Allegri: “Dybala l’ho trovato molto bene, ecco cosa ho detto a Ronaldo”

La conferenza stampa di presentazione di Massimiliano Allegri alla presenza di Andrea Agnelli

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Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa del suo ritorno alla Juventus. Il tecnico livornse ha fatto inizialmente il punto sul lavoro fin qui svolto. “Ho avuto ragazzi giovani, bravi, di buona qualità. Ora stanno rientrando tutti quelli della prima squadra. Basta pensare ai sentimentalismi, oggi inizia un nuovo ciclo. Ho a disposizione un’ottima squadra – chiarisce subito – stiamo lavorando per migliorarla. I giovani saranno un valore aggiunto, insieme a loro ci sono giocatori anziani, in primis Ronaldo, Chiellini e Bonucci che portano esperienza, tecnica in campo. Devono essere esempi per i più giovani, per far capire loro cos’è la Juventus. Quello che è stato fatto rimane nella storia, 5 anni meravigliosi. Abbiamo deciso di separarci due anni fa, ora inizia un nuovo ciclo di lavoro, mettendo insieme tante cose per centrare i nuovi obiettivi. Mi inorgoglisce che la Juve mi abbia richiamato – aggiunge – l’affetto dei tifosi. Quello che è stato fatto non serve per portare trofei futuri, dobbiamo da ora pensare a quello che dobbiamo fare. La Juve ha un DNA preciso, e le vittorie passano dal lavoro quotidiano. Da qui ripartiamo, ora che son tornato. Devo lavorare su quello che mi è stato lasciato dagli altri allenatori, con buoni giocatori”.

Inevitabile che tra le prime domande venissero fuori i nomi di Ronaldo e Dybala, che sono assolutamente al centro del progetto. “Cristiano è un grandissimo campione e un ragazzo intelligente. Ieri è tornato, abbiamo parlato come ho fatto con gli altri, altrimenti sembra che parli solo con lui. Gli ho detto che quest’anno è un anno importante e sono contento di ritrovarlo. Ha una responsabilità maggiore rispetto a tre anni, perché c’erano giocatori con più esperienza. Da lui mi aspetto molto su questo piano, da uomo qual è. È tornato con grandi motivazioni e stimoli. Sarà un anno importante anche per Dybala, si è presentato molto bene fisicamente e mentalmente. Ha 25 gol nelle gambe, calcia le punizioni, è un valore aggiunto. Dopo Chiellini sarebbe il capitano: ci ho parlato e l’ho trovato motivato. Sono molto contento della squadra che ho a disposizione, soprattutto nell’entusiasmo che ho trovato e nella voglia di raggiungere gli obiettivi. Paulo ha i numeri dalla sua parte. L’anno scorso non ha fatto un’annata straordinaria, quest’anno può dimostrare il suo valore. Ora ha 28 anni, è nell’età matura. Ho avuto un’ottima percezione, ho ritrovato un uomo che si rende conto che è un anno importante per lui. Poi fa gol e ha giocate importanti. Punto molto e pretendo molto”.

A proposito della fascia di capitano, andando avanti nella conferenza stampa, Allegri ha chiarito: “Nella Juventus c’è una linea gerarchica. Il capitano e il vice vengono decisi in base agli anni. Il primo è Chiellini, il secondo… Bonucci? No, Leo se n’è andato. Nell’ultimo anno mio il capitano è stato Mandzukic, anche Khedira. Ora Bonucci sta risalendo”, evidenzia.

Rispetto a quando è andato via, trova diversi calciatori nuovi e sembra che Rabiot sia quello che lo incuriosisce di più e dal quale si aspetta anche tanto. “Rabiot è un giocatore che ha qualità importanti – spiega – L’anno scorso se non sbaglio ha fatto 3 gol da centrocampista: per le qualità che ha lui son pochi, deve farne di più. McKennie ha l’istinto del gol, sotto porta è un freddo ed è bravo di testa. Tanti giocatori hanno il gol nelle gambe: alla fine del campionato bisogna fare 75 gol. Bisogna trovarli tra le punte, tra i centrocampista e i difensori. Sotto quell’aspetto la squadra ha grande personalità. Kulusevski? Datemi tempo di vederlo, ha fatto solo due allenamenti. Mago non sono. È un ottimo giocatore, anche lui deve migliorare in fase realizzativa. Ha un motore importante, è migliorabile. L’obiettivo di questa squadra – insiste – è arrivare in fondo, vincere più competizione possibile e creare valore su questi giocatori”.

Quanto alla lotta scudetto, per allegri la favorita è indubbiamente l’Inter, sculettata, ma sarà comunque un campionato agguerrito. “In Italia ci sono allenatori importanti: è tornato Spalletti, Mourinho, Sarri è andato alla Lazio, Inzaghi all’Inter. I nerazzurri hanno vinto l’anno scorso e sono i favoriti, noi dobbiamo essere bravi a costruire un percorso che ci porti a fine maggio a vincere lo scudetto. Poi abbiamo Supercoppa, Coppa Italia e Champions. La Champions deve essere un desiderio da parte di tutti: per vincerla – ribadisce – ci sono tanti componenti. Il primo obiettivo è passare il primo turno, dagli ottavi in poi possiamo vincerla. Sarà un campionato equilibrio. Il Milan ha giovani con esperienza quest’anno, e sarà favorita. Poi l’Inter, la Roma, la Lazio, il Napoli. L’importante è dare continuità ai risultati. La teoria del corto muso vale sempre? Più che la teoria la pratica. L’importante è arrivare in fondo, con un punticino avanti che basta per portare a casa lo Scudetto. Per vincere servono un tot di gol e prenderne pochi. Quest’anno ha vinto la miglior difesa, ed è tanti anni che succede. I punti son sempre quelli – ricorda – Tra 86 e 88 sarà la quota Scudetto, magari mi sbaglio. Per me va bene così, quando ci dicono di giocare ci organizzeremo nel modo migliore per farlo, sapendo che ci sono i diritti televisivi che hanno la precedenza”.

Tornando sull’attacco, qualcuno spera che Allegri metta in campo più calciatori offensivi possibili. La sua risposta è chiarissima. “In questo momento, dire giocheranno tutti insieme è difficile. Ora devo avere tutta la squadra a disposizione, poi da lì devo trovare equilibrio. Devo mettere insieme una formazione che sappia giocare a calcio. Difficilmente troveremo giocatori in grado di fare 7 partite di seguito: dovrò essere bravo, insieme allo staff, a gestirli al meglio. Poi ci saranno anche le Nazionali… Abbiamo 20 giorni per metterci in pista – ricorda – Questa squadra credo abbia tanto potenziale e ha tanto da migliorarsi. Ronaldo attaccante? Quello che son sicuro è che faccia gol. Che giochi davanti, spostato a destra o sinistra non lo so. In allenamento, quando si allenano lui e Dybala sono dei cecchini, sbagliano poco. Da ogni singolo giocatore devo farlo rendere al massimo per le loro caratteristiche. Non posso chiedere 10 gol a Bentancur”.

Tra i calciatori che Allegri potrebbe recuperare c’è Federico Bernardeschi. “Il mio pensiero è che un giocatore o è bravo o non lo è. Poi ci sono annate non felici, son ragazzi e i motivi sono tanti. Si sposano, hanno figli. Bernardeschi è un giocatore importante e si ripresenterà con la testa giusta – dice convinto – Da quando ripartiamo martedì non abbiamo tanto tempo, e deve essere ottimizzato per diventare squadra. Per farlo bisogna lavorare. Arthur? Non ho fatto in tempo ad arrivare che lui si è operato. Speriamo di recuperarlo il prima possibile, ha tecnica. È un infortunio con poca casistica, speriamo di averlo in un mese e mezzo”.

Infine l’ammissione: Allegri è stato il primo allenatore a dire due volte no al Real Madrid. “Diciamo di sì, soprattutto quest’anno. Ringrazio il Real e il presidente per l’opportunità, poi ho fatto delle riflessioni sulla Juve che mi ha dato molto. Credo in questa squadra, divertente da allenare, poi però bisogna vincere”, dice concludendo la conferenza stampa.

Agnelli: “Allegri non è scelta di cuore”

Prima di mister Allegri, ha parlato in conferenza stampa il presidente bianconero Andrea Agnelli. Dopo aver fatto i complimenti all’Italia campione d’Europa, sul tecnico ha dichiarato: “Oggi la giornata è dedicata a Max, e ci tenevo ad essere vicino a lui – esordisce – Inutile che mi dilunghi nella presentazione del palmares di Allegri. Per quanto riguarda le varie riflessioni fatte, ci siamo visti spesso negli ultimi anni, ma nei giorni precedenti al suo ritorno ci siamo scambiati vari pensieri su come sarebbe stato il ritorno di Max al JTC. Abbiamo valutato i possibili rischi che ciò avrebbe suscitato nel mondo Juve, nei media, in lui. Ogni aspettativa contiene in sé un pregiudizio: qui alla Juventus ogni giorno si compete su ogni terreno per conquistare vittorie. Non è scontato, sarebbe un errore gravissimo pensarlo. Chi pensa che i trofei degli ultimi anni sono stati scontati, si sbaglia. La Juve dà un ambiente idoneo e adatto a raggiungere le vittorie. Da quando io sono arrivato alla Juve non ho mai visto una vittoria scontata: vincere costa fatica, e come Max mi ha ricordato non è per tutti. Chi lo fa, merita rispetto. Diamo inizio ad una stagione, con l’obiettivo di arrivare a marzo competitivi in tutte le competizioni. Max e la Juventus non sono tornati insieme per amicizia, che esiste ed è innegabile – aggiunge – Max è l’allenatore della Juve perché ha la credibilità per scrivere un nuovo capitolo, e questo nuovo gruppo dirigenziale saprà agire nella tradizione bianconera. Da quando è tornato, guardiamo solo al futuro. Contratto di 4 anni? È un segnale di fiducia, ma anche una programmazione in ottica medio-periodo. Max è la persona giusta, insieme a tutto il team, per portare avanti questo percorso insieme nei prossimi anni. Quando ho deciso il ritorno di Max? Ci siamo visti tante volte negli ultimi anni. Uno fa le valutazioni su quella che è la stagione in corso e quando si decide di apportare dei cambiamenti si valutano i profili. C’è stato un ragionamento di rafforzamento di tutta l’area sportiva. La figura di Max era la più adatta”.