Barcellona-Juve 0-3: Messi e compagni salutano la capolista

Una notte magica per la Juve in casa del Barcellona: una vittoria importante per il sorteggio e il prosieguo della stagione

In fin dei conti serviva (quasi) un’impresa. Ebbene sì, l’impresa è stata compiuta: 3-0 per la Juventus al Camp Nou contro il Barcellona. Grazie a questa rotonda, sonora e (stra)meritata vittoria, la Juve si aggiudica il primato del gruppo G di Champions per via della differenza reti che avvantaggia la Vecchia Signora. Prestazione strepitosa quella di Madama nel fortino blaugrana, spietatamente espugnato da una Juventus sontuosa.

Già dalle prime battute di gara i Bianconeri mostrano una spiccata personalità, imponendo il proprio gioco con qualità e convinzione. Dopo un quarto d’ora scarso, ecco l’1-0 su rigore firmato da Cristiano Ronaldo. Poi, sette minuti dopo, arriva lo splendido raddoppio di McKennie, che in acrobazia deposita il pallone in fondo al sacco. I campioni d’Italia dominano in lungo e in largo, fraseggiando corto attraverso scambi brillanti e cercando di verticalizzare in maniera repentina. Lodevole anche la fase di non possesso, incentrata su un pressing ultraoffensivo alternato a una fase difensiva corale che coinvolge anche Morata e CR7, segno tangibile, questo, di elogiabile spirito d’abnegazione, unità d’intenti e coesione. Il Barça non ci sta, dunque ci pensa Leo Messi a suonare la carica con due squilli che impegnano Gigi Buffon.

Al rientro sul rettangolo verde, appena trascorsi sette minuti, ecco il 3-0 di Ronaldo ancora su penalty. Gli Azulgrana crescono di tono, si catapultano in costante proiezione offensiva soprattutto con Messi e Griezmann (traversa per lui), ma la tenuta difensiva della Signora è tetragona, granitica, come il marchio di fabbrica dei Bianconeri impone. I ragazzi di Pirlo (raggiante nell’intervista post-partita) non restano certo a guardare, perché creano e producono azioni pericolose, tanto da arrivare al 4-0 di Bonucci poi annullato dal VAR per un fuorigioco.

Dunque, una notte magica quella della Juventus al Camp Nou di Barcellona. I Blaugrana avevano vinto cinque match su cinque in Champions, ma subiscono l’eterno fascino della Signora, inchinandosi prima, e cadendo ai suoi piedi poi. Vittoria memorabile quella degli uomini di Andrea Pirlo, che al suo debutto da allenatore conclude un girone di Champions League come fosse un veterano della panchina. Successo che vale oro colato, non soltanto in ottica sorteggio, ma anche per il morale, in particolar modo pensando all’immediato futuro. Chapeau!

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