Bologna-Juve 1-4: Rabiot si conferma, Dybala è tornato

Top e flop della Juventus nella partita di Bologna

bologna juventus rabiot dybala

Bologna-Juventus 1-4: il meglio e il peggio della sfida del Dall’Ara che ci ha dato la Champions.

SZCZESNY 6 – Spettatore non pagante, sia nel primo che nel secondo tempo, può, con tutta tranquillità, finire di leggere il Don Chisciotte. È così preso dalla lettura che felice lascia il posto a Sancho Panza, nella seconda frazione.

PINSOGLIO 6 – “Sono il migliore in quello che faccio, ma quello che faccio non è piacevole”, dice Wolverine degli X-Men e Pinsoglio ha lo stesso problema. Tutto l’anno in panchina, con la pioggia, la neve e il vento. Con la febbre e con la tosse; ma lui lo fa con generosità.

CUADRADO 6 – La vampira indiana è il film considerato il padre nobile degli Spaghetti Western. Fu girato nel 1913 dal padre di Sergio Leone. La trama è un mistero insondabile, così come la partita di Juan Cuadrado che resta mesmerizzato e defilato, in una notte in cui segnano tutti, anche Kulusevski in fuorigioco.

CHIELLINI 6 – Heatthcliff è un uomo rozzo e violento che fa di tutto per distruggere la vita delle persone che ama di più. Nelle pagine di Cime Tempestose esercita la sua brutalità in maniera costante. Scosso da questo personaggio “larger than life”, Chiellini fa meno danni del solito, ma sempre con troppa irruenza, mentre gli attaccanti avversari hanno chiuso le prenotazioni a Formentera.

ARTHUR 6 – Entra mentre ormai si è in modalità scampagnata in Val Brembana.

DE LIGT 6 – L’assist del portiere è stata la sua vittoria. Leggere il dottor Zhivago anche. Non si può continuare a passare la palla lateralmente, come se le frasi dello scrittore fossero delle semplici boutade. La forma è sostanza e la sostanza è forma. E allora viva il lancio lungo. Soprattutto se porta al gol.

BONUCCI 5.5 – Il classico dei mutamenti o I Ching è il primo testo della letteratura cinese, sopravvissuto alla distruzione operata dall’imperatore Qin Shi Huangdi. Bonucci è l’unico della BBC che, sicuramente, continuerà a giocare anche il prossimo anno. Se rimanesse a Torino, non seguendo la via dell’esagramma del viandante, lo dovrebbe fare dopo un bagno di umiltà: lasciare impostare a De Ligt.

ALEX SANDRO 6 – Occhio di Falco è un personaggio improbabile. Mentre i cattivi si sbizzarriscono nel lanciare bombe termonucleari, lui scaglia frecce. Ce le ha per tutti i gusti: esplosive, stordenti, palla prigioniera, fragola e cioccolato. Ieri sera Alex Sandro ha usato: vittoria e a casa presto, senza doccia.

DANILO 6.5 – Danilo fa un’annata fantastica, la Juve raggiunge la Champions League all’ultima giornata e i Maneskin vincono l’Eurovision dopo Rita Pavone e Toto Cutugno: una delle tre frasi è credibile, ma sicuramente falsa; eppure ho dei dubbi.

BERNARDESCHI 6 – La modalità del match è scapoli e ammogliati. E lui si trova a proprio agio

RABIOT 7 – Cappuccetto Rosso alle origini era un horror. La mamma gliel’ha raccontato, prima di scendere in campo, nella versione nuda e cruda; ma questa volta Adrien non si è fatto spaventare; nemmeno lui ha creduto che dopo esser finiti nella pancia del lupo si possa tornare in vita. E poi segna anche un gol. Altro che il cacciatore.

MCKENNIE 6 – In una partita come questa nessuno prende un voto negativo; è come il quarto libro di Harry Potter: attendi che la stagione finisca e venga pubblicato il seguito

CHIESA 7 – Sembra uno dei visitatori, umani, del “Pianeta proibito”. Dove qualcosa accade, ma le regole sono così stringenti che “tanto non si può fare”. Perché decide la società, l’allenatore, i senatori e i compagni più in forma; ma lui tira in porta.  Eroico invincibile fante del calcio offensivo.

KULUSEVSKI 7 – Come fa la Bat Mobile a eludere i radar? E come mai nessuno si accorge che Superman è Clark Kent? E come mai il dottor Inferno sapendo qual è il luogo in cui si nasconde Mazinger Z, non lo distrugge, ma continua ad attaccare, inutilmente, Tokyo? Fa anche un super gol, ieri, ma glielo annullano.

DYBALA 7.5 – Ieri è stato un piacere vederlo giocare. Lo stesso piacere che si ha con le pagine del “Limite estremo” di Conrad; si prosegue perché non si è interessati a sapere come finisce la storia; il finale è nell’aria dalla prima pagina. Ogni parola, come ogni giocata, è pregna di significato. Ma forse solo perché gli altri erano già in vacanza.

MORATA 7 – Ha fatto incetta di libri dalla libreria di Ronaldo (che ricordiamolo conta trentaduemila testi- escludendo le ristampe e i libri rari: una copia da lettura e una da collezione): il Marchese de Sade, Tropico del Cancro e segna due gol. La dieta letteraria lo influenza troppo; alternando momenti epici, a preliminari interminabili.

PIRLO 6 – The Army of the Dead di Zack Snyder è un pessimo film. Scritto male e pensato peggio. Gli zombi che ragionano. La testa della regina che è viva anche se è staccata dal corpo. La regina incinta che va a procacciarsi la carne da sola. I dialoghi da baci perugina. La figlia del protagonista che deve andare a salvare l’amica, invece di accudirne i figli, e ne causa, come da copione, la morte. E potrei continuare; poi vedi che anche Szczesny fa l’assist sul quarto gol e ti domandi come mai la stagione sia andata a donne di facili costumi.

TENET IN THE DARK – (Riavvolgiamo il tempo e cambiamo il passato, consapevoli di ciò che è accaduto nel futuro)

La regolarità del campionato non viene sancita dal momento in cui comincia o finisce una partita.

Il senso del ridicolo sono quei dieci minuti in cui si è costretti ad attendere che comincino le partite in contemporanea.

E forse non è un caso che l’attesa generi due gol su due azioni, una di seguito all’altra, appena ripresosi a giocare (di cui uno annullato).

Ma davvero pochi istanti, pochi frammenti, poche emozioni possono influire sul risultato di un’altra partita, che si gioca a chilometri di distanza? Non sono tutti professionisti?