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Benvenuto Maurizio Sorry: brava Juve, ora hai un alibi

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Ora è ufficiale: Maurizio Sarri è il nuovo allenatore della Juventus. No, non tiratevi schiaffi sulle guance, non gettatevi addosso secchiate di acqua fredda, non fate nulla di tutto ciò.

Già, perché non si tratta di un brutto incubo dal quale non vedete l’ora di svegliarvi, e nemmeno di un mancamento dovuto al recente aumento delle temperature. Potete bere tutta l’acqua che volete e non uscire nelle ore più calde della giornata, ma in questo caso non cambierà proprio nulla.

E allora sì, benvenuto Maurizio Sarri, o forse sarebbe meglio chiamarti Maurizio Sorry, il re delle scuse. Ora difenderai la maglia a strisce, quelle stesse strisce che, fino a un anno e mezzo fa, dicevi fossero fondamentali per ottenere calci di rigore e contro le quali spesso ti sei scagliato. Già, perché tu eri il “Comandante” che lottava contro il Palazzo e i cosiddetti “poteri forti”, che volevano al vertice una squadra sola… quella che ora alleni tu.

Sai Maurizio, qua a Torino l’inverno è freddo, molto freddo: a volte ghiaccia, a volte nevica, e spesso si gioca di sera, perché siamo impegnati con la Champions League, quella coppa che da tanti anni sognamo con tutto il nostro cuore. Ecco Maurizio, anche noi abbiamo il nostro “sogno nel cuore”, e speriamo che in giro per l’Europa non ci siano alberghi malandrini, capaci di far sparire altre “Coppe dalle grandi orecchie”. No, non riusciremmo a sopportarlo.

E il fatturato? Ehhhh Maurizio, non ci siamo ancora. In Italia sarai davanti a tutti sotto questo punto di vista, quindi ti consiglio di mettere una bella croce su questo alibi, ma in Europa il discorso è ben diverso. Tante, troppe squadre fatturano più di noi e possono permettersi campagne acquisti ben diverse dalla nostra… beh, altrimenti sulla panchina della Juventus, molto probabilmente, non ti saresti seduto tu.

Poi mi raccomando, caro Maurizio, la sensibilità. Qua a Torino non ti perdoneranno più certe parole, certi atteggiamenti, certi gesti. Ricordatelo Maurizio, certe cose non farle più, perché ora le risate si trasformeranno in indignazione, il sostegno di tutti in brutale attacco.

Sia chiaro Maurizio, la tuta non c’entra nulla, le perplessità sono ben altre. Lippi ha vinto in tuta, Klopp ha vinto in tuta e nemmeno Guardiola si veste poi così bene. Ma ho paura… ho paura di questo improvviso cambio di direzione della società, che ha sacrificato in toto un proprio storico modus operandi pur di andare incontro alla quasi unanime richiesta del “bel giuoco”.

Il problema è che quest’anno, in troppi, hanno visto solo la finale di Europa League. Chi ha seguito la Premier, però, sa benissimo che il calcio espresso dal Chelsea di Sarri è stato tutt’altro che bello. Ricordiamoci le proteste dei tifosi Blues, che ormai disperati volevano vendere i loro abbonamenti al grido “Fuck Sarri Ball”, che sono stati costretti a vivere delle vere e proprie umiliazioni e che talvolta hanno visto il loro “British Style” calpestato dall’allenatore italiano. La mancata stretta di mano a Guardiola dopo il netto 6-0 patito contro il Manchester City, solo per citare un episodio, è la perfetta sintesi di ciò che in Inghilterra non vogliono vedere… perché a noi potrà sembrare strano, ma in certi campionati alcuni gesti contano più dei trofei effettivamente conquistati.

Che poi, se vogliamo parlare di successi, il discorso non cambia più di tanto…