Editoriali

Atlético Madrid – Juventus: ruggiti da Champions al Wanda Metropolitano

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Archiviata la pratica Frosinone, la Juventus affronterà l’Atlético Madrid in una supersfida incandescente. Vincere con un clean sheet l’obiettivo

-24 non indica la temperatura media invernale di una città siberiana o scandinava,  ma le ore che mancano a un big match attesissimo dall’intero popolo bianconero: Atlético MadridJuventus. La gara d’andata valevole per gli Ottavi di Finale di Champions si disputerà mercoledì 20, ore 21:00, al Wanda Metropolitano, stadio letteralmente incantevole dove si terrà la finalissima di Champions League. Dalla meravigliosa arena spagnola partirà la marcia della truppa di Allegri nel tentativo di conquistare la tanto agognata coppa dalle grandi orecchie, traguardo fondamentale per l’attuale stagione della Juve e grandissimo sogno di tutta la tifoseria juventina. I Colchoneros giungeranno alla partita in uno stato di forma tutt’altro che smagliante: 3 miseri punti nelle ultime tre giornate, con soli 2 gol realizzati e 4 subiti. Uno score, questo, assai negativo soprattutto per la difesa, dall’era Simeone autentico punto di forza dei Rojiblancos.

L’Atlético Madrid, secondo in Liga, con solo il quinto miglior attacco del torneo (34 reti realizzate), ma la miglior retroguardia del campionato (17 gol subiti), eccezion fatta per l’unico indisponibile Lucas Hernardez si presenterà davanti al proprio pubblico con tutti gli effettivi a disposizione. Molto probabile il canonico 4-4-2 di stampo simeoniano formato da: Oblak; Juanfran (Arias), Giménez, Godín, Filipe Luís; Koke (Correa), Rodrigo, Thomas Partey, Saúl Níguez (Lemar);  Morata, Griezmann.

La Juve è reduce dal perentorio 3-0 casalingo con il Frosinone, incontro in cui Madama sì è mostrata pratica e concreta in fase offensiva, esprimendo per giunta una buonissima qualità del gioco, nonché ordinata e concentrata in fase di non possesso. Senza mai soffrire, Chiellini e compagni  hanno vinto con il secondo clean sheet consecutivo dopo quello di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Dato, questo, molto confortante proprio in vista della Champions. La Vecchia Signora potrà contare sull’organico al completo, ad esclusione di Douglas Costa, Cuadrado fuori dalla lista a causa della sua lunga degenza e Khedira, che come riporta il sito ufficiale della società «è rimasto a Torino per degli accertamenti medici, dai quali è emersa l’opportunità di effettuare uno studio elettrofisiologico ed eventuale trattamento di un’aritmia atriale comparsa nella giornata odierna». Allegri sembrerebbe intenzionato a schierare la sua squadra con un 4-3-2-1 così composto: Szczesny; De Sciglio (Cancelo), Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Bentancur (Emre Can), Pjanic, Matuidi; Dybala, Cristiano Ronaldo; Mandzukic.

Atlético Madrid – Juventus: la disquisizione tattica

La fase di possesso dell’Atlético Madrid, sovente, prevede che segnatamente l’esterno basso di sinistra debba aprirsi e salire, spesso per scambiare corto con la seconda punta, abile nell’abbassarsi tra le linee e servire sulla corsa il terzino, che così può effettuare cross tagliati verso il centro dell’area. Altra caratteristica dei Colchoneros è l’avvio di transizioni positive che si snodano attraverso un rapido attacco diretto volto a innescare le punte, prontissime ad attaccare lo spazio. In fase di non possesso, invece, l’Atlético tende ad accorciare in avanti in blocco per chiudere gli appoggi in zona laterale. Inoltre, la prima e la seconda linea si dispongono molto strette e corte per impedire agli avversari di giocare in verticale, costringendoli a un palleggio prolungato o ad allargare il gioco sulle fasce. Invece, per ciò che concerne le transizioni negative, spesso e volentieri la terza linea accorcia ferocemente in avanti a caccia dell’anticipo, sino ad arrivare a metà campo.  Ma questo, se effettuato erroneamente, concede immense praterie centrali di 40-50 metri agli attaccanti avversari. Altra peculiarità delle transizioni negative dei Rojiblancos è la riaggressione immediata in zona palla, con l’intento di recuperare subito il possesso e soffocare sul nascere la ripartenza avversaria.

La Juventus dovrà cercare di trovare la via della rete con pazienza e raziocinio, muovendo la sfera da un lato all’altro del manto erboso sfruttando le corsie esterne. Un’altra chiave importante del match, per i bianconeri, potrebbe essere la verticalità fulminea una volta recuperato il pallone, proprio perché l’Atlético Madrid ha la tendenza di provare a tutti i costi l’anticipo, creando in alcuni casi invitanti varchi centrali. Quanto alla fase di non possesso, più di tutto, vietato concedere situazioni di palla scoperta specialmente a Griezmann, che funge da vero regista (offensivo). Sarà necessario alzarsi velocemente in pressione su di lui appena entrerà in possesso del pallone, onde evitare che faccia il bello e il cattivo tempo. Battere i Colchoneros mantenendo la porta inviolata sarebbe un risultato eccellente per la Juve. Obiettivo difficile, ma tutt’altro che impossibile, specie se si considerano le attuali difficoltà difensive della formazione di Diego Simeone. Adattando per l’occasione il titolo di un celeberrimo film del 1977, “La febbre per mercoledì sera” sta salendo vertiginosamente. E l’irrefrenabile desiderio di tutti i tifosi juventini è che l’elegante Vecchia Signora di bianconero vestita si trasformi in una leonessa dagli occhi di fuoco. Dalle 21:00 fino al triplice fischio.