari, pur consapevoli di essere temuti e di poter far male anche noi a loro. Questo sarà il bello della sfida: due squadre che si affronteranno per farsi male, nel rispetto dei valori dello sport e della lealtà”.

Poi, ci sarà da affrontare il Barcellona per i quarti di finale di Champions League: il primo confronto sarà a Torino, poi il ritorno al Camp Nou.

“Chi non ha il coraggio di dire che queste sfide fanno paura, o è bugiardo, o non può più fare sport ad alti livelli, perché non percepisce delle emozioni. Come dico sempre, l'importante non è il non aver paura, cosa che in certe sfide è quasi impossibile, ma trovare il coraggio per affrontarla. Questa è la vera chiave di tutto. Le sfide che andremo ad affrontare saranno molto delicate, per vincere ci vorrà la Juve migliore, sia come gruppo, sia come singoli”, evidenzia.

La Champions, del resto, regala sempre emozioni ed è il trofeo che a Buffon manca più di tutto il resto:

“Ho delle sensazioni e delle emozioni sempre belle e positive. Alla fine, quello che mi regala una partita di Champions, non me lo regala nient'altro. Per me è bellissimo esserci, battermi ed essere protagonista: questo è il massimo della vita. Dovessi vincerla, sarei felicissimo, ma non dovessi riuscirci ringrazierei comunque per sempre la Champions per le emozioni che mi ha regalato. Mille partite alle spalle? Ne voglio aggiungere qualcuna, di grande qualità: è sempre la qualità a fare la differenza, anche se io ci ho messo anche molta quantità, ad essere sincero (ride, n.d.r.). Sono pronto a tutto, anche a rivedere pensieri che ad oggi mi sembrano certezze: la cosa che sicuramente voglio impormi è di giocare ad altissimi livelli le partite che ho davanti”.

Tornando al procedimento sportivo che ci sarà contro la Juventus e il presidente Agnelli, il numero uno della Juve ribadisce:

“Per quel che riguarda questo caso specifico, non conosco i fatti e non posso aggiungere nulla perché credo che abbia già risposto in maniera più che esauriente il mio Presidente una settimana fa. Per quanto riguarda i tifosi - continua - , fanno parte della società civile: se possono andare allo stadio, o girare per la strada, significa che sono cittadini come gli altri”.

Infine, una battuta sulla foto di Barzagli al ristorante dopo il permesso di Ventura:

“Andrea è andato via dal ritiro perché ha manifestato dei problemi, con il consenso dell'allenatore. Non è andato via in barella in seguito a un grave infortunio, quindi ci sta che la sera sia andato a cena in un locale, in compagnia della propria famiglia, e che qualcuno, essendo un personaggio pubblico, gli abbia fatto una foto, poi pubblicata sui social. Non capisco dove sia il problema - conclude Buffon - , e non l'ho capito fin dal primo minuto”. 

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