Allegri: “Solo con i giovani più difficile vincere, si deve fare un mix”

Dopo la sconfitta contro la Fiorentina, Allegri dribbla le domande di mercato ma dà qualche indicazione

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Massimiliano Allegri non può essere soddisfatto al termine di Fiorentina-Juventus. “Nel primo tempo abbiamo sbagliato troppo negli ultimi trenta metri. Ma comunque c’eravamo allenati un giorno e mezzo e neanche tutti. Abbiamo concluso degnamente l’annata, ora pensiamo alla prossima”, ha esordito a Sky Sport.

Ora, inevitabile che l’attenzione si rivolga al mercato, ma il tecnico livornese al solito dribbla su questo argomento. “Nomi e cognomi? Non ce ne sono, parliamo con la società. Sono contento perché c’è unità d’intenti. Normale che diversi giocatori usciranno – conferma – Giorgio ha smesso, Paulo e Bernardeschi sono a fine contratto… Bisogna fare le cose con calma e lucidità, sistemando piano piano la squadra. Di Maria? Sono tutti nomi. Seguo i giornali, leggo un sacco di nomi. Da domani al lavoro? No, perché riposiamo, ma da dopodomani pensiamo a come sistemare la squadra. La base c’è, il prossimo anno dobbiamo fare meglio”.

Allegri: “Con soli giovani più difficile vincere”

L’argentino, così come Pogba, non scaldano il cuore dei tifosi, che vorrebbero calciatori più giovani: “Negli undici ci sono già diversi giovani: Vlahovic, Locatelli, De Ligt, Chiesa… Miretti ha fatto quattro partite buone – insiste Allegri – Piano piano la squadra e i giocatori crescono, anche se è normale si debba fare un mix. Con tutti giovani è più difficile vincere, un po’ di esperienza ci vuole, così che anche gli altri crescano. Locatelli al primo anno ha fatto molto bene, lo stesso Vlahovic, Chiesa ci è mancato molto. Abbiamo fatto ottimi investimenti, ma ci vuole equilibrio”.

Il calo dopo la sconfitta con l’Inter

Con questa stagione si chiude un cerchio che ha visto la Juve in costante calo di punti. “Tutti gli anni si parte con la rivoluzione, ma c’è un fattore psicologico. Siamo arrivati alla gara con l’Inter in cui ci giocavamo non dico lo scudetto – perché 83 punti non bastavano – ma raggiunto il quarto posto siamo calati. Settanta punti sono falsi, non dicono la verità sulla squadra. Raggiunto l’obiettivo la condizione psicologica viene a mancare. Per tornare a vincere è normale che si debba fare di più. Più gol, giocare in un altro modo… Ma non dobbiamo buttare tutto quello che abbiamo fatto, sarebbe un errore”, conclude l’allenatore della Juventus.