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Allegri scontento di questa Juve già da sei mesi: ecco perché

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Massimiliano Allegri non mollerà la Juve tanto facilmente. Il tecnico toscano, undici trofei in 5 anni (terzo allenatore più vincente della storia) ha preannunciato che nei prossimi giorni si vedrà con il presidente Andrea Agnelli. L’incontro più volte prospettato dai media si terrà solo prima della partita casalinga contro l’Atalanta e la conseguente festa scudetto. Nessun rinvio, di solito il faccia a faccia tra i due si tiene dopo l’ultima di campionato, prima di andare in vacanza. Stavolta si è anticipato di una settimana, a conferma che ci siano più distanze da colmare.

Si dice che Allegri chiederà un aumento di stipendio da 7 a 8, quasi 9. E non sarebbe nulla di strano considerato che, checché ne dicano tanti tifosi, ha fin qui sempre raggiunto l’obiettivo aziendale. C’è chi dopo anni sabbatici chiede 12 milioni (Conte), chi pur non avendo ancora vinto niente spara alto arrivando addirittura a 20 (Pochettino). Altri sostengono che il tecnico livornese voglia lavorare su un progetto triennale, ma visto che la durata dei contratti rimane solo una certezza sulla carta, è evidente che i problemi siano altri.

E lo ha fatto intendere chiaramente Allegri nella conferenza stampa alla vigilia di Roma-Juve: “Io ho in mente da sei mesi che cosa fare: prima ne parlo col presidente, poi se siamo d’accordo le affronteremo. A voi non lo dico”, ha dichiarato il tecnico toscano. Inutile girarci attorno, l’allenatore non è convinto che questa sia la rosa migliore possibile per la Juventus e del resto qualche segnale lo aveva dato sin dall’estate. “Attenzione: acquistare Ronaldo non equivale automaticamente a vincere tutto”. La Vecchia Signora con CR7 ha effettivamente aumentato la potenza di fuoco in avanti, ma centrocampo e difesa sono logori.

Allegri chiederà un’epurazione?

Se si guarda alla BBC con tanti anni in meno e al centrocampo composto da Pirlo, Vidal, Pogba e Marchisio, emerge un abisso. Per trovare gli equilibri servono i giocatori giusti, quelli bravi, ma anche disposti a sacrificarsi per i compagni, a lottare più che a giocare sempre di fioretto. È per questo motivo che rischiano seriamente la cessione, in caso di permanenza di Allegri, anche giocatori non proprio avanti con gli anni come Douglas Costa, Dybala e Cancelo. Che cosa farà Agnelli di fronte a certe richieste non lo possiamo anticipare, perché il presidente della Juve è uno che prende le decisioni ascoltando tutti ma seguendo solo la sua testa e il suo cuore. I segnali, però, sono quelli di un addio ormai scritto.

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