Atalanta-Juventus: urge un veemente cambio di passo

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Atalanta-Juventus, semifinale di andata Coppa Italia Tim 2017-2018 – Il match del Bentegodi di Verona, dove la Juve ha battuto il Chievo per 2-0, ha evidenziato alcuni attuali limiti della formazione bianconera. Se da un lato i tre punti sono stati oro colato in virtù dell’inseguimento sul Napoli, dall’altro è doveroso sottolineare una prestazione tutt’altro che sfavillante da parte degli uomini di Massimiliano Allegri. La Vecchia Signora non ha rischiato praticamente nulla in oltre novanta minuti, in cui Szczesny è stato sostanzialmente inoperoso, spettatore non pagante. Ma è pur vero che Madama non ha rubato l’occhio, soprattutto sotto l’aspetto della qualità del gioco e della brillantezza atletica. Ebbene, occorre necessariamente cambiare marcia già per la sfida di semifinale d’andata di Coppa Italia con la Deaguidata dall’ottimo Gian Piero Gasperini,in programma martedì 30 gennaio alle 20:45. Il tecnico di Grugliasco dovrebbe varare un 3-4-2-1 schierando Berisha; Toloi, Caldara, Masiello; Hateboer, Cristante, Freuler, Spinazzola; Ilicic, Gomez; Petagna (Cornelius). L’allenatore labronico, invece, pare possa opporre un 4-3-3 formato da Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Bentancur (Pjanic), Matuidi; Douglas Costa (Bernardeschi), Higuain, Mandzukic. Per i bianconeri, ancora ai box Howedes, Cuadrado e Dybala, mentre Marchisio è oramai abile e arruolabile, ma partirà con ogni probabilità dalla panchina.

Atalanta-Juventus: le valutazioni tattiche

L’Atalanta diretta dalle sapienti mani dell’ex di turno Gasperini sta stupendo anche in questa stagione, non solo per il suo piazzamento in classifica (momentaneamente ottava con 33 punti, in piena corsa per l’Europa League), ma anche per l’eccellente standard qualitativo delle sue prestazioni. La compagine orobica è una squadra che gioca sovente sopra ritmo, mostrando un sorprendente furore agonistico. Nella fase di non possesso, spesso e volentieri, esercita una pressione molto alta e aggressiva sul portatore di palla avversario, per poi ripartire fulmineamente in contropiede. In fase di possesso, invece, sfrutta le fasce in modo frequente, cercando più volte continue sovrapposizioni. Inoltre, si affida parecchio al talento cristallino del Papu Gomez, che partendo largo da sinistra, converge verso il centro per provare il classico tiro a giro sul palo lungo o l’assist chirurgico per il compagno meglio piazzato. Di importanza fondamentale è anche il lavoro (in alcuni casi sporco) che svolge la prima punta, Petagna o Cornelius. Il terminale offensivo di turno ha il compito di proteggere il pallone per favorire l’inserimento improvviso delle due mezze ali (Cristante, Freuler o chi per loro), che tentano sistematicamente la percussione centrale.

La Juventus, rispetto all’ultima gara contro il Chievo, dovrà essere impeccabile nella circolazione della palla, possibilmente molto rapida e a due tocchi al massimo. Poi, per cercare di sorprendere la terza linea di Gasperini, spesso tenuta alta, dovrebbe verticalizzare improvvisamente verso la punta centrale (in questo caso Higuain) o sugli esterni alti (Douglas Costa o Bernardeschi e Mandzukic), in maniera tale da creare reali pericoli dalle parti di Berisha. L’obiettivo cogente è quello di segnare almeno una rete in ottica ritorno all’Allianz Stadium di Torino. Madama non dovrà assolutamente accontentarsi dello 0-0, sarebbe un errore madornale. Dunque, meglio mettere fieno in cascina sin da subito, anche per scongiurare eventuali attentati alle coronarie nel return match previsto per mercoledì 28 febbraio.