Bonucci: “Se il campionato non finisce, non si assegni lo scudetto”

Il numero 19 della Juventus si racconta alla Gazzetta e parla anche dell’imminente ripresa

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Leonardo Bonucci torna a parlare e lo fa tramite un’intervista concessa oggi a ‘La Gazzetta dello Sport’. Il numero 19 della Juventus è felicissimo per il fatto che si torni a giocare, ma la sua posizione non si discosta da quella del presidente Agnelli: se non si riesce a completare la stagione, no a playoff e algoritmi, lo scudetto deve restare non assegnato. “Io spero che si arrivi alla fine normale del campionato – ammette Bonucci – Se non fosse così nascerebbero un sacco di storie, polemiche, ricorsi… Io non sono favorevole ad altre ipotesi. Se ci si ferma, meglio finirla lì e non assegnare nulla. Speriamo di arrivare al 2 agosto e decretare un vincitore. Sperando sia la Juve…”.

Bonucci: “Allegri maestro dello spogliatoio”

In caso di stop, il vicecapitano bianconero sa che se lo scudetto fosse assegnato alla Juventus ci sarebbero polemiche, mentre lo dessero a qualcun altro sarebbe il tricolore della rinascita. Tornando al recente passato, però, il difensore viterbese traccia le differenze tra la gestione Allegri e il nuovo corso targato mister Sarri. “Sono evidenti. Allegri è bravissimo a gestire lo spogliatoio, i momenti più difficili di una stagione, a far capire alla squadra come gestire il tempo di un match. Lui, nei suoi cinque anni, in questo è stato un maestro – evidenzia Bonucci – Sarri è un meticoloso, appassionato di tattica, a cui piace far giocare bene la squadra. Ha imparato anche lui, in questi mesi di Juve, cosa significa stare nel mondo bianconero, in cui, per l’esposizione, non viene mai perdonato nulla. Da quando è con noi ho visto una crescita importante. Ha un gran bagaglio di conoscenze calcistiche ma ha saputo mettersi in discussione, ha avuto l’umiltà di capire le dinamiche di questo collettivo. Sono stato piacevolmente sorpreso, davvero. Abbiamo contatti quotidiani, momenti di confronto. È uno che vuole migliorare. Come voglio migliorare io, capendo il suo calcio. Che è originale, diverso da quelli che ho conosciuto prima”.

L’anno difficile al Milan

La stagione riprenderà dalla sfida di Coppa Italia contro il Milan, la squadra che Bonucci decise di raggiungere nel 2017, salvo poi pentirsene dopo pochi mesi. “Sì, fu un anno difficile per me. Sia a livello personale che lavorativo. C’erano stati screzi e io, alla fine, specie dopo la sconfitta in Champions, ho preso una decisione poco lucida. Però devo dire che quella scelta, che certo mi ha condizionato la carriera, mi ha migliorato come uomo. Quei mesi al Milan – ricorda ancora – mi hanno consentito di guardarmi dentro e capire che il mio posto era nella Juventus, in questa che sento come la mia famiglia. Ho conosciuto al Milan persone belle, prima tra queste Rino Gattuso. È stato un anno difficile. Ma non inutile. Al termine del quale sono stato molto contento di tornare a casa”.

Tornando all’attualità, i giocatori della Juventus sono stati professionali durante il lockdown e, manco a dirlo, Ronaldo ha ripreso già in forma smagliante: “Come l’ho trovato? Come l’avevo lasciato. Lui è un super atleta, grande professionista. Mi ha raccontato quello che ha fatto per mantenere la forma durante la quarantena. Si è presentato in condizione perfetta. Lui – insiste – non riesce a stupire, è un fuoriclasse, da tutti i punti di vista”. Infine una battuta sull’attaccante più difficile da marcare, che indirettamente dà anche un consiglio di mercato alla Juve: “Non si sorprenda se le dico Zapata. È grande, spigoloso, ha potenza, è rapido. Quando lo affronto ho un pensiero in più. I grandi giocatori colpiscono appena perdi concentrazione”. E quando la Juventus ha giocato contro l’Atalanta, Zapata spesso e volentieri ha mandato Bonucci in bambola.