Buffon difende la stella di Conte: “Ha dato tutto per la Juve”

L’ex capitano della Juventus difende l’attuale allenatore dell’Inter

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Gianluigi Buffon ha preso parte al festival dello Sport organizzato da La Gazzetta dello Sport. L’ex capitano della Juventus ha colto l’occasione per difendere Antonio Conte da quei tifosi bianconeri – decine di migliaia – che hanno firmato la petizione per togliere la sua stella dall’Allianz Stadium. “Gli voglio un bene dell’anima, è stato mio compagno di squadra, mio capitano e poi mio allenatore. Lo conosco come persona e professionista, ha alto grado di professionalità e correttezza verso il gruppo. Non dorme la notte se la sua squadra non capisce cosa chiede. I tifosi? Li capisco se ci rimangono male, ma Antonio va stimato – insiste – perché ha dato tutto per la Juve e ha ottenuto risultati. Le scelte si possono discutere, ma quel che ha dato e ricevuto dalla Juve è qualcosa di importante. Lui è sicuramente l’allenatore più duro, Sarri il più pignolo”.

Buffon: “Juve? Ho sentito il richiamo di casa”

Insomma, anche a costo di diventare impopolare, Buffon difende l’ex compagno e allenatore della Juventus, che ha ora deciso di passare dall’altra parte della barricata diventando tecnico e “primo tifoso” dell’Inter. Quanto al suo ritorno a Torino, l’esperto estremo difensore spiega: “Riguarda anche un riassetto famigliare dopo l’anno a Parigi. Andare via mi ha reso una persona più completa, ringrazio il Psg perché senza di loro avrei smesso di giocare. Sentii il richiamo di casa ripensando alla famiglia, ho deciso per questo di tornare a Torino. Si chiude il cerchio con i compagni di una vita – sottolinea – , anche se con un ruolo meno importante rispetto a prima. Sono comunque soddisfatto, vedere che i compagni mi osservano mi dà la forza di giocare ancora”.

Ronaldo… quel figlio di…

Con il ritorno di Barzagli in qualità di collaboratore di Sarri, inoltre, si è ricomposta la BBC: “Il nostro è un rapporto che pochissime volte nasce in un mondo normale. A loro va un grande plauso, non c’era competizione con me, ma tra loro. Abbiamo fiducia totale, ci vogliamo bene e ci apprezziamo come persone”, rivela. Infine, una battuta su Cristiano Ronaldo, per tanti anni avversario oggi compagno di squadra. “Dopo la rovesciata gli chiesi quanti anni avesse e mi rispose: ’33, non male vero?’. Pensai ‘che figlio di…’. Se non li puoi combattere, unisciti a loro. Cristiano è un ragazzo a modo, interagisce con i compagni, è stata una piacevole scoperta. Pallone d’Oro? Se lo vince è perché la Juve ha conquistato qualcosa di importante. Sarebbe anche ora”, conclude Buffon.