Calciopoli & Co Editoriali

Anche il Guerin Sportivo è rimasto al 2006: qualcuno li riporti avanti nel tempo

“Venghino siori venghino… altro giro altro regalo”. Sembra che il circo (mediatico) calciopolaro non possa mai avere fine. Neanche davanti all’evidenza. Mentre i giudici del processo Gea rendono note le motivazioni della sentenza per la quale non è mai esistita ‘associazione a delinquere’, e mentre lunedì Moggi e Giraudo si avviano verso una ‘non radiazione’, c’è ancora chi come tale Francesco Aquino, per il Guerin Sportiv0 riesce a scrivere una serie immane di corbellerie prive di qualunque fondamento nella realtà. \r\nVi faccio leggere la sua introduzione e poi vediamo di smontare tutti i punti proposti sia ai colpevolisti, che agli innocentisti.\r\n\r\n“5 anni e 8 mesi di reclusione. Questa la richiesta dei PM di Napoli Capuano e Narducci per Luciano Moggi, reo di essere stato a capo di una “cupola” che mirava a controllare le decisioni arbitrali e di conseguenza manipolava partite e risultati. Questa l’ultima pagina scritta di Calciopoli. Il più grande scandalo del calcio italiano. Una bomba scoppiata nel maggio 2006 e che ha distanza di 5 anni, ancora (in ambito penale) non ha dato una sentenza definitiva.\r\n Secondo le prove in possesso dei Pm, dunque, Lucianone è colpevole. Se ne sono dette tante. Sono state pubblicate e analizzate centinaia d’intercettazioni. Lo stesso Moggi si è sempre dichiarato innocente, sostenendo che lui non era il solo ad avere rapporti con i designatori arbitrali Bergamo e Pairetto.\r\n La Juve, in ambito sportivo, ha pagato il prezzo più alto. Altre squadre, piano piano, sono riuscite a risollevarsi. Da allora molto è cambiato. La stessa Federazione, coinvolta con Franco Carraro, ha dato avvio a un processo di rinnovamento guidato da Guido Rossi.\r\n Il popolo juventino ha sempre sostenuto l’ex direttore generale. Molti lo rimpiangono. Nessuno sapeva creare squadre vincenti come lui, dicono. La società bianconera, invece, fin da subito ne ha preso le distanze. Si è dichiarata colpevole e ha patteggiato la Serie B, per paura di sprofondare in C2.\r\n Sono state 39 le partite messe sotto inchiesta. Uno scudetto è stato revocato, un altro (quello del 2006) asseganto all’Inter di Moratti. Caos, polemiche, processi, sentenze, richieste. E ancora non è finita. A 5 anni di distanza vi chiediamo Luciano Moggi è veramente colpevole o innocente? Sarebbe giusto farlo pagare con 5 anni e 8 mesi di reclusione, come vogliono i PM?”\r\n\r\nColpevole, perché?\r\n1 – Centinaia d’intercettazioni nelle quali Moggi sembra “avere” una certa confidenza con i designatori arbitrali Bergamo e Pairetto.\r\n\r\nMa quali centinaia? Moggi è stato condannato dalla giustizia sportiva per 39 intercettazioni. Sono oltre 170mila quelle di cui la giustizia sportiva non ha tenuto conto e che coinvolgevano praticamente tutta o quasi la serie A.\r\n\r\n2 – Centinaia d’intercettazioni tra Moggi e dirigenti di altre squadre nelle quali, “questi ultimi” sembrano chiedere favori arbitrali all’ex DS della Juventus, al fine di raggiungere obiettivi come la salvezza o l’ingresso in Europa.\r\n\r\nAridaje! Erano poche decine le intercettazioni e al di là del fatto che gli stessi diretti interessati hanno più volte affermato di chiedere consigli o pareri, non ci sono riscontri nei match del fatto che alcuno abbia ottenuto un aiuto reale in termini di punti da Moggi o chicchessia. Come dice la sentenza sportiva stessa non ci sono partite “taroccate” e si è inventato appositamente il reato di ‘illecito strutturato’. \r\n\r\n3 – La Juventus, appena lo scandalo è scoppiato, ha scaricato la Triade e per mano del suo legale Cesare Zuccone, ha scelto di patteggiare la pena chiedendo la B con penalizzazione.\r\n\r\nChe fosse lo spauracchio o qualche gioco di potere, la società Juventus è stata complice ed ha rinunciato a difendersi, altrimenti la federazione sarebbe stata chiusa per i soli danni che avrebbe dovuto corrispondere alla Juventus.\r\n\r\n4 – Il processo sportivo ha emesso delle sentenze, ha penalizzato delle squadre, ha squalificato dirigenti. Inoltre i PM hanno provato che in alcune partite gli arbitri usavano il sistema di ammonizione “suggeritogli” da Moggi: un giocatore diffidato saltava il match successivo contro la Juve.\r\n\r\nIl processo si è svolto in 20 giorni e senza possibilità di difendersi. La sentenza era preconfezionata. I PM non hanno provato un bel niente: si sono basati sulle informative dei carabinieri, a loro volta copiate dai tabellini della Gazzetta e altri quotidiani, senza riguardare le partite e verificare che quanto scritto nei tabellini fosse corretto. Sono molteplici i casi in cui vengono riportate ammonizioni mai comminate e squalifiche mai avvenute contro la Juventus.\r\n\r\n5 – Schede telefoniche svizzere date da Moggi ad arbitri e non solo. La Juve patteggiò e venne multata di 300.000 euro.\r\n\r\nAd oggi nessuno è riuscito a provare alcun reato connesso alle schede svizzere, che erano, a differenza di quanto sostenuto dai PM e da addetti ai lavori poco ‘attenti’, assolutamente intercettabili. Perché non sono state intercettate?\r\n\r\nInnocente, perché?\r\n1 – Bergamo ha detto – in un talk show televisivo – che si sentiva anche con altri dirigenti, tra cui quelli dell’Inter e nel 2003/04 anche con Fabio Capello, allora allenatore della Roma.\r\n\r\nIn un talk show? E tutti i testimoni che hanno sfilato a Napoli? Sacchi, Minotti, Ancelotti… hanno tutti confermato che cenavano e parlavano con i designatori. Altri addirittura parlavano con arbitri e guardalinee in attività…\r\n\r\n2 – L’anno scorso sono emerse altre intercettazioni. Tra queste c’è anche Facchetti – ex dirigente dell’Inter – parlare con i designatori.\r\n\r\nFacchetti parlava con arbitri in attività (De Santis e Nucini), non solo con i designatori. Per di più entrava negli spogliatoi degli arbitri chiedendo in modo imbarazzante la vittoria di un match (il famoso 5-4-4 a Bertini). L’utilizzo di Nucini come cavallo di troia per smascherare i furbetti del calcio è solo la ciliegina sulla torta. Roba da mandarli in serie C, minimo.\r\n\r\n3 – Rapporto Moggi e De Santis, considerato un arbitro della “cupola”: Il 14 maggio 2009 il giudice su Lecce – Juve e Lecce – Fiorentina dice che non ci sono prove di collaborazione tra Lucianone e l’arbitro.\r\n\r\nDe Santis era un arbitro talmente cupolaro che con lui la Juventus aveva la media punti più bassa. Numerosi i torti subiti dalla Juventus proprio da De Santis e in un’occasione proprio contro l’Inter (la supercoppa italiana vinta dai nerazzurri, con gol regolare annulato a Trezeguet e gol di dubba validità dell’Inter). Solo un caso che De Santis si sentisse spesso con Facchetti.\r\n\r\n4 – Come capo di un’associazione a delinquere Moggi è stato anche accusato di pilotare giornalisti come Biscardi e il moviolista del “Processo” F. Baldas. Il giudice ha archiviato queste accuse dei dicendo che non c’erano prove sufficienti per dimostrare tale rapporto.\r\n\r\nSe ci aggiungiamo che secondo le informative del ten. col. Auricchio il Milan non disponeva di televisioni e non aveva alcun rapporto con Mediaset siamo ben oltre il ridicolo…\r\n\r\n5 – Il caso Gea. L’azienda di procura dei calciatori è stata considerata come un’arma dello stesso Moggi, al fine di manipolari giocatori. La sentenza del 25 Marzo ha detto che non esiste, in quel caso, un’associazione a delinquere finalizzata a controllare il traffico dei calciatori.\r\n\r\nE’ rimasto in piedi il reato di violenza privata per aver sbattuto in tribuna un calciatore che chiedeva l’aumento di ingaggio. Circostanza ripetutasi negli anni a seguire milioni di volte con protagonisti diversi. Vedi Zamparini, Lotito (per i casi Pandev e Ledesma)… Nessuno però ha mai indagato. Di che stiamo parlando?\r\n

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